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I nostri diritti fondamentali messi a nudo

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I nostri diritti fondamentali messi a nudo

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I body scanner negli aeroporti sono una perquisizione virtuale eccessiva o uno strumento nuovo ed essenziale per la sicurezza sugli aerei? Questi dispositivi, al centro di molti dibattiti, sono un esempio di come i nostri diritti fondamentali debbano essere tenuti sotto osservazione.

I body scanner hanno fatto la loro prima comparsa in Europa dopo che, nel 2009, un
un giovane aveva tentato di attivare un ordigno su un aereo in volo sulla tratta Amsterdam-Detroit.
Aveva nascosto l’esplosivo nella sua biancheria intima.

Alcune immagini diffuse in rete o dai media hanno mostrato che questi scanner restituiscono sagome non particolarmente dettagliate. Ma altre, relative a dei controlli in Inghilterra, hanno mostrato molto di più di quanto ci si potesse aspettare.

A questo proposito la maltese Anna Maria Darmanin ha vissuto un’esperienza negativa, pochi giorni dopo che il Comitato economico e sociale europeo, per cui lavora, era stato chiamato ad esprimere un parere sui body scanner.

La donna racconta: “È stato orribile. Per prima cosa io non sapevo nemmeno che stavo passando attraverso un body scanner. Solo dopo ho capito cos’era quel vetro, dove mi avevano mandato. E quando sono uscita mi sono lamentata, ho detto loro che avevo diritto di scegliere. La risposta è stata: ‘O passa attraverso questo o non vola’. È stato davvero umiliante, perché sentivo che la mia dignità era stata calpestata. I miei diritti, solo perché volevo volare, erano diminuiti. Credo che non si dovrebbero sacrificare i nostri diritti in nome della sicurezza”.

Bruxelles ha dettato nuove regole in proposito, citando la Carta dei diritti fondamentali. Ma con il Regno Unito la discussione è ancora aperta perché non le sta rispettando.

Le nuove norme dicono che i passeggeri possono rifiutare lo scanner e sottoporsi ad una perquisizione alternativa, che le immagini non possono essere memorizzate e il personale deve analizzarle in una stanza separata rispetto a dove si trova lo scansionatore.

Inoltre per tutelare la salute dei cittadini sono interdetti i raggi X. Riguardo alle preoccupazioni sulla privacy, alcuni aeroporti hanno optato per generiche figure stilizzate che hanno sostituito le immagini del nudo.

Ma chi ha alzato la voce su questo tema, ritiene ci sia ancora molto da fare. Nickle Pickles, direttore di Big Brother Watch, gruppo a difesa della privacy e delle libertà civili, dice: “Una cosa è soddisfare avvocati e autorità, ma è tutto molto diverso quando sentiamo storie di persone costrette a portare con sé neonati, ad esempio, attraverso un body scanner; e poi c‘è la preoccupazione che gli uomini guardino le donne messe a nudo dallo scanner. Insomma ci sono ancora molte domande che devono avere risposta, ma credo che il dibattito ora sia: come possiamo rendere questa tecnologia accettabile a livello di privacy e non solo? Perché, purtroppo, a volte, in nome della sicurezza si aprono molti altri scenari”.

Claudia Fusco, direttore generale della Commissione europea per i Trasporti dichiara: “Questo è davvero un esempio in cui i diritti fondamentali sono stati presi in considerazione fin dall’inizio nella valutazione d’impatto che ha accompagnato la proposta. La Commissione ha messo sul tavolo alcune opzioni, su ciò che si potesse meglio fare in termini di sicurezza da un lato e di diritti fondamentali dall’altro. Naturalmente è stato interesse della commissione mettere le due cose insieme. La scelta politica finale, rappresentata dalla legislazione attuale, è la migliore che si potesse fare”.

La Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea è diventata giuridicamente vincolante quando il trattato di Lisbona è entrato in vigore nel dicembre 2009. È suddivisa in sei categorie: dignità, giustizia, libertà, solidarietà, diritti dei cittadini, uguaglianza.

Alcuni cittadini europei ancora non comprendono l’importanza di questa Carta dei diritti.

Essa è giuridicamente vincolante per le autorità nazionali quando attuano il diritto dell’Unione.

La Commissione europea ha promesso una relazione annuale sull’applicazione della Carta. Quella del 2012 sta per essere diffusa.

Nuala Mole, del Centro di Consulenza per la Tutela dei Diritti Individuali in Europa (AIRE) di Londra, spiega: “Una delle cose più importanti è che si rende possibile alle persone di andare in tribunale per far valere i loro diritti scritti nella Carta, per quanto riguarda le situazioni contemplate dal diritto comunitario. E possono contare su una vasta gamma di diritti in tema di giusto processo quando fanno questo. Non è il caso della Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che dà una serie di diritti limitati a talune circostanze specifiche. La carta, dunque, ha un dominio molto più ampio, in cui è possibile rientrare se la questione è soggetta all’applicazione del diritto dell’Unione europea”.

Uno dei casi non contemplati dalla Carta ad esempio è una denuncia di violazione della dignità umana a seguito di una perquisizione della polizia in strada.

Nuala Mole sottolinea ancora: “L’Europa sta accettando gradualmente le norme imposte dalla Carta. Ma Regno Unito e Polonia hanno espresso riserve e hanno detto che non l’applicheranno pienamente. Proprio l’anno scorso, in un caso di respingimento in Grecia di richiedenti asilo, il giudice ha chiarito che Regno Unito e Polonia erano effettivamente vincolati alle norme della Carta”.

Il direttore di Big Brother Watch conclude: “Ovviamente lo Human Rights Act ha aggiunto alla legge britannica qualcosa che in realtà era stato già elaborato nella prima parte del secolo scorso. Una modernizzazione legislativa è dunque assolutamente necessaria, con il progresso della società e della tecnologia. Il prossimo passo da fare è vedere come quotidianamente la gente possa sperare di vivere senza effettivamente dover ricorrere a queste tutele, piuttosto che i governi attuare politiche invasive, aspettando ricorsi in tribunale”.