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Cantando sulle orme di Bach

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Cantando sulle orme di Bach

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Il Thomanerchor di Lipsia è uno dei cori di voci bianche più antichi e rinomati al mondo. Johann Sebastian Bach lo diresse per 27 anni e compose per esso moltissimi brani, fra cui l’oratorio di Natale.

“Credo che l’inizio, con i primi colpi di timpano e il coro che comincia a cantare ‘Jauchzet frohlocket’, sia qualcosa che ti rimane in testa” afferma uno dei ragazzi del coro, Oskar Didt. “Quando lo canti, il tuo corpo vibra veramente, questo ritmo ti cattura e ti entusiasma.”

Come maestro del coro della chiesa di San Tommaso, Bach (che all’epoca fu scelto come ripiego, dopo la rinuncia di altri musicisti) compose per i suoi allievi moltissime cantate, spesso al ritmo di una alla settimana. Del resto, fu uno dei più prolifici geni musicali della storia.

“Il suo spirito sopravvive attraverso la sua musica e lo si sente. Siamo fortunati ad avere Johann Sebastian Bach come fonte costante di ispirazione”, osserva il suo sedicesimo successore, Georg Christoph Biller.

I circa 100 ragazzi tra i 9 e i 18 anni che fanno parte della corale studiano e vivono sotto lo stesso tetto. È una comunità ristretta, dove tutto gira intorno al canto. Si canta anche prima di pranzare.

Da oltre 800 anni, tradizione, disciplina e spirito di gruppo sono i pilastri di questa istituzione leggendaria, dove crescere significa anche prendersi delle responsabilità.

“Ciò che rende questo coro così speciale” sottolinea Oskar Didt “è soprattutto una cosa che non è evidente dall’esterno: lo stretto rapporto tra i membri più vecchi e più giovani del coro. Abbiamo un metodo educativo unico: non solo gli insegnanti, ma anche gli studenti più grandi si prendono cura dei più giovani e li istruiscono, trasferendo la loro esperienza agli altri.”

Il coro si impegna molto per mantenere viva l’eredità di Bach.

“Quando canti la sua musica” racconta un altro membro della corale, Max Gläser, devi pronunciare il testo con precisone e mettercela tutta. Non puoi cantarla distrattamente. Devi davvero abbracciare la musica.”

“Penso che ciò che caratterizza la musica di Bach – spiega George Christoph Biller – sia che da un lato riflette una grande devozione, ma dall’altro è assolutamente universale.”

“La musica di Bach” continua Biller “può essere considerata un ponte tra mondi diversi, che offre alle persone la possibilità di connettersi.”

Durante questo servizio, potete ascoltare frammenti di:
Johann Sebastian Bach, Oratorio di Natale BWV 248