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Eredità e successioni, migliora la regolamentazione per i casi transnazionali

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Eredità e successioni, migliora la regolamentazione per i casi transnazionali

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Per molte le persone argomenti come la morte rimangono dei tabù. E lo stesso accade nel caso delle procedure da svolgere prima di morire: come la complessa questione dell’eredità. Un momento difficile, una pratica costosa, che può trasformarsi in un vero rompicapo per chi ne è coinvolto”.

Lo stress da burocrazia è l’ultima cosa che una famiglia vuole vivere in certi momenti.

Con il cadere delle barriere tra i vari Paesi europei e l’aumento della mobilità tra i cittadini comunitari, la successione diventa una pratica sempre più complessa.

Malta, da sempre crocevia di nazionalità diverse, offre un punto di osservazione privilegiato sul problema dell’eredità.

Incontriamo un cittadino olandese, ha scelto di trasferirsi a Malta insieme alla moglie dopo la pensione. Da qualche tempo, dopo aver avuto un problema di salute, cerca di districarsi tra le varie normative nazionali per arrivare alla formulazione del testamento.

Wilfried, di nazionalità olandese, è residente a Malta, ma ha vissuto e lavorato in Gran Bretagna e Germania, dove sono nati i suoi due figli. Possiede anche delle proprietà in Svizzera.

Si tratta di una situazione piuttosto complessa. A Wilfried interessa semplicemente che i figli e nipoti possano accedere facilmente ai suoi beni. Ci racconta:“Ho pensato che il modo migliore fosse consultare vari avvocati in ognuno dei Paesi in cui ho delle proprietà, chiedergli di rappresentare i miei figli o nipoti e capire cosa fosse meglio per loro. Questo per capire il quadro in generale. Ma è stato un vero rompicapo. Sembrava impossibile essere equi con tutti, cosa che voglio”.

Ad aiutare Wilfried è stata l’Unione europea che la scorsa estate ha approvato una nuova procedura per le successioni, soprattutto quelle transnazionali. Semplificazione e riduzione dei costi, le parole chiave.

Grazie alla nuova regolamentazione, i casi di eredità transfrontaliera potranno essere trattati sotto un’unica giurisdizione. Normalmente quella del Paese dove il deceduto ha vissuto più a lungo.

Il firmatario del testamento, può però scegliere che al momento della morte venga applicata la regolamentazione del Paese in cui ha luogo la maggior parte dei propri possedimenti. Anche se diverso dal Paese d’origine.

La legislazione relativa all’eredità cambia significamente di Paese in Paese. Alcuni Stati pongono condizioni stringenti, come ad esempio la divisione perentoria in parti uguali del patrimonio per gli eredi.

Rispetto alla nuova regolamentazione, gli Stati membri hanno tre anni per uniformarsi. Tutti, tranne la Danimarca, Irlanda e Gran Bretagna. Questi ultimi hanno già fatto richiesta della clausola di esclusione. In una dichiarazione del governo britannico si legge:“Riteniamo si tratti di un grave errore la presenza nel testo della clausola per il recupero da parte degli eredi dei beni donati nel Regno Unito dal defunto mentre era in vita, inclusi quelli donati per attività di carità”.

La clausola che prevede la possibilità per gli eredi di riavere indietro beni lasciati dal defunto ad altri non è prevista dalla legislazione britannica, mentre esiste in altri Paesi europei.

A Malta una commissione speciale sta analizzando la nuova regolamentazione punto per punto. Clinton Bellizzi, notaio di Malta spiega:“Va trattato con cautela. C‘é molta trepidazione. Non sappiamo come tutto questo si tradurrà nella routine lavorativa quotidiana.
Si tratta di qualcosa di completamente diverso da quello a cui siamo abituati quando trattiamo i casi di successione, anche di quelli transnazionali. Non è ancora certo che funzionerà, l’unico modo è provare e vedere”.

Per capire meglio l’impatto di questa nuova regolamentazione siamo andati al confine tra Francia e Germania, nella cittadina di Forbach. Qui Avvocati e notai sono spesso coinvolti in casi di eredità transnazionale. Per loro la nuova regolamentazione apporterà grandi cambiamenti a coloro in possesso di proprietà in entrambi gli Stati.

A Forbach la maggior parte dei residenti lavora sia in Francia che in Germania. Come conseguenza naturale, molti di loro hanno anche proprietà nei due Paesi.

La nuova regolamentazione europea introduce anche il certificato di successione europeo.

Incontriamo Angelo, è italiano, risiede qui, ha una casa in Francia e lavora in Germania:“Ho un’azienda che produce ascensori per diversi clienti: in Francia, in Belgio, in Lussemburgo..anche italiani. I miei figli sono bilingue. La madre è tedesca. Io sono italiano, e loro parlano francese o tedesco. E’ interessante, soprattutto per i miei figli, che a un certo punto si arriverà ad avere la piena armonizzazione della legislazione europea. Sia per poter impiantare la tua società ovunque, sia per mettere su famiglia”.

A Fortbach incontriamo anche un appassionato difensore della nuova regolamentazione comunitaria. Edmond Jacoby è stato tra i consulenti della prima stesura del nuovo insieme di norme sulle successioni. “Un tedesco residente in Francia non poteva dire:-Preferisco la legislazione tedesca e voglio che sia utilizzata nella gestione della mia eredità”. Non era legalmente possibile”, afferma Edmond che aggiunge:” C’era moltissima frustrazione, anche perché spesso le persone avviavano le procedure con un notaio tedesco e poi dovevano ripetere le stesse procedure con uno francese per tutto le proprietà presenti in Francia”.

Gli esperti avvertono: la nuova regolamentazione europea non comprende le tasse sui beni ereditati. Materia che resta di competenza degli Stati membri.

Per evitare le brutte sorprese è sempre meglio informarsi bene prima con l’aiuto di un legale.