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Londra 2012: britannici preoccupati dall'eredità economica delle Olimpiadi

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Londra 2012: britannici preoccupati dall'eredità economica delle Olimpiadi

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Mancano pochi giorni a uno degli eventi più attesi: le Olimpiadi di Londra.

Il sindaco Boris Johnson è pronto ad accogliere nella propria città il mondo intero.

Nella capitale britannica sono attesi oltre 10.500 atleti provenienti da 200 nazioni diverse. 302 le discipline in gara.
Oltre agli sportivi, però, Londra si prepara anche ad accogliere le centinaia di migliaia di visitatori.

I fasti olimpici hanno un costo molto alto, circa 12 miliardi di euro. Per i detrattori si tratta di una cifra eccessiva per le due settimane di competizioni.

Craig Reedie, membro del comitato olimpico internazionale però afferma:“Abbiamo trasformato una delle zone più arretrate di questa città in un posto magico. Tutti ci accusano di aver attrezzato il Queen Elizabeht Park pensando esclusivamente agli eventi sportivi, ma il 75% del denaro speso è stato utilizzato per creare infrastrutture e per la costruzione di un villaggio olimpico, cose che resteranno e cambieranno il volto di quest’area per i prossimi 100 anni. Non credo si possa dare un valore a questo tipo di attività. E’ una grossa opportunità!”.

L’area olimpica è quella che si erge attorno al Parco Olimpico nell’East London, una zona da sempre considerata periferica e abitata da immigrati e classe operaia.

Grazie alle Olimpiadi su questa vastissima area sono sorti: lo Stadio Olimpico, il villaggio per gli atleti, un velodromo e il più grande centro commerciale europeo. Per chi è nato e cresciuto in questi quartieri, però, si va diffondendo una forte incertezza sul futuro. I soldi investiti saranno davvero utili allo sviluppo di queste aree dimenticate per decenni?

Maria Coyle non nasconde le sue perplessità. Vive a Stratford da 42 anni. La sua casa, appartenente al complesso di edifici popolari concessi dal comune di Londra, è destinata ad essere demolita. Al suo posto, infatti, dovrebbe nascere il campus della London University, con sede nella city.“Io e tutti gli altri residenti di questo quartiere non abbiano nessuna intenzione di andare via. E’ come se avessimo costruito queste case con le nostre mani”. Afferma Mary che aggiunge:” Ci hanno offerto del denaro, ma non sarà mai sufficiente a comprare delle case qui a Stratford. In realtà non sono sufficienti a comprare nessun tipo di casa a Londra. I soldi che ci hanno offerto vanno bene per l’attuale dell’East end di Londra. Dopo le Olimpiadi, però,quest’area raddoppierà di valore e a quel punto nessuno potrà più permettersi di restare qui”.

Gli organizzatori delle olimpiadi credono che gli investimenti serviranno a risollevare l’area, tra le più povere della città e dove si registra il più alto tasso di disoccupazione. Molti degli abitanti dei palazzi popolari dovranno trasferirsi in altre strutture. Tra loro, Joan Shield, che aspetta ancora di sapere dove andrà a vivere:“Quei soldi andranno ai ricchi. Andranno a chi sta costruendo i nuovi palazzi. Hanno già pianificato tutto. Ed è orribile in questo momento, invece di migliore stiamo peggiorando. E’ come tornare al passato, alle case di mattoni degli operai dell’east end. Cacciano via i poveri perché se lo possono permettere. E’ sempre stato così”.

Emma Clarke gestisce insieme al padre il Carpenter’s Arm Pub.

Ci racconta che durante i mesi di cantiere, mentre l’Olimpyc Park era in fase di costruzione, era pieno di clienti, per lo più operai, giorno e notte. Oggi è quasi completamente vuoto. Emma non sa bene cosa pensare del futuro:“Non so. Credo che ad essere emozionati siano soltanto gli spettatori, che andranno lì. Io non ho avuto la possibilità di comprare neanche un biglietto. Del resto non saprei come fare. Ad essere onesta, non sono affatto emozionata. E come me molte altre pesone. Credo si tratti di una buona occasione per Londra e le persone che lavorano all’evento. Io lavoro soltanto dall’altra parte della strada. E questo è tutto”.

Il dopo Olimpiadi è da sempre un punto controverso. Molti ricordano ancora i giochi di Montreal nel 1976 per pagare i quali sono serviti 30 anni. Il Regno Unito è perplesso davanti una spesa così alta in tempi di recessione e politiche di austerità. Per i fautori dei giochi, però, le olimpiadi significano: turismo e consumi assicurati.

Quest’estate Londra conquista anche un altro primato. Si tratta della sola città al mondo ad aver ospitato i giochi olimpici per ben 3 volte nella storia. Prima nel 1908, poi nel 1948 e adesso.

Janie Hampton è l’autrice di un libro sui giochi del 1948. Per lei, però, è impossibile fare paragoni tra oggi e il passato:“Quando Londra si è aggiudicata le Olimpiadi nel 2005 ho pensato, cos‘è successo durante gli ultimi giochi? Come il Paese, che era appena uscito dalla seconda guerra mondiale e in terribili condizioni economiche, è riuscito a organizzarli? C’era il razionamento del cibo, del petrolio, dei trasporti e persino dell’abbigliamento. Gli organizzatori appartenevano all’aristocrazia, erano degli ex militari. Potevano contare su rendite private, non avevano bisogno di uno stipendio. Avevano segretarie, macchine da scrivere. Sono andati dal governo, e il governo gli ha risposto:Beh, non abbiamo i soldi. Non vi possiamo aiutare. Siamo troppo impegnati a costruire nuove case e ospedali, ma se volete continuare andate pure avanti. Gli organizzatori allora hanno chiesto se potevano almeno affittare delle strutture. Hanno chiesto in affitto il Wembley Stadium. Il proprietario dello Stadio ha quindi trasformato il cinodromo in una pista di atletica leggera, senza addebitare nessun costo. Ognuno poi ha provvisto al cibo. Gli americani hanno fatto arrivare bistecche, pane e frutta fresca. I francesi la carne e le casse di vino di Mouton Rouge. E quando gli è stato chiesto di pagare la tassa sull’import, hanno risposto che non volevano venderlo, ma berlo”.

John Partlett e Doroty Manley sono due ex campioni olimpici britannici, entrambi vincitori dei giochi del 1948. Le olimpiadi del Dopoguerra produssero introiti bassissimi, ma costarono circa 22 milioni di euro. La coppia olimpica è stata invitata dal comitato organizzatore ad assitere ai giochi di quest’anno.Secondo John la differenza tra oggi e il 1948 è l’eccessiva frenesia mediatica attorno all’evento:“C’erano pochi giornali, le pagine a disposizione erano poche. I giornali avevano in tutto otto pagine e c’erano molte cose importanti da dire. Avevamo appena ottenuto il primo servizio sanitario nazionale, c’era il ponte aereo su Berlino, assediata dai sovietici. Erano gli anni della nascita della questione palestinese. Per questo i giornali parlarono delle Olimpiadi soltanto quando furono vicine all’inaugurazione. Scoprirono che la gente era emozionata e interessata appena una-due settimane prima dell’inizio”.

Durante i giochi del 1948 la diciannovenne Dorothy Manley vinse la medaglia d’argento nei cento metri.

Come molti altri atleti dell’epoca anche Dorothy aveva un impiego a tempo pieno. Iniziò i suoi allenamenti pochi mesi prima dei giochi.

Racconta Dorothy:“Credo davvero che siano fuori dalla realtà. Soprattutto per i soldi che stanno spendendo per la cerimonia d’inaugurazione. Non ne abbiamo bisogno. Non credo che questo abbia a che fare con l’evento, con il sifgnificato delle olimpiadi. Oggi conta soltanto l’oro. Ma per me ha sempre e soltanto contato l’essere li. Come amava ripetere il Barone De Coubertin, l’importante non è vincere, ma partecipare”.

Pierre de Coubertin ha ideato i giochi olimpici della storia moderna. Nonostante l’evolversi delle Olimpiadi con il passare degli anni, i buchi finanziari post olimpici rimangono una costante.