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Il sogno di indipendenza della Catalogna minaccia di diventare incubo

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Il sogno di indipendenza della Catalogna minaccia di diventare incubo

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Mentre una ventata separatista investe l’Europa, il dibattito sull’indipendenza è in pieno corso in Catalogna, a ridosso di elezioni regionali anticipate. Uno scenario che solleva speranze ma anche paure, in questa comunità autonoma spagnola.

Durante la festa tradizionale catalana della Diada, lo scorso settembre, un milione e mezzo di persone sono scese nelle strade di Barcellona, capitale di questa regione autonoma spagnola.

Le iniziative a sfondo separatista si sono moltiplicate anche nei centri abitati più piccoli.

I separatisti denunciano soprattutto il sistema di redistribuzione fiscale dello stato: a loro dire, soltanto una minima parte delle entrate sono reinvestite nella regione.

Fallito il tentativo di garantire alla Catalogna la sovranità fiscale, il presidente del governo regionale, Artur Mas, ha indetto elezioni anticipate e un referendum sull’indipendenza.

Sotto il profilo giuridico, ci sarebbero non poche difficoltà. La costituzione spagnola non prevede la secessione. Senza contare che una Catalogna indipendente dovrebbe poi farsi riconoscere a livello internazionale.

Anche se lo scenario appare poco probabile, l’eventualità di un’uscita dall’euro e di un degradarsi delle relazioni commerciali con la Spagna preoccupa una parte dell’economia catalana.

Alcuni grandi gruppi industriali hanno minacciato di lasciare Barcellona, se prendesse corpo l’ipotesi indipendentista.

Una cosa è certa: la sfida che la Catalogna ha lanciato alla Spagna rianima un dibattito presente anche in altri paesi dell’Unione, dalla Scozia al Belgio, mettendo in discussione l’avvenire del processo di integrazione europea.