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Juan Carlos abdica: in frantumi il suo legame con gli spagnoli

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Juan Carlos abdica: in frantumi il suo legame con gli spagnoli

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La decisione storica di re Juan Carlos di abdicare la corona di Spagna risale allo scorso gennaio. La corona era sua dal 1975.
Ancora fragile dopo l’ennesimo intervento chirurgico, il monarca pronunciava un discorso all’indomani del suo 76esimo compleanno. Un ritorno sulla scena pubblica per tentare di riconquistare una popolarità ormai in calo.

Il legame tra gli spagnoli e un re, da sempre giudicato vicino al suo popolo, era andato in frantumi nel 2012 quando Juan Carlos dovette farsi operare in seguito a una caduta avvenuta in Botswana durante una lussuosa caccia all’elefante.

Per la quale chiese scusa: “Non vedo l’ora – disse uscendo dall’ospedale – di riprendere i miei compiti e…mi dispiace, ho sbagliato ed è una cosa che non succederà più”

I suoi problemi di salute alimentano le voci ma anche le richieste di abdicazione che lui respinge al mittente. Intanto però l’immagine della famiglia reale si deteriora e minaccia la stessa credibilità della corona.

Uno scandalo giudiziario travolge Cristina, la sua secondogenita. L’infanta viene accusata di frode fiscale e riciclaggio, mentre suo marito Iñaki Urdangarín è sospettato di corruzione.

Sul piano politico emergono contemporaneamente altri pericoli. L’istituzione monarchica, come garante dell’unità di Spagna, è direttamente interessata dalla sfida rappresentata dall’indipendentismo calatalano.

Artur Mas, presidente del Governo regionale, convoca per il 9 novembre 2014 un referendum di autodeterminazione, anche se la Costituzione del 1978 vieta simili consultazioni.

Il risultato delle recenti elezioni europee ha pesato verosimilmente sulla tempistica dell’abdicazione. I due maggiori partiti spagnoli ne sono usciti indeboliti. La schiacciante maggioranza parlamentare del Partito Popolare è andata in fumo. Il partito Socialista, a sua volta, non è riuscito ad essere la vera alternativa ai Popolari. Sia Mariano Rajoy (PP) che Alfredo Perez Rubalcaba (PSOE) erano stati informati un mese fa della decisione reale.

La corona che a giugno il prossimo re di Spagna, Filippo VI, riceverà dal padre Juan Carlos sarà molto pesante.

Francisco Fuentes, euronews:

“Per approfondire la decisione presa dal re di Spagna, siamo in collegamento con Barcellona dove è con noi l’analista politico Antoni Gutiérrez-Rubi. L’annuncio del re è giunto a sorpresa oppure era nell’aria da un po’ di tempo?”

Antoni Gutiérrez-Rubi:

“È una sorpresa relativa. Penso si stesse preparando da tempo perché la monarchia e il re in particolare erano coscienti di non riuscire a recuperare la riconoscenza, la reputazione e la credibilità che l’istituzione esige per rimanere alla guida dello Stato. Credo che da tempo il re pensasse alla possibilità di abdicare. Ma forse lo voleva fare nelle condizioni fisiche e, se posso permettermi, estetiche, sufficientemente degne rispetto al suo percorso e alla sua figura storica”.

euronews:

“Perché la decisione è stata presa proprio in questo momento, in questo contesto politico, dopo le elezioni europee che sembrano aver decretato la fine del bipartitismo in Spagna?”

Antoni Gutiérrez-Rubí:

“Credo fosse l’ultima possibilità, in extremis, per rivitalizzare un’istituzione, che in questo caso, non occorre dimenticare, è quella di capo di Stato. Pertanto la monarchia aveva urgentemente bisogno
di un rinnovamento. Vedermo se la successione sarà sufficiente. Per risolvere i problemi e le sfide della società spagnola più che continuità o una transizione occorre ripensare tutto. Occorre capire se si è in un processo costituente o in un processo di continuità e questa è la grande sfida con la quale dovranno confrontarsi il principe ma anche le forze politiche spagnole”.

euronews:

“Parlando del principe Filippo. Si convertirà in capo di Stato davanti alla Corona, istituzione la cui immagine si è molto deteriorata? Quali saranno le sue sfide principali?”

Antoni Gutiérrez-Rubí:

“La principale sarà sicuramente fare tutti quei cambiamenti che suo padre per limiti culturali, politici o personali non è stato capace di fare: l’esigenza di esemplarità, una trasparenza radicale, la rinuncia ai privilegi e una parlamentarizzazione della monarchia, in modo da metterla più al servizio delle Corti Generali e diventando, perché no, il capo della Casa del Re, vale a dire, il funzionario che esegue e prende decisioni su come la famiglia reale deve servire la corona. Quindi un capo di Stato più al servizio del Parlamento che della famiglia. Questi sarebbero cambiamenti cruciali.”.

euronews:

“Le organizzazioni politiche, in particolar modo i nazionalisti e i movimenti sociali che si oppongono alla monarchia hanno iniziato a mobilitarsi. Tutto questo potrebbe avere conseguenze?”

Antoni Gutiérrez-Rubí:

“Credo che la società spagnola stia chiedendo un processo costituente. Di quale portata? Su quali pilastri si dovrà appoggiare?
E come e quando si dovrà approfondire questo prcesso costituente? Il dibattito è aperto. Ma sarebbe un errore se la monarchia – e in questo caso il principe Filippo che sicuramente sarà il prossimo re – ignorasse questa richiesta molto forte e solida da parte della società spagnola di rinnovamento della costituzione spagnola e di un processo costituente”.

euronews:

“Quindi la sopravvivenza della monarchia è a rischio?”

Antoni Gutiérrez-Rubí:

“Se il Principe animerà, stimolerà e promuoverà (anche a dispetto di se stesso e della stessa monarchia) se promuoverà alcuni cambiamenti cruciali per la societrà spagnola, nel senso di un processo costituente, credo che sarà un fatto positivo e che sarà una grande opportunità, più che un rischio, sia per lui stesso che per la Spagna”.