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Germania a valanga e tenacia Made in USA. In lacrime il Portogallo

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Germania a valanga e tenacia Made in USA. In lacrime il Portogallo

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Le ultime due favorite a scendere in campo in Brasile sono state Germania e Portogallo. Come diceva l’ex attaccante inglese Gary Lineker: “Il calcio è uno sport semplice: 22 uomini corrono appresso a un pallone per 90 minuti e alla fine a vincere sempre è la Germania”.

Müller, Müller e ancora Müller. Autore della prima tripletta di questa Coppa del Mondo, l’asso del Bayern Monaco trascina la Germania in una vittoria a valanga sul Portogallo. Al 32° già sotto di due reti per un’incornata di Hummels, i lusitani restano poco dopo in 10 per espulsione di Pepe e spianano così ai tedeschi la strada per il 4-0 finale.

Di misura invece la vittoria degli Stati Uniti, con Dempsey che centra uno splendido diagonale a neanche un minuto dall’inizio. All’81° il pareggio del Ghana, ma gli uomini di Klinsmann non si arrendono e a quattro minuti dal triplice fischio mettono a segno il 2-1 finale.

La vittoria regala agli Stati Uniti un posto al sole insieme alla Germania. Sabato e domenica le sfide incrociate fra le prime due e le Cenerentole del Gruppo G.

Si conclude invece con un insipido 0-0 l’incontro a Curitiba fra Nigeria e Iran.

Il pareggio a reti bianche lancia in testa al Gruppo F l’Argentina, domenica al successo di misura sulla Bosnia Herzegovina, ora fanalino di coda a 0 punti.

E’ capitato però anche che iraniani e nigeriani seguissero insieme l’incontro con il fiato sospeso.

Nella giornata in cui in Brasile l’attenzione si concentrava sulla goleada tedesca contro il Portogallo, a Dubai ci si riuniva per seguire lo scontro fra le due Cenerentole del Gruppo F.

Gomito a gomito per sostenere i loro beniamini, i tifosi delle due squadre si sono però divisi nelle analisi del dopo-partita.

“La squadra ha giocato davvero male – commenta amaro un tifoso della Nigeria -. La colpa è però della selezione fatta dal nostro allenatore. L’undici di partenza era sbagliato, non si scende in campo così per una Coppa del Mondo”.

“Per noi si tratta di una vittoria – il giudizio agli antipodi di un supporter iraniano -. Il risultato finale non conta. Per noi è come se avessimo vinto. E adesso speriamo di battere l’Argentina”.

“Prima di questa partita i tifosi di Iran e Nigeria avevano un punto in comune – conclude da Dubai il nostro corrispondente François Chignac -: nessuna delle loro squadre aveva mai vinto un incontro di Coppa del Mondo da 16 anni a questa parte. Una maledizione che neanche stavolta sono riuscite a sfatare.”

All’appello manca ancora il gruppo H, che è l’ultimo a scendere in campo. Il primo incontro è fra Belgio e Algeria, con i Diavoli Rossi che a Belo Horizonte non avranno vita facile contro le Volpi del deserto, al pari della Russia di Fabio Capello che dovrà vedersela con la Corea del Sud.

Per il Belgio è un esordio per dimostrare che vale di più. Al ruolo di outsider, Kompany e i suoi non ci stanno. In buona compagnia nel far prova di determinazione, il capitano del Manchester City si è unito al CT Wilmots nel far sapere che i Diavoli Rossi giocheranno per vincere e non si accontenteranno di partecipare.

Molto dipenderà dalla prestazione dell’Algeria. Con l’ultima vittoria iridata che risale al Mundial spagnolo del 1982, le statistiche non sono dalla sua. Il più recente ruolino di marcia parla però di un convincente percorso per le qualificazioni. E questo, in casa Belgio sanno bene che non va affatto sottovalutato.

Sempre nel Gruppo H, i riflettori sono puntati anche sulla Russia: imprevedibile e capace di alti e bassi da capogiro, l’undici di Fabio Capello guarda lontano ma resta coi piedi per terra. Obiettivo a breve termine è anzitutto riscattare 12 anni di astinenza mondiale e centrare il pass per gli ottavi.

Primo avversario sulla loro strada è la Corea del Sud, già battuta in amichevole lo scorso novembre. Anche il 4-0 subito dal Ghana nell’ultimo incontro prima dei Mondiali sembra incoraggiare i russi. Il tecnico Hong Myung-Bo mette però in guardia: “Tutto faremo tranne che la squadra materasso”.

Dopo una prima vittoria poco convincente, il Brasile affronta poi il Messico a Fortaleza. Un incontro determinante peché la Seleçao possa assicurarsi la leadership del Gruppo A. Sulla sua strada c‘è però il Messico, già vittorioso contro il Camerun.

I Carioca inseguono il secondo successo per zittire le malelingue e tornare a sorridere. Ancora alla vigilia, il CT Scolari ha dovuto fare le spalle larghe per archiviare il codazzo di polemiche innescato dai presunti errori arbitrali nel match d’esordio. “La differenza – ha promesso – la faranno sul campo e sugli spalti, Neymar e il pubblico del Castelao”.

Speranza dei padroni di casa è infatti quella di bissare il risultato, contro il Messico qui a Fortaleza già ottenuto in Confederations Cup. Dalla loro, gli uomini di Herrera hanno però il morale e la forma: menzognero sui valori in campo, il risicato 1-0 sul Camerun del primo incontro avrebbe potuto trasformarsi in una goleada.

Dopo le sconfitte da entrambe rimediate nei loro match d’esordio, tra Camerun e Croazia a Manaus sarà intanto mercoledì già sfida da ultima spiaggia.

Proprio in merito a partenze difficili, diamo ora uno sguardo a retroscena e specificità della preparazione atletica (e non solo) per appuntamenti come la Coppa del Mondo.

Sprint sì, ma per arrivare tutti insieme. Complesso traguardo della preparazione consiste in questi casi nel fare in modo che tutta la squadra raggiunga il massimo della forma nello stesso momento.

Principale obiettivo è quindi in pratica “sincronizzare“i giocatori in rosa, perché rispondano alle sfide del calcio moderno come ingranaggi di un orologio.

“Rispetto a 10 o a 15 anni fa – spiega Charlotte Cowie, direttrice del St. George Park, dove si preparano diversi club di Premier League -, il calcio è più veloce, più fisico e anche più tecnico”.

Ad evolversi sono state anche tecnologie e strategie. Corse in piscina e sofisticate apparecchiature sono però semplici strumenti al servizio di una preparazione cronometrata quasi al secondo.

“Si tratta soprattutto di fare in modo che tutto quadri e i conti tornino al momento giusto – spiega ancora Cowie -. L’obiettivo è che tutti raggiungano il massimo, non solo in termini di forma, ma anche di lavoro di squadra e di intesa reciproca. Il tutto, considerando poi anche la gestione di diversi fattori ambientali”.

La tecnologia mette ora a disposizione anche futuristici tapis-roulant, con supporti gonfiabili che sfidano la gravità. Strumenti sofisticatissimiche finora nulla sembrano aver potuto contro un fattore ambientale vecchio come il mondo: il clima brasiliano.