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Berlusconi: il giorno dopo, le domande sugli scenari futuri

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Berlusconi: il giorno dopo, le domande sugli scenari futuri

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Espulso dal Parlamento, Berlusconi non lascia la politica: e questa al momento è l’unica certezza.
Il leader di Forza Italia, dopo aver arringato la folla di sostenitori davanti a palazzo Grazioli, è rientrato ad Arcore in serata, e vi ha trascorso un giovedì di riflessione, una sorta di pausa che è stata in qualche modo comune al Paese. Non c’era clamore di battaglia, per le strade e sui giornali. Piuttosto i toni sospesi delle domande, i dubbi sugli scenari futuri:

“È bene che questo governo riesca a portare avanti… i problemi di questo Paese che ne ha bisogno in questo momento. Giammai andare ad altre elezioni, perché potremmo trovarci di nuovo in una situazione del genere”, dice un passante a Roma, e un altro aggiunge:

“Mah, un periodo d’incertezza senz’altro, comunque non credo che sarà la fine del mondo”

È il Senato che fatica a riassorbire i toni esacerbati del giorno prima: in mattinata nuovi scontri, nuove polemiche. Nel governo si apre la discussione sul programma, e nel PD il tema, in vista delle primarie dell’8 dicembre, è quasi obbligato: come chiudere il ventennio. Sempre che Berlusconi sia davvero vicino all’uscita.
E se lo sia o meno lo abbiamo chiesto a Stefano folli, editorialista del Sole 24 Ore.

Claudio Rosmino, euronews:
Nel suo editoriale di oggi in prima pagina sul Sole 24 Ore Lei scrive che questo ciclo avrebbe dovuto decidersi sul terreno politico ed elettorale e invece finisce con una sentenza della magistratura. Vuol dire che la decadenza di Berlusconi non è una vittoria per nessuna parte politica?

Stefano Folli:
“No, non è una vittoria per nessuno, però è la fine di un equivoco. Berlusconi negli ultimi tempi era soprattutto un grande equivoco, soprattutto per i suoi conflitti di interesse, soprattutto per il peso delle inchieste giudiziarie che lo riguardavano. Però il fatto che non sia stato battuto in maniera chiara nelle urne, durante le elezioni, e che quindi non sia stato battuto sul piano politico-elettorale, beh, questo certamente non fa bene alla democrazia”

euronews:
Che ruolo può ancora esercitare Silvio Berlusconi in politica?

Stefano Folli:
“Io credo che un Berlusconi fuori dalle istituzioni e dal Parlamento non possa esercitare un grande ruolo: naturalmente può fare molto rumore, può guidare un po’ ancora quei militanti che sono ancora con lui, che non sono pochissimi, questo lo può fare. Ma non ci si improvvisa forza anti-sistema”

euronews:
La stabilità del governo Letta è ora a rischio senza il sostegno dei Berlusconiani?
Vede un rischio elezioni anticipate?

Stefano Folli:
“No, non vedo un rischio di elezioni anticipate a breve termine, però vedo la necessità per il governo di usare bene questa sua maggioranza, cioè di mettere a frutto questa maggiore coesione per dare risposte ai problemi del Paese, per fare quelle riforme che sono state troppe volte rinviate o annacquate”

euronews:
Per concludere: quali sono le conseguenze dell’esclusione di Silvio Berlusconi dalla vita politica sull’immagine internazionale dell’Italia?

Stefano Folli:
“Berlusconi è stato un personaggio troppo controverso sulla scena internazionale, e credo quindi che ci sia l’idea che è meglio avere in Italia interlocutori diversi da Berlusconi”