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Ad Astana, in Kazakhstan, il summit dell'Osce

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Ad Astana, in Kazakhstan, il summit dell'Osce

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Circa 40 Paesi, su 56 hanno confermato la loro presenza al summit dell’Osce in programma l’1 e il 2 dicembre ad Astana, capitale del Kazakhstan. È un test importante per la diplomazia di questo Paese. In più, con la crisi economica, gli Stati europei vogliono approfittare dello spazio economico chiamato Eurasia.

L’ultimo vertice dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa si svolse 11 anni fa a Istanbul. Da allora il mondo è cambiato, e nuovi Stati sono venuti alla ribalta della scena internazionale.

Per il presidente del Paese, che attualmente presiede l’Osce, il summit traduce la realtà di una nuova epoca in cui l’Est incontra l’Ovest.

Nursultan Nazarbayev, presidente del Kazakhstan:

“Ognuno ha i propri problemi, poi però è arrivata questa crisi economica che ha portato alla formazione del G20. E si è capito che solo assieme ai Paesi in via di sviluppo può essere trovata una soluzione alle questioni economiche. Ora la relazione tra Russia e Stati Uniti è più stretta. Hanno capito che devono lavorare assieme se vogliono risolvere i loro problemi. Ma quando si parla di temi cruciali, come sicurezza, lotta al terrorismo, traffico di droga occorre capire che solo congiuntamente, lavorando assieme spalla a spalla, questi possono essere contrastati in modo efficiente”.

Come mostra questo spot, il summit sarà un grande evento per il Paese nei suoi 19 anni di storia come Stato indipendente. Un’opportunità per il Kazakhstan per ancorarsi a un mondo più aperto, aldilà dei suoi vicini ‘ingombranti’ come Russia e Cina. Per l’Unione europea, un’opportunità per adeguare i propri confini geopolitici.

Anar Khamzayeva, analista politica: “È arrivato un momento molto importante, in cui l’Unione europea e la Russia e la Russia e la Nato stanno ripensando,

ristrutturando le loro relazioni. Per cui il summit è più sulla questione sicurezza Atlantico-Europea ed Eurasiatica e su come iniziative russe sulla sicurezza europea saranno viste. Su questo sono già stati fatti molti progressi e credo che il vertice si presenti in modo positivo proprio grazie a questi sviluppi. I Paesi ora stanno riconoscendo che c‘è bisogno di un approccio multilaterale per affrontare le sfide e le minacce comuni”.

Oltre a pace e sicurezza, tra gli obiettivi dell’Osce c‘è la realizzazione di società autonome. Durante i suoi frequenti viaggi in Asia centrale, l’ambasciatore dell’Osce ad Astana, Alexandre Keltchewsky, ha continuato a ripetere che non c‘è un vero sviluppo senza democrazia e diritti umani.

Alexandre Keltchewsky, capo del centro Osce ad Astana:

“Questi Paesi invocano le tradizioni e il passato ma si sono adeguati molto velocemente al cellulare e ai computer. Sembra sia più difficile per loro adattarsi a concetti come il rispetto dei diritti dell’uomo, delle libertà politiche, di elezioni libere. E’ un problema di mentalità e di potere: ce ne sono in particolare in Asia Centrale, occorre capire che nessuno di questi Paesi, tranne il Kyrgyzstan, che sta per iniziare questa fase, ha veramente messo in atto una rotazione regolare dei vertici del potere politico”.

L’Osce è un organismo che delibera senza poter imporre sanzioni o disporre di un potere militare. Per cui non può far applicare le sue risoluzioni. La promozione della democrazia può dunque avvenire solo grazie a un lento processo di discussione durante summit come quello di Astana.

Michael Emerson, analista del Centro studi per le politiche europee: “La democratizzazione del più ampio spazio dell’Osce è un importante obiettivo politico dell’Unione Europea. Per gli stessi Paesi dell’Asia centrale, questi sono regimi autoritari che non vogliono essere turbati dalle complicazioni della democrazia”.

Nursultan Nazarbayev, presidente del Kazakhstan:

“Quando alcuni Paesi europei danno la loro opinione sulla situazione dei diritti umani in Asia centrale, a volte usano definizioni da guerra fredda. Dicono che gli Stati di questa parte del mondo sono autocratici, ma quando parlano dei Paesi occidentali sembra che siano tutti angeli della democrazia. Usano tutti un doppio criterio. Vede, in questa parte del mondo, abbiamo gli stessi problemi dei Paesi europei ma questi ultimi danno valutazioni diverse”.

Il vertice potrebbe porre il Kazakistan, sulla mappa delle relazioni internazionali, come un attore chiave per il futuro dell’Asia Centrale. Per i Paesi europei l’evento segnerà un altro passo verso il cambiamento economico e politico in direzione Oriente.

Constantino de Miguel, euronews: “L’OSCE è un’organizzazione inefficace della Guerra fredda o è un’organizzazione molto utile con la quale l’Europa può profittare delle nuove opportunità che l’Asia centrale offre? Il summit di Astana risponderà a queste domande”.