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La tragedia di Tolosa 'entra' in campagna elettorale

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La tragedia di Tolosa 'entra' in campagna elettorale

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Si tratta di un serial killer o di un crimine razzista?
Sarà l’inchiesta a determinarlo.

In piena campagna elettorale gli omicidi di Tolosa e Montauban hanno turbato profondamente il Paese.
Quali saranno le conseguenze sulla campagna, lo vediamo insieme tra qualche istante con il nostro ospite. Ricordiamo prima cosa è accaduto e la reazione dei politici.

Un lunedì nero per la Francia: 3 bambini e un insegnante vengono uccisi davanti a una scuola ebraica di Tolosa. L’attacco più sanguinoso contro la comunità ebraica francese degli ultimi 30 anni ha luogo a poco più di un mese dalle presidenziali.
Il killer si muove in scooter, l’arma utilizzata ha lo stesso calibro

di quella usata la settimana scorsa per l’assassinio dei tre paracadutisti.
Due militari sono stati uccisi a Montauban, giovedì scorso, il terzo la domenica precedente sempre a Tolosa.

Per il presidente candidato Nicolas Sarkozy si tratta di crimini a sfondo razzista.

Nicolas Sarkozy, il presidente candidato:

“Colpendo un insegnante e bambini ebrei il movente antisemita sembra chiaro. Per quanto riguarda i nostri soldati, sappiamo che due erano musulmani e il terzo veniva dalle Antille. Non conosciamo le motivazioni anche se possiamo imaginare che razzismo e follia assassina siano legati”.

Il candidato socialista François Hollande interrompe la propria campagna elettorale.

François Hollande, candidato del Partito socialista:

“Volevo esprimere alle famiglie e alla scuola ebraica, perché è una scuola ebraica che è stata colpita, che all’antisemitismo si aggiunge l’abiezione. Volevo esprimere la solidarietà alla città di Tolosa e dire che non è una scuola ebraica che è stata colpita non una città, ma la Francia tutta.

La tragédia è entrata di proepotenza anche nella campagna elettorale.

Marine Le Pen, candidata del FN: “È in questi momenti che non c‘è più politica, non c‘è piû campagna, non c‘è né destra né sinistra. C‘è un popolo, il popolo francese, colpito al cuore”.

La campagna elettorale riprenderà, ai candidati trovare il giusto tono.

-In collegamento con noi Dominique Wolton, direttore dell’Istituto di scienze della comunicazione del CNRS, specialista dei media e della comunicazione politica.
Una prima domanda, direttore, secondo lei, quello che è accaduto a Tolosa influenzerà la campagna elettorale in Francia?

“Non lo sappiamo, quello che è certo è che la reazione dei candidati è stata importante, hanno condannato questo crimine”.

-Cambierà il tono della campagna? I temi usati fino a questo momento verranno accantonati?

“Non saranno i temi a cambiare, piuttosto i toni; siamo già in un PAese in crisi, dove una buona parte dell’elettorato non si sente coinvolto, quindi la minaccia di astensione è molto alta.

Non si tratta di negare le discussioni, i candidati non devono confrontarsi con toni flebili, la vis polemica deve resistere ma a condizione che ci sia il rispetto dell’altro.

Questa campagna, partita in modo molto violento, con un forte rischio di astensione, bisogna ripensarla, di modo che ci sia più tolleranza reciproca.
Quello che è accaduto ha scioccato tutto la Francia, e non solo le tre istituzioni che sono state colpite – l’esercito, che è un luogo d’integrazione, la scuola,secondo fattore d’integrazione della nostra società e la laicità, che presuppone il rispetto di tutte le religioni.
La forza della reazione emotiva, politica e culturale dei candidati e dell’opinione pubblica, viene dal fatto che sono stati toccati questi tre pilastri della società mostrandone tutta la loro fragilità. È una lezione importante”.

- I discorsi tenuti dai politici, dai toni accesi sull’immigrazione, hanno secondo lei una parte di responsabilità?

“Non si può parlare di causa effetto, è vero però che il problema riguarda non solo la Francia ma l’Europa tutta. L’Europa che è la parte più democratica del mondo continua a avere un discorso sull’immigrazione che non è all’altezza delle sue ambizioni democratiche, della missione che l’Europa si è data.

Gli immigrati diventano il capor espiatorio e la logica del capro espiatorio è tragica, non è niente di eccezionale il fatto che generi una violenza che ritroviamo in 18 dei 27 stati dell’Unione europea. Ci troviamo di fronte a una vera e propria minaccia di autodistruzione dell’Europa e dei suoi valori”.

-C‘è un grande slancio di solidarietà tra le comunità, un bisogno di sentirsi uniti, bisognerà sostenere questo senso di unità, sarà piuttosto difficile in una campagna dove si cerca di accentuare le differenze?

“La tragedia che ci ha colpito ci permette di rifarci la domanda, se le principali religioni manifestano la propria solidarietà, questo messaggio deve essere recuperato in campagna, quando si ritornerà nell’agone elettorale.
Eventi tragici come questo devono restare indelebili. Oggi grazie ai mass media sappiamo tutto, e questo obbliga gli uomini politici, le forze religiose e gli europei a restare fedeli ai propri valori”.