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Le centrali idroelettriche in Austria: un futuro oscuro per lo Schwarze Sulm

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Le centrali idroelettriche in Austria: un futuro oscuro per lo Schwarze Sulm

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Johannes Gepp ha paura. Forse questi giorni di inizio autunno saranno davvero gli ultimi per alcune specie in via di estinzione che vivono qui, nelle anse superiori dello Schwarze Sulm, il Fiume Nero, selvaggio e incontaminato, che scorre in Austria.

Due investitori privati, un grande proprietario terriero e un ricco principe, hanno in progetto di costruire una centrale idroelettrica.

Gepp, un professore universitario di zoologia di fama internazionale, sottolinea l’importanza dello Schwarze Sulm per il gambero d’acqua dolce, una specie protetta dalle leggi europee e che vive in questo habitat, ma che in qualche modo è stata dimenticata dalle autorità austriache.

La battaglia di Gepp non ha solo lo scopo di salvare il gambero d’acqua dolce, ma anche un ecosistema delicato.

“Oltre al gambero d’acqua dolce” – spiega Johannes Gepp – “vivono qui centinaia di specie rare o in via di estinzione: in acqua troviamo una varietà di pesce gatto e le larve di una libellula protetta, l’Odonata dei Balcani. Ci sono specie di farfalle protette da leggi europee come l’Euplagia Quadripunctaria. Troviamo inoltre piante sassifraghe estremamente rare. Se questo ecosistema verrà cambiato, tutte queste specie saranno in pericolo”.

A Vienna, capitale dell’Austria, il presidente di un’organizzazione chiamata Riverwatch, spiega che il conflitto di interessi non è solo una questione locale, ma un problema globale:
“Qui in Austria, uno degli ultimissimi fiumi incontaminati rischia di venire distrutto” afferma Ulrich Eichelmann. “La legge europea sta per essere infranta. Se questo succede qui, può succedere ovunque: tutti i fiumi sotto la protezione dell’Unione europea sarebbero a rischio. Perciò l’impatto di questo caso è davvero di ampia portata. Non è un problema locale, ma riguarda tutta l’Europa”.

Già nel 1998, l’Austria aveva dichiarato lo Schwarze Sulm un corso d’acqua di importanza nazionale.

Nel 2001, alcune zone lungo il fiume erano entrate a far parte della Rete Natura 2000 e integrate quindi in una serie di leggi europee sulla protezione della natura. L’acqua del fiume, di eccellente qualità, è protetta dalla Direttiva Quadro Europea sulle Acque.

Uno degli investitori, un proprietario terriero della zona, ha cominciato la scorsa primavera alcune attività preliminari di costruzione sul posto. I suoi operai rumeni si sono scontrati con i manifestanti della zona. Uno dei dimostranti è rimasto ferito.

“Queste piccole unità idroelettriche sono compatibili con la protezione della natura” dichiara Peter Masser. “Questo è stato messo in chiaro da molte valutazioni fatte attraverso tutte queste procedure lunghe e dettagliate sulla protezione dell’acqua e della natura. Tutti quelli che conoscono Peter Masser sanno che è un duro combattente. Una volta che ha un’idea in testa, non è disposto a rinunciarci facilmente”.

Masser ha già ottenuto l’approvazione del governo regionale della Stiria nel 2007. L’esecutivo nazionale, però, messo sotto pressione dall’Unione Europea, ha cercato di fermare il progetto.

Per difendere il Fiume Nero, gli ambientalisti hanno messo in piedi una rete di piccoli punti di osservazione nei luoghi incontaminati. L’obiettivo è quello di chiamare i rinforzi nel caso in cui Peter Masser inizi a tagliare alberi. Tatiana si è unita al movimento di protesta a maggio. Da allora vive qui giorno e notte. È un gruppo vivace di giovani attivisti, che si mescola con gente più adulta. Sono uniti da un progetto comune: salvare il Fiume Nero.

“Se il 62% dell’acqua viene portato via dal fiume, e si tratta di dati ufficiali, ma la percentuale potrebbe essere maggiore, il fiume perderà la sua capacità di sopravvivenza” spiega Franz Enzenhofer dell’Organizzazione non governativa “Save The Black Sulm”. “Non sarà più pulito, la qualità idrica peggiorerà, il fiume cambierà completamente e non sarà più quello che è stato finora: un monumento naturale, qualcosa di quasi sacro. Scomparirà”.

“Lo Schwarze Sulm fa parte di quell’ultimissimo 4% di fiumi austriaci incontaminati” dice Jakob Mathauer, anch’egli della ONG “Save the Black Sulm”. “Ne rimane solo il 4%. In media, lungo i fiumi austriaci c‘è una centrale idroelettrica ogni otto km. Questo piccolo impianto idroelettrico sullo Schwarze Sulm non risolverà i nostri problemi legati all’energia, è chiaro, ed è per questo che sono qui, per dare il mio contributo per la salvezza di questo gioiello di fiume”.

L’argomento all’ordine del giorno è come prepararsi all’arrivo imminente del duro inverno e se sia il caso di organizzare una manifestazione a Vienna prima delle prossime elezioni nazionali.

Incanalando le acque dello Schwarze Sulm, gli investitori vogliono produrre elettricità. Le proteste locali, però, vengono messe in atto anche per scongiurare un altro progetto: quello di vendere l’acqua potabile.

“Partecipo a questa manifestazione perché voglio evitare la privatizzazione dell’acqua potabile” commenta Martin Engelbogen, un altro membro della ONG “Save the Black Sulm”. “Non è accettabile che due investitori privati facciano i soldi grazie a risorse pubbliche come i fiumi”.

“Il paese di Schwanberg ha tutto l’interesse che i turisti continuino a venire qui” spiega Walter Hieronymus Gafgo, anch’egli della ONG “Save the Black Sulm”. “Se la valle subirà un cambiamento, nessuno sarà più interessato a fare una passeggiata sulla riva del fiume”.

“I nostri figli e le generazioni future devono avere la possibilità di vivere con questi fiumi che scorrono incontaminati” dice Rainer Mörth, un altro dei membri di “Save the Black Sulm”.

A Graz, capoluogo della Stiria e seconda città dell’Austria per numero di abitanti, i socialdemocratici sono fortemente a favore dell’energia idroelettrica.

Il Ministro per l’Energia Rinnovabile della regione ha allo studio un piano di azione per incoraggiare ulteriormente l’uso di questo tipo di energia:
“Credo che l’energia idroelettrica sia importante per noi a causa della nostra situazione geografica” dichiara Siegfried Schrittwieser. “Inoltre abbiamo obiettivi precisi sulla protezione del clima, formulati dall’Unione Europea. Per raggiungere questi obiettivi, l’energia idroelettrica è necessaria ed essenziale”.

Sul fiume Mur sono state costruite diverse nuove centrali idroelettriche. Quella di Gössendorf produce elettricità per 23.000 famiglie. Oltre a un investimento di 90 milioni di euro, altri 15 milioni sono stati spesi per l’ambiente, come le strutture per aiutare i pesci a risalire i fiumi.

A Graz, il Capo del Dipartimento per l’Ambiente divulga una notizia dell’ultima ora: la qualità dell’acqua dello Schwarze Sulm non è più eccellente:
“La recente procedura amministrativa di aggiornamento ha concluso che il Fiume Nero non è in ottima forma, ma che la qualita delle sue acque può essere considerata soltanto buona” afferma Werner Fischer. “Questo significa, realizzando alcune condizioni di programmi supplementari, che questo progetto per una centrale idroelettrica può essere accettato”.

I difensori del Fiume Nero, però, ricordano che la qualità dell’acqua di questo fiume è risultata ottima per decenni.

La Direttiva Quadro Europea sulle Acque proibisce qualunque attività che contribuisca a deteriorare quelle pochissime acque di qualità eccellente rimaste in Europa.

Sabine Jungwirth, membro dei Verdi nel Parlamento della Stiria, sospetta che l’amministrazione regionale abbia in serbo qualche trovata per evitare multe elevate da parte dell’Unione Europea: fino a cinque milioni di euro al mese

“Mi aspetto che l’Unione Europea mandi un segnale chiaro” spiega Sabine Jungwirth. “L’Austria non dovrebbe ignorare le leggi europee, ma lo fa. A quanto pare, questo Paese, vuole continuare a infrangere le regole imposte dall’Unione Europea. L’Austria deve sopportarne le conseguenze. Ecco perché la Commissione europea deve fare il prossimo passo e attivare la Corte europea di Giustizia”.

A Vienna il Ministro dell’Ambiente ha mandato una lettera alla regione Stiria, ricordandole di rispettare tutte le regole dettate dall’Unione Europea.

A questo punto, entra in scena il Commissiario Europeo per l’Ambiente, a Vienna per il Convegno Europeo sulla Riqualificazione Fluviale. Alla domanda “l’Unione Europea salverà il Fiume Nero?”, Janez Potocnik risponde:
“Dalla pubblicazione della lettera di avviso formale, è ovvia la constatazione che con la loro attività stanno infrangendo la legge europea. Nei casi più delicati in cui i problemi non vengono risolti, che è comunque una cosa che non ci auguriamo, allora possono anche essere comminate sanzioni”.

Ci sono però anche buone notizie nel mondo tormentato della gestione dei fiumi europei. Alcuni corsi d’acqua hanno spostato a un livello superiore la qualità delle proprie acque, grazie alla rigida attuazione delle leggi europee. Per premiare questi sforzi realizzati sul lungo termine, quest’anno a Vienna è stato consegnato per la primissima volta il Premio Europeo per i Fiumi. Naturalmente, il vincitore non è stato lo Schwarze Sulm, ma il Reno.