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Italia, primo caso umano europeo di influenza aviaria H9N2 confermato

ARCHIVIO - Galline allevate all'aperto in un pascolo recintato in una fattoria biologica, il 21 ottobre 2015, nello Iowa
ARCHIVIO - Galline allevate a terra in un pascolo recintato in una fattoria biologica, il 21 ottobre 2015, in Iowa. Diritti d'autore  Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved.
Diritti d'autore  Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved.
Di Marta Iraola Iribarren
Pubblicato il
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Il primo caso umano di influenza aviaria H9N2 in Europa è stato registrato in Italia in una persona rientrata da fuori continente.

Una persona arrivata in Lombardia da un Paese extraeuropeo è attualmente ricoverata con un’infezione da influenza A(H9N2), un sottotipo dell’influenza aviaria, ha confermato mercoledì 25 marzo il Ministero della Salute.

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Si tratta del primo caso umano di influenza aviaria H9N2 rilevato in Europa.

«Sono stati effettuati con tempestività tutti gli accertamenti necessari e sono stati individuati i contatti del caso, nell’ambito delle abituali attività di prevenzione e sorveglianza», ha riferito il ministero in un comunicato.

Il paziente presenta altre patologie preesistenti ed è attualmente in isolamento in ospedale, sottoposto a cure.

Dal 1998 al 27 febbraio 2026, sono stati segnalati in tutto il mondo 195 casi umani di A(H9N2) da dieci Paesi in Asia e in Africa, secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC).

L’agenzia ha precisato che non sono mai stati registrati né focolai di casi umani di questa variante né trasmissioni da persona a persona.

Le infezioni nell’uomo sono per lo più legate al contatto diretto con uccelli infetti o con ambienti contaminati.

«Casi umani sporadici di influenza aviaria non sono inattesi nelle aree in cui il virus circola tra gli uccelli», ha aggiunto l’ECDC.

Nel loro ultimo rapporto di sorveglianza, pubblicato questo mese, l’ECDC e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) segnalano che, tra il 29 novembre 2025 e il 27 febbraio 2026, sono stati notificati dieci casi di influenza aviaria nell’uomo, nessuno dei quali con esito fatale.

Tutti i casi sono stati segnalati in Cambogia, con un caso di A(H5N1), e in Cina, dove sono stati registrati otto casi di A(H9N2) e uno di A(H10N3).

Sulla base delle informazioni fornite dalle autorità sanitarie italiane e delle conoscenze disponibili sull’epidemiologia del virus, l’ECDC valuta come molto basso il rischio attuale per la popolazione generale dell’UE/SEE legato a questo episodio di influenza A(H9N2).

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