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Malaysia: si fa strada l’ipotesi dirottamento

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Malaysia: si fa strada l’ipotesi dirottamento

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Nel giallo sulla scomparsa sabato scorso del Boeing 777 della Malaysia Airlines sembra farsi sempre più strada l’ipotesi del dirottamento. Al vaglio degli inquirenti c‘è la pista del sabotaggio e del dirottamento deliberato dell’aereo ad opera di qualcuno in grado di pilotare e cambiare la rotta anche centinaia di miglia fuori da quella abitualmente seguita dagli aerei nella tratta Kuala Lumpur-Pechino.

Ad avvalorare questa tesi ci sarebbero le ultime rivelazione dei radar militari malesi che portano verso le isole Andamane, arcipelago dell’Oceano Indiano nella parte sud-orientale del Golfo del Bengala, dove nelle ultime ore si stanno concentrando le ricerche. Anche l’India, insieme ad una task force multinazionale di altri dodici Paesi, è al lavoro per localizzare l’aereo dispiegando, nel quadro dell’operazione ‘Searchlight’, quattro navi da guerra.

Le autorità della Malaysia hanno confermato l’espansione verso l’Oceano Indiano delle ricerche del Boeing 777. “Il velivolo non è stato ancora ritrovato, e la zona delle ricerche è stata estesa”, ha detto in una conferenza stampa il ministro dei Trasporti, Hishammuddin Hussein. “Con i nostri partner internazionali, ampliamo le nostre ricerche verso est nel Mar cinese meridionale, e verso ovest nell’Oceano Indiano.” Nell’Oceano Indiano si sta dirigendo una nave americana, già impegnata nelle ricerche, ha fatto sapere il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney. Dopo una settimana, è ancora ignota la sorte del volo MH370 con 239 persone a bordo, in quello che è destinato a diventare uno dei più grandi misteri della moderna aviazione.