ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Padre Rogers: "momento di grande speranza per la Chiesa"

Lettura in corso:

Padre Rogers: "momento di grande speranza per la Chiesa"

Dimensioni di testo Aa Aa

L’inviato di euronews a Roma Sergio Cantone ha intervistato Padre Mike Rogers, un gesuita che vive nella capitale da tre anni. Con lui fa un bilancio di questo Conclave.

Sergio Cantone, euroneews

Padre Rogers, cosa pensa di questo Conclave, che è anche un Conclave molto particolare?

Padre Rogers

Credo che sia un momento di grande anticipazione e speranza per la nostra Chiesa perché è un momento nel quale possiamo ricominciare di nuovo – possiamo fare qualcosa di nuovo. Ogni Conclave è un momento di grande speranza, questo in particolare. Dietro di noi tutti stanno aspettando e sperando.

euronews

Crede che questo sia il momento per un papa di un altro continente, forse dal Nord America? La delegazione nordamericana è entusiasta di questo Conclave.

Padre Rogers

Certo. Credo che molti dei nordamericani abbiano qualità che in tanti vorrebbero ritrovare in un papa, anche se credo che nessuno si aspetti un papa dal Nord America.

euronews

Molti conservatori hanno base in Europa e sono rappresentati dalla tradizione europea della Chiesa cattolica. Oggi, cosa pensa a riguardo?

Padre Rogers

In quanto persona non europea, credo che quando si prendono in considerazione queste persone, si possano trovare esempi di elementi che potrebbero portare una grande speranza alla Chiesa. Dunque non credo che l’Europa debba essere esclusa dai giochi.

euronews

Cosa pensa delle diverse fazioni? Crede sia normale? Crede che sia come dovrebbe essere in qualsiasi altra organizzazione? O crede che non sia un bene per la Chiesa, perché la Chiesa è qualcosa di speciale. Non è una organzzazione internazionale normale e comune, riguarda Dio e lo Spirito Santo.

Padre Rogers

Credo che lo Spirito Santo possa ancora gestire questi momenti nei quali gli uomini possono trovarsi in disaccordo. E non è necessariamente una cosa negativa, perché quello che stiamo compiendo ora è un processo di discernimento all’interno della cappella. Non è una elezione, non è un processo politico, non è una democrazia. Questi uomini stanno invocando l’aiuto di Dio per scegliere quella persona e il fatto che non siano d’accordo significa che hanno l’opportunità di pregare e capire dove risiede la volontà di Dio in queste questioni importanti.