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Francia, il Parlamento approva legge sulla restituzione di opere d'arte coloniali

ARCHIVIO - Un visitatore osserva statue reali in legno del regno di Dahomey, risalenti al XIX secolo, al museo Quai Branly di Parigi, Francia, novembre 2018.
ARCHIVIO - Una visitatrice osserva statue lignee reali del regno di Dahomey, datate XIX secolo, al museo Quai Branly a Parigi, Francia, novembre 2018. Diritti d'autore  AP Photo/Michel Euler, File
Diritti d'autore AP Photo/Michel Euler, File
Di Anushka Roy
Pubblicato il
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L’Assemblea nazionale francese ha approvato all’unanimità una legge per restituire i beni culturali saccheggiati dall’ex impero coloniale del Paese.

Lunedì i deputati dell’Assemblea nazionale francese hanno approvato all’unanimità un disegno di legge che facilita la restituzione di opere d’arte e reperti saccheggiati dalle ex colonie francesi. Il testo era già stato approvato dal Senato francese a gennaio.

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Negli ultimi mesi alla Francia sono arrivate richieste di restituzione di manufatti da Paesi come Algeria, Mali e Benin.

Il disegno di legge mira a semplificare il rientro dei beni culturali sottratti illegalmente alle ex colonie della Francia, con particolare attenzione agli oggetti prelevati tra il 1815 e il 1972, anno di entrata in vigore della convenzione dell’UNESCO per la protezione del patrimonio culturale.

La tanto attesa normativa sulla restituzione arriva quasi dieci anni dopo l’impegno del presidente Emmanuel Macron a restituire i beni culturali prelevati dai Paesi africani.

Il presidente francese Emmanuel Macron attende mentre accoglie il presidente ghanese John Dramani Mahama prima di un incontro al palazzo dell’Eliseo, a Parigi, Francia, aprile 2026.
Il presidente francese Emmanuel Macron attende mentre accoglie il presidente ghanese John Dramani Mahama prima di un incontro al palazzo dell’Eliseo, a Parigi, Francia, aprile 2026. AP Photo/Michel Euler

«Il patrimonio africano non può esistere soltanto in collezioni private e nei musei europei», ha dichiarato il presidente francese in un discorso del novembre 2017 (fonte in inglese) a Ouagadougou, in Burkina Faso. «Entro cinque anni voglio creare le condizioni per il ritorno, temporaneo o definitivo, del patrimonio africano in Africa».

Il nuovo disegno di legge prevede che sia uno Stato a presentare richiesta di restituzione e a impegnarsi a proteggere gli oggetti e a esporli al pubblico. La domanda sarà poi esaminata e approvata da una commissione, sulla base di prove che i beni siano stati acquisiti illegittimamente o con la forza. Sono esclusi i materiali militari, gli archivi pubblici e le quote di scavi archeologici.

Pur essendo stato approvato all’unanimità, il testo ha suscitato un dibattito sul suo ambito di applicazione, in particolare sul periodo coperto dalle nuove norme.

All’inizio di quest’anno la Francia ha restituito il sacro tamburo Djidji Ayôkwé (fonte in inglese) alla Costa d’Avorio. Lo strumento era stato sottratto dalle truppe coloniali nel 1916.

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