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Iran: crollo record del Rial, effetto sanzioni?

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Iran: crollo record del Rial, effetto sanzioni?

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Sanzioni petrolifere ed embargo finanziario stanno avendo pesanti effetti sull’economia iraniana.

Mentre nel Paese l’inflazione viaggia intorno al 23%, il rial ha perso in un anno circa i due terzi del suo valore.

Se nel 2011 era a quota 13.000 contro il dollaro, oggi servono 37.500 rial per acquistare un dollaro statunitense.

Attaccato dall’opposizione in parlamento e dal mondo del business iraniano, accusato di “incapacità” nel gestire la situazione, Mahmud Ahmadinejad sta cercando di riportare la calma in un Paese che teme di veder cominciare a mancare i beni di prima ncessità.

Dopo aver convocato una tempestiva conferenza stampa, trasmessa dalla televisione pubblica, il presidente ha dichiarato che l’Iran possiede sufficienti risorse valutarie per compensare la paralisi negli scambi commerciali con l’estero, causata dalle sanzioni occidentali.

Per un approfondimento sul tema abbiamo intervistato Jamshid Assadi, ricercatore e docente universitario di economia a Parigi.

Reihaneh Mazaheri, euronews:
Il valore della moneta iraniana negli ultimi anni ha sempre fluttuato. Ma quali sono i motivi alla base del record attuale?

Assadi:
Questa crisi è cominciata circa un anno fa, detto questo si nota una riduzione costante del valore del Rial nel rapporto con il dollaro o con l’euro. La ragione principale è la mancanza di fiducia di tutti gli iraniani, famiglie e imprenditori, nei confronti del regime. A causa dell’instabilità del Rial, la gente ha preferito investire in dollari, logicamente la domanda di moneta statunitense aumenta e visto che l’offerta diminuisce il tasso di cambio cresce sempre di più.

euronews:
Il portavoce del dipartimento di Stato americano sostiene che questa crisi del Rial sia legata alle sanzioni imposte dalla comunità internazionale contro il programma nucleare di Teheran. Secondo lei le sanzioni hanno avuto ripercussioni sull’economia iraniana?

Assadi:
Dall’inizio della rivoluzione iraniana purtroppo le politiche del governo in ambito economico sono sempre fallite. Questo è un punto debole dell’economia iraniana. Inoltre oggi ci sono sanzioni internazionali che hanno aggravato la situazione. Tuttavia una forte inflazione e la disoccupazione elevata esistevano prima delle sanzioni. Ora queste svelano il volto pericoloso della crisi economica.
In particolare, da un lato la crisi è dovuta alla struttura di un’economia che è completamente malata e alla politica economica della Repubblica islamica contraria al progresso fin dall’inizio. Dall’altro però con l’arrivo al potere di Ahmadinejad tutto è peggiorato, ad esempio la politica sbagliata in tema di esportazioni e importazioni ha causato il fallimento della maggior parte dei produttori iraniani negli ultimi anni e, d’altro canto, la corruzione del governo non aiuta a migliorare le cose.

euronews:
Una parte dell’opposizione iraniana ritiene che il governo e in particolare Ahmadinejad sia la causa principale di questa fluttuazione sul mercato. Sostiene che traggono vantaggio dalle turbolenze della moneta. E’ d’accordo?

Assadi:
E’ vero che Ahmadinejad ha giocato un ruolo importante in questa crisi, ma occorre non dimenticare le responsabilità degli altri dirigenti del regime. Ma da quando è arrivato al potere la crisi si è intensificata.
Tuttavia Ahmadinejad approfitta di questa situazione. Infatti il governo possiede ancora delle valute e approfitta della differenza tra il tasso di cambio ufficiale e il tasso di cambio del mercato
nero.

euronews:
Secondo lei la crisi durerà a lungo?

Assadi:
Purtroppo devo dire che la situazione è destinata a peggiorare. E’ molto semplice da spiegare: la mancanza di fiducia degli iraniani nei confronti del regime in tutti i campi, economico, politico. Ma anche lo spettro della guerra con Israele fa in modo che la maggior parte delle persone vuole emigrare oppure mettere i propri risparmi al sicuro all’estero.

euronews:
Secondo lei qual è il punto debole dell’economia iraniana adesso e quanto tempo può sopravvivere il governo di fronte a questa crisi?

Assadi:
Fin tanto che la colonna vertebrale dell’economia iraniana resterà il petrolio e che questo non potrà essere venduto sul mercato internazionale a causa delle tensioni con la comunità internazionale, non ci sarà soluzione a questa crisi.
Il regime è costretto a negoziare con la comunità internazionale, soprattutto in relazione al dossier del nucleare iraniano e ad accettare le condizioni proposte dalla comunità internazionale. Soprattutto non dimentichiamo che gli iraniani non hanno bisogno dell’energia nucleare per ora.