Ai passeggeri viene ricordato di verificare comunque lo stato del volo con la propria compagnia prima di partire per l'aeroporto.
All'aeroporto più trafficato della Sicilia i voli sono ripresi dopo due giorni di chiusura dovuti all'attività vulcanica dell'Etna.
In una nota, l'aeroporto di Catania ha dichiarato: "In seguito al passaggio del livello di allerta per l'attività vulcanica da rosso ad arancione, le operazioni di volo possono riprendere con effetto immediato".
Ai passeggeri è comunque «fortemente raccomandato» di verificare lo stato del proprio volo con la compagnia aerea prima di recarsi in aeroporto.
I voli sono stati sospesi il 5 e 6 luglio e decine di collegamenti sono stati dirottati sull'aeroporto di Palermo.
L'ultimo Volcano Observatory Notice for Aviation (VONA) (fonte in inglese), diffuso intorno alle 7 del mattino CEST, ha rilevato che le emissioni di cenere erano «in diminuzione» e «confinate all'area sommitale». Da qui il passaggio all'allerta arancione.
Il Dipartimento italiano della Protezione civile ha innalzato il livello di allerta (fonte in inglese) per il vulcano più attivo d'Europa da verde a giallo il 26 giugno alle 19.30, in seguito a un «aumento dei tremori vulcanici». Quel livello di allerta è tuttora in vigore.
Le spettacolari riprese con drone della scorsa settimana mostravano fiumi di lava che scendevano lungo il vulcano.
L'aeroporto di Catania, situato a circa 45 chilometri dall'Etna, è servito da compagnie come Ryanair, easyJet, Wizz Air, KLM e Lufthansa, tra le altre.