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Berlusconi: io scomodo in Europa perché ho posto dei veti

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Berlusconi: io scomodo in Europa perché ho posto dei veti

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Gardenia Trezzini, euronews:
“Presidente Berlusconi, lei arriva nel 1994, se ne va nel 2011 e torna nel 2012. Perché è ritornato?”
 
Silvio Berlusconi, presidente Popolo della Libertà:
“Perché, come nel 1994, il mio Paese corre ora il pericolo di vedere al governo la sinistra italiana, che purtroppo non è una sinistra socialdemocratica, è ancora una sinistra che ha radici nell’ideologia comunista. Il partito allora si chiamava Partito Comunista Italiano, ha cambiato molto spesso nome, oggi si chiama Partito Democratico, ma gli uomini che lo compongono sono ancora gli stessi protagonisti di allora”.
 
euronews:
“Però non basta agitare lo spauracchio comunista per vincere un’elezione. Cos’ha, di nuovo, da proporre Silvio Berlusconi?”
 
Silvio Berlusconi:
“Abbiamo naturalmente un programma che non si può sintetizzare tanto facilmente, ma che consiste nel cambiamento completo di rotta rispetto al programma economico che è stato messo in atto dai cosiddetti tecnici che sono stati al governo e che hanno causato un disastro perché in tredici mesi hanno provocato la caduta dei consumi, la caduta della produzione, 600 mila lavoratori in più disoccupati. Nei giovani la disoccupazione è di 37 giovani su 100. Hanno provocato un aumento del debito pubblico, il fermo e la crisi di moltissimi settori, a cominciare dal settore delle costruzioni, al settore delle auto che è tornato addirittura indietro alle vendite di 33 anni fa. Per quanto riguarda quello che offriamo noi agli italiani: noi siamo dei liberali, noi consideriamo di base che non deve essere il cittadino al servizio dello Stato, ma che lo Stato debba essere al servizio del cittadino e quindi dobbiamo intervenire a favore del cittadino soprattutto abbassando le tasse. Primo: abroghiamo l’imposta sulla casa che è stata messa da questo governo e che porta l’Italia al secondo posto per la tassazione delle case in Europa”.
 
euronews:
“Perché le tasse non le avete abbassate in tutti gli anni in cui siete stati al governo?”
 
Silvio Berlusconi:
“Perché l’Italia ha due svantaggi rispetto a tutti gli altri Stati. Noi abbiamo gli elettori che danno un voto molto frazionato. Non abbiamo raggiunto quel sistema bipolare per cui c‘è una destra, c‘è una sinistra, ci sono i democratici, ci sono i repubblicani. Il voto degli italiani è stato dato a tanti piccoli partiti, per essere al governo bisogna essere sostenuti da una coalizione, in cui c‘è un grande partito, il Partito Democratico a sinistra, il mio partito, il Popolo della Libertà, nel centro-destra, che però devono fare i conti con questi piccoli partiti, che non guardano mai all’interesse del Paese, guardano soltanto al loro particolare interesse che si identifica sempre con l’interesse dei loro piccoli leader”.
 
euronews:
“Un esempio è la Lega Nord”
 
Silvio Berlusconi:
“Per esempio anche la Lega Nord. Noi certe cose non le abbiamo potute fare perché abbiamo avuto il veto della Lega. Quando si fa anche un disegno di legge, bisogna trovare il compromesso con i piccoli alleati, poi lo si manda in parlamento ed esce dal parlamento soltanto dopo 450 – 600 giorni, completamente modificato, non soltanto, ma quando non piace all’opposizione, in tutto o in parte, viene impugnato da quella anomalia tutta italiana che è una magistratura in parte politicizzata, di sinistra, che impugna il provvedimento, lo porta di fronte a una Corte Costituzionale che non è un istituto di garanzia sopra le parti, ma che vede undici membri di sinistra, contro quattro di centro-destra, che inderogabilmente abroga il provvedimento votato dalle Camere”.
 
euronews:
“La magistratura si basa su elementi concreti, non necessariamente su prese di posizione”
 
Silvio Berlusconi:
“No, la magistratura va addosso agli avversari politici, anche senza elementi concreti. Io sono già stato mandato a casa dal governo nel 1994, quindi con un vulnus alla democrazia, agli elettori che mi avevano eletto, con un avviso di garanzia della Procura di Milano, che mi aveva accusato di corruzione. Bene, io da questa corruzione sono stato assolto qualche anno dopo, con formula piena, per non aver commesso il fatto. Adesso la Procura di Milano sta tentando con me di fare la stessa cosa”.
 
euronews:
“Fa comunque sempre una certa sensazione, come direbbe qualcuno, avere un possibile Presidente del Consiglio, ex Presidente del Consiglio, alle prese con la giustizia in questa maniera”
 
Silvio Berlusconi:
“La sensazione però non è che il Presidente del Consiglio sia alle prese con la giustizia, è che la giustizia interviene nella politica, nelle scelte democratiche dei cittadini, utilizzando il potere della giustizia per fare lotta politica”.
 
euronews:
“Sono tutte menzogne?”
 
Silvio Berlusconi:
“Io sono sempre stato assolto poi. Mi hanno fatto 103 provvedimenti, ho raccolto assoluzioni, ho raccolto prescrizioni, cioè tanti anni dopo i pm non era riusciti a far prevalere le loro tesi accusatorie, ho raccolto delle archiviazioni. Morale, lo posso dire perché so che è una cifra che quasi non verrà creduta dai cittadini europei vostri ascoltatori: pensi che io in avvocati e consulenti in diciannove anni ho dovuto spendere 450 milioni di euro, una cosa che ha dell’incredibile, che non si può capire, se non sapendo che la magistratura italiana è una magistratura, in parte, politicizzata. Le do una prova, c‘è un partito formato soltanto da pubblici ministeri, che sono totalmente di sinistra, che esprimono il loro essere rivoluzionari di sinistra con grande chiarezza e che fino a qualche giorno fa curavano le indagini più delicate che c’erano in Italia, quelle dei rapporti tra lo Stato e la Mafia”.
 
euronews:
“Il pubblico ministero, nel momento in cui toglie la toga e si dimette ed è candidato diventa un cittadino come un altro, come un imprenditore che può avere…”
 
Silvio Berlusconi:
“Sì, ma con la stessa testa con cui faceva il pubblico ministero”.
 
euronews:
“Diciamo che il conflitto di interessi non è soltanto nel campo della magistratura, anche in campo imprenditoriale, no?”
 
Silvio Berlusconi:
“Beh, noi abbiamo fatto una legge sul conflitto d’interessi che è una legge assolutamente vigente. Quanto alla credenza, credo diffusa in Europa, che Silvio Berlusconi abbia usato le sue televisioni per fare politica, devo smentire totalmente. Le mie televisioni non fanno politica e non c‘è una sola trasmissione nella storia, non una serie di trasmissioni, ma una sola tramissione nella storia delle mie televisioni che è andata contro la sinistra”.
 
euronews:
“Quando poi si parla di conflitto d’interessi poi non si parla soltanto di una telecamera accesa, chiaramente. Quando il candidato si presenta,
o magistrato o imprenditore, porta dietro un passato o anche un presente e con questo deve fare i conti. Non è soltanto il magistrato, ma anche un possibile rieletto primo ministro”.
 
Silvio Berlusconi:
“Io sono stato esaminato ai raggi X in diciannove anni. Ci sono state più di due milioni pagine di documenti che sono state esaminate dalla magistratura e sono risultato assolutamente indenne da qualsiasi reato per la mia attività imprenditoriale. Quindi io sono probabilmente il primo contribuente italiano, da quando sono in campo ho versato nove miliardi di euro come imposte nelle casse dello Stato e quindi fino adesso hanno tentato sempre di attaccarmi, ma ho sempre vinto io.”
 
euronews:
“Lei, nel 1994, quando si era candidato per la prima volta, aveva annunciato una riforma liberale come Reagan e Thatcher. In realtà i risultati concreti di questa riforma liberale non è che si siano visti più di tanto”.
 
Silvio Berlusconi:
“No, perché non è stato possibile fare una vera rivoluzione liberale com’era nelle nostre intenzioni e come io in buona fede avevo annunciato di voler fare”.
 
euronews:
“Cosa è mancato?”
 
Silvio Berlusconi:
“È mancato lo strumento per poterla fare: il governo italiano non ha gli strumenti per operare che hanno gli altri governi delle democrazie occidentali. Se non si cambia la Costituzione, l’Italia rimarrà come ora un Paese non pienamente governabile. Abbiamo due problemi, tre problemi, forse, in Italia. Perché poi l’Italia è un Paese ricco, ci si vive bene, siamo la seconda economia più solida d’Europa”.
 
euronews:
“Con il 37,5% di disoccupazione giovanile. Un Paese ricco che ha i giovani ‘a spasso’, come si dice comunemente, vuol dire che c‘è un problema da qualche parte, forse non è così ricco”
 
Silvio Berlusconi:
“Perché è stata fatta una riforma del lavoro sbagliata da parte del governo dei cosiddetti tecnici che ha reso difficile le assunzioni da parte delle imprese”.
 
euronews:
“Sappiamo però che le cifre sono il risultato non di un lavoro di pochi mesi, di un governo transitorio e tecnico, ma sono il risultato di…”
 
Silvio Berlusconi:
“Per quanto mi riguarda, il risultato del mio governo è stato di aumentare di un milione e mezzo il numero di coloro che lavoravano. Quindi io, da questo punto di vista, non solo sono inattaccabile, ma ho aumentato la forza lavoro italiana di un milione e mezzo di lavoratori”.
 
euronews:
“Però le cifre sono ancora pesanti. Se fossi un giovane italiano attualmente…”
 
Silvio Berlusconi:
“Mi scusi, con me la disoccupazione era scesa al 7%. Con il governo tecnico è salita all’11,1%”.
 
euronews:
“È la media europea, ci siamo allineati alla media europea, che è del 10,6, 10,7%”.
 
Silvio Berlusconi:
“È sopra la media europea. Abbiamo più giovani disoccupati noi di quanto non ne abbia l’Europa. Io ho inserito nel nostro programma un intervento sulle imprese che potranno assumere giovani senza pagare i contributi e senza pagare imposte. Cioè ciò che l’impresa pagherà al nuovo collaboratore assunto sarà esattamente quello che il nuovo collaboratore assunto riceve nelle proprie tasche, oggi invece è il 50% quello che il lavoratore riceve nelle proprie tasche rispetto al costo dell’impresa. Eliminiamo contributi e imposte e in più rispetto alle assunzioni in nero che purtroppo nell’economia italiana esistono ancora, perché abbiamo una parte della nostra economia che è ancora economia non emersa, le imprese potranno aggiungere ai loro costi il costo di questi nuovi collaboratori, nuovi assunti e quindi pagheranno meno imposte”.
 
euronews:
“Come pensa di attaccare l’economia sommersa, perché questa è una priorità nazionale, una vera emergenza, definiamola così. Che proposte ha?”
 
Silvio Berlusconi:
“Questa dell’economia sommersa è una vicenda antica che si può attaccare solo in un modo: con la diminuzione della pressione fiscale ed è questo un obiettivo che noi ci poniamo. Noi non abbiamo mai aumentato le tasse nei quasi dieci anni di nostro governo”.
 
euronews:
“Non le avete neanche diminuite”
 
Silvio Berlusconi:
“Perché proprio per questo fatto della situazione italiana che non ci ha consentito nel contrasto con i sindacati di, per esempio, fare una riforma del lavoro e una riforma fiscale che andassero nella direzione dell’emersione dell’economia sommersa”.
 
euronews:
“Ha rimpianti su tutto il periodo in cui è stato presidente del Consiglio? Poteva fare di più? Poteva fare diversamente?”
 
Silvio Berlusconi:
“No. Era impossibile. Non credo di aver fatto nessun errore”.
 
euronews:
“Nessuno?”
 
Silvio Berlusconi:
“Uno solo. Non sono riuscito a farmi dare dagli italiani la maggioranza assoluta”.
 
euronews:
“E non si rimprovera nient’altro?”
 
Silvio Berlusconi:
“No, ho fatto un lavoro egregio, meglio di tutti coloro che mi hanno preceduto e, nonostante le difficoltà (piccoli partiti e mancanza di strumenti per operare davvero) ho fatto cose mirabili”.
 
euronews:
“Oggi per Silvio Berlusconi chi è il principale ‘nemico’ politico? Chi considera il vero rivale?”
 
Silvio Berlusconi:
“Io non conosco nemici, conosco solo dei competitor o, come dice lei, dei rivali. È sicuramente il capo del Partito Democratico: il signor Bersani”.
 
euronews:
“Mario Monti? Mi permetto: siete un po’ come una coppia di vecchi amanti, che si amano, si odiano, a volte si sostengono. Lei nel passato ha sostenuto Monti, in quanto commissario europeo. Avete una relazione un po‘ così, con alti e bassi”
 
Silvio Berlusconi:
“No, no ci sono alti e bassi. Io conoscevo Monti come un professore stimato da tutti. L’ho proposto io, l’ho nominato io, come governo, Commissario in Europa. Poi ho sostenuto anche io, sotto il governo dell’Onorevole D’Alema, la sua conferma per altri quattro anni. E infine, quando c‘è stata questa congiura che mi ha costretto a dare le dimissioni, ho ritenuto, su proposta del capo dello Stato, che Monti potesse prendere in mano un governo di tecnici e fare bene. La delusione poi è stata totale”.
 
euronews:
“Monti è riuscito a conquistare l’appoggio del Vaticano, chiave indispensabile in Italia. Perché?”
 
Silvio Berlusconi:
“No, questo non è vero. Non è vero”.
 
euronews:
“Ci sono state dichiarazioni anche esplicite in questo senso. Come fa a riconquistarli i cattolici?”
 
Silvio Berlusconi:
“No, non è vero assolutamente. C‘è stato solo un articolo di un giornale cattolico che non ha rappresentato il mondo cattolico con cui noi abbiamo moltissimi rapporti”.
 
euronews:
“Le dichiarazioni vanno in un certo senso. Chiaramente Monti è anche il candidato ideale per l’elettorato cattolico”
 
Silvio Berlusconi:
“Abbiamo moltissime dichiarazioni che riguardano anche degli apprezzamenti per tutto ciò che noi abbiamo fatto nei nostri quasi dieci anni di governo. Soprattutto per quanto riguarda la difesa dei valori etici, l’individuo, la vita, la famiglia, la libertà d’insegnamento che noi abbiamo sempre considerato come valori nostri. Noi siamo la costola italiana di un partito cattolico, della grande famiglia della democrazia e della libertà in Europa che è il Partito Popolare Europeo.”
 
euronews:
“C‘è, pero’, qualcosa che non quadra più nelle relazioni tra lei e il Partito Popolare Europeo.
Joseph Daul, il presidente del Partito Popolare Europeo, ha detto che il candidato è Mario Monti. Dov‘è il problema?”
 
Silvio Berlusconi:
“Questa è una cosa che lui ha negato di aver detto.”
 
euronews:
“Ci sono state varie dichiarazioni che andavano in questo senso. E’ una presa di posizione personale o l’espressione di un sentimento europeo diffuso?”
 
Silvio Berlusconi:
“È semplicemente uno dei 14 vicepresidenti del Ppe. Evidentemente ha delle sue mire personali, parla tedesco meglio che francese perché è di Strasburgo. Evidentemente vorrà compiacere qualcuno in vista di una sua possibile carriera. Devo dire che sono rimastro molto spiacevolmente colpito da queste dichiarazioni che però, ripeto, sono dichiarazioni che non hanno alcun senso, che contrastano con la realtà italiana. Ho avuto anche altre dichiarazioni circa il mio atteggiamento nei confronti dell’Europa. Approfitto di questa intervista per dirle che non credo ci sia un italiano più europeista del sottoscritto, che sin da quando era fuori dalla politica ha condiviso il sogno di Schuman, di Adenauer e di De Gasperi di un’Europa che potesse diventare un’entità come gli Stati Uniti d’America”.
 
euronews:
“Qual è stato il punto di rottura tra lei e l’Europa? C‘è stato un momento in cui qualcosa si è rotto se abbiamo oggi Martin Schulz, presidente del Parlamento europeo, che dice chiaramente ‘Berlusconi è una minaccia, non è una fonte did stabilità, ma è una minaccia per l’Italia e per l’Europa”.
 
Silvio Berlusconi:
“Perché io ebbi a contrastare duramente Martin Schulz in una seduta del Parlamento Europeo quando lui disse delle cose infondate, molto sgradevoli nei confronti miei, del mio governo, del mio partito.”
 
euronews:
“Sono solo questioni personali? Schulz, Daul. In altre dichiarazioni anche Juncker.”
 
Silvio Berlusconi:
“Non mi ha dato nomi di protagonisti stimati in Europa”.
 
euronews:
“Il presidente del Parlamento europeo non è stimato in Europa?”
 
Silvio Berlusconi:
“Il presidente del Parlamento Europeo è stata una trattativa tra la nostra parte politica e la socialdemocrazia. La socialdemocrazia ha indicato Schulz e noi, visto che c’era un patto, ovvero che per metà della legislatura c’era uno dei nostri e per l’altra metà doveva andare uno della socialdemocrazia, abbiamo accettato. Questo non significa affatto che portassimo stima al signor Schulz. Vorrei dire un’altra cosa sull’Europa, quando c‘è stata la decisione di tutti, da me fortemente voluta, di arrivare a nominare un presidente del Consiglio dei Capi di Stato Europei e di governo, io ho indicato Tony Blair come il personaggio più autorevole, più carismatico, più esperto, più globalmente riconosciuto. La stessa cosa è stata per la nomina dell’Alto Commissario. La Germania e la Francia, desiderose di tenere la politica estera nelle loro mani, hanno detto no alla nomina di Tony Blair e hanno voluto nominare un’ottima persona come il signor Van Rompuy, assolutamente sconosciuto a tutti i cittadini europei.”
 
euronews:
“Forse perché l’asse franco-tedesco è decisamente più influente in Europa dell’Italia”.
 
Silvio Berlusconi:
“Ma va contro l’Europa come soggetto che diventa autorevole sulla scena internazionale, che può essere esportatore di democrazia, che può svolgere un ruolo positivo in ambito internazionale. Non è mantenendo l’Europa nella situazione di adesso con la sovranità nazionale custodita gelosamente dai vari Paesi che possiamo pensare a un’Europa che risponda al sogno dei padri fondatori.”
 
euronews: 
“Perché le sta cosi antipatica Angela Merkel?”
 
Silvio Berlusconi:
“Non mi sta antipatica. Con lei ho avuto sempre rapporti cordiali. Non ho nessun problema con la Merkel, io devo difendere interessi italiani e siccome la Germania svolge un ruolo egemonico in Europa gradirei che fosse un’egemonia solidale.”
 
euronews:
“Forse anche le dichiarazioni un po’ scettiche rispetto all’euro hanno provocato questa reazione tiepida da parte dell’Europa rispetto alla sua candidatura.”
 
Silvio Berlusconi:
“Io non sono mai stato scettico rispetto all’Euro.”
 
euronews:
“Lei lo ha accusato di qualche male, questo sì”
 
Silvio Berlusconi:
“Io non ho mai fatto queste accuse. Io sono fortemente convinto dell’utilità di una moneta unica, quindi dell’utilità dell’euro, dico soltanto, che bisogna che ci sia una costruzione globale rispetto a una moneta, una moneta che non ha alle spalle una Banca Centrale che a tutti gli effetti svolga le funzioni di Banca Centrale, è una moneta debole.”
 
euronews:
“Lei come possibile, futuro ministro dell’Economia italiana cosa proporebbe nel primo vertice europeo?”
 
Silvio Berlusconi:
“In tutti i consigli dei Capi di Stato e di governo dove, tra l’altro, io avevo una posizione di esperienza e di conoscenza superiore alla media, tutti gli altri miei colleghi erano bravissime persone, ma c’era chi veniva soltanto dalla politica, dalla burocrazia o chi veniva soltanto dalla pratica sindacale. Non c’era nessuno lì che aveva la mia esperienza economica come protagonista dell’economia, come qualcuno che per alcuni decenni era stato nella trincea del lavoro e del mercato, quindi io unisco nella mia persona quella conoscenza del mercato all’esperienza di governo.”
 
euronews:
“Juncker, Olli Rehn, Barnier…”
 
Silvio Berlusconi: 
“Chi, scusi?”
 
euronews:
“Juncker, Olli Rehn, Barnier, sono persone senza esperienza secondo lei?”
 
Silvio Berlusconi:
“Juncker è anche lui un decano di questi Consigli, è, tuttavia, espressione di un piccolissimo Paese, è stato eletto con 58mila voti. L’influenza della dimensione politica di Juncker non sono paragonabili a quella di chi rappresenta un Paese di 60 milioni di abitanti. Io ho sempre avuto rapporti molto cordiali e amicali direi con tutti i miei colleghi seduti al tavolo nei Consigli dei Capi di Stato e di governo. Sono certamente diventato scomodo quando per difendere gli interessi del mio Paese, senza attaccare gli interessi degli altri Paesi, ho detto dei no, ho posto dei veti.”
 
euronews:
“Non si sente un po’ isolato in Europa?”
 
Silvio Berlusconi:
“Assolutamente, ho rapporti continuativi con tutti i miei colleghi. Ho anche un talento particolare per rispettare gli altri e farmi apprezzare dagli altri. Sono la persona più aperta all’amicizia. E se c‘è qualcuno che in venti anni come protagonista della politica ha tantissimi amici tra i protagonisti mondiali della politica sono io.”
 
euronews:
“Dall’estero la visione dell’Italia è chiaramente diversa. I media internazionali, ma soprattuto europei, non la amano particolarmente. E’ una visione distorta dovuta alla lontananza dal cuore del problema o dovuta a cosa? Perché questa quasi unanimità dei media europei nei suoi confronti?”
 
Silvio Berlusconi:
“Devo contraddirla, perché io sono stato a Praga, sono stato in Francia, dovunque, nelle strade mi riconoscono per la mia anzianità di presenza politica”.
 
euronews:
“Non parliamo di popolarità ma di apprezzamento.”
 
Silvio Berlusconi:
“Io ho sempre avuto dai miei colleghi imprenditori, dai miei colleghi del Partito Popolare Europeo, un’accoglienza estremamente aperta e simpatica. I media sono prevalentemente schierati a sinistra e c‘è una catena di collegamento con i media italiani che sono prevalentemente schierati a sinistra. C‘è una catena che è legata particolarmente a un giornale di sinistra che è la Repubblica in Italia che coltiva tutte queste amicizie e vicinanze.”
 
euronews:
“Repubblica è tanto potente da influenzare The Economist, Liberation, Le Monde?”
 
Silvio Berlusconi:
“C‘è un circuito preciso con cui si chiede aiuto e ci si passa una notizia che poi viene ripresa. Io pubblico questa notizia, ti prego di riprenderla, io poi la riprendo come il parere di Liberation. Questa è una cosa contro cui io ho dovuto sempre schierarmi e fare i conti.”
 
euronews:
“Quindi se lei vincesse le elezioni e andasse in un vertice europeo, Angela Merkel la accoglierebbe a braccia aperte?”
 
Silvio Berlusconi:
“Io ho avuto con lei sempre un rapporto molto cordiale. C‘è stata un’occasione in cui lei e Sarkozy hanno tenuto un atteggiamento che ha attentato alla mia credibilità internazionale, la signora Merkel mi ha detto, ‘come farai adesso tu a rivolgermi ancora la parola’.
 
euronews:
“Vi siete parlati dopo questo episodio?”
 
Silvio Berlusconi:
“Sì, tra l’altro io non so tenere il broncio. Sono troppo buono certe volte. Non ho mai avuto difficoltà. Ho avuto difficoltà con Sarkozy su un altro tema, perché quando io ottenni da lui, quindi dalla Francia, che Mario Draghi fosse nominato presidente della Banca Centrale Europea, lui chiese come condizione, che il membro italiano della Direzione della Banca Centrale Europea desse le dimissioni. Io naturalmente accettai questo fatto, solo che questo italiano, Bini Smaghi, non accettò di dare le dimissioni, nonostante noi gli avessimo offerto un mare di possibilità. Voleva essere nominato governatore della Banca d’Italia. Per me, presidente del Consiglio, non aveva le caratteristiche che potessero farci arrivare a una tale nomina.”
 
euronews:
“Con Sarkozy c‘è stata una lotta di leadership. Sulla Libia è stato in primo piano e l’Italia aveva un ruolo storico da giocare. I risultati però hanno mostrato che la Francia è stata piu’ efficace e concreta?”
 
Silvio Berlusconi:
“No, la Francia ha fatto qualcosa per i suoi interessi. Sarkozy quando è andato in Libia e ha visto che c’erano non so quanti cartelloni, 30 metri per 16, che mostravano me e Gheddafi in atteggiamento di grande e affettuosa amicizia, torna a casa e dice ai suoi ‘l’Italia ci prende tutto il petrolio e tutto il gas libico, bisogna fare qualcosa.’ E fece bombardare la colonna che Gheddafi aveva mandato verso Bengasi e fece intervenire anche gli altri Paesi. Io volevo dare le dimissioni quella notte, perché ci fu un intromissione indebita della comunità internazionale dentro i problemi di un singolo Stato”.
 
euronews:
“Se dovesse indicare una persona importante per lei nella sua vita politica, qualcuno da cui Silvio Berlusconi pensa ancora di poter imparare qualcosa?”
 
Silvio Berlusconi:
“Io ho guardato soprattutto dal punto di vista della politica ai leader delle potenze mondiali, quindi ho avuto sempre degli ottimi rapporti con i presidenti americani, sono arrivato ad avere una forte amicizia con George Bush, ho avuto ottimi rapporti con Clinton e con sua moglie, ho avuto ottimi rapporti con Obama che stimo come persona capace e di grandissimo buon senso. Ho un rapporto fraterno con Vladimir Putin, ritengo che il miglior politico oggi sulla scena mondiale sia lui, ritengo che per la Russia sia una vera fortuna avere uno statista come lui.”
 
euronews:
“Anche lui è un po’ incompreso all’estero?”
 
Silvio Berlusconi:
“Assolutamente, la sua immagine è esattamente il contrario di quello che è lui.”
 
euronews:
“Una domanda personale: c‘è qualcosa che non fa dormire Silvio Berlusconi, c‘è qualcosa che la tormenta come uomo politico?”
 
Silvio Berlusconi:
“Come uomo politico no, come responsabile del mio Paese per la fiducia che mi danno tanti miei concittadini sì. C‘è una situazione di spirale recessiva in questo momento che mi dà preoccupazione.“