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Un progetto in Portogallo combatte la solitudine degli anziani e la crisi degli alloggi per studenti

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Une.Idades unisce anziani e giovani per affrontare la solitudine degli over 65 e la carenza di alloggi per studenti
Une.Idades mette in contatto anziani e giovani per combattere la solitudine tra i senior e la carenza di alloggi per studenti -  Diritti d'autore  Euronews/Bruno Figueiredo
Diritti d'autore Euronews/Bruno Figueiredo
Di Diana Rosa Rodrigues
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Une.Idades è il nome dell’associazione che mette in contatto studenti fuori sede in cerca di casa con anziani che hanno una stanza libera. Per chi partecipa è più di una soluzione pratica: è condivisione e amicizia, in una casa che non è solo fisica

Margarida Morais è una storia a sé. A 86 anni lavora ancora come sarta, un mestiere che ha imparato quando ne aveva solo dieci. La casa in cui vive, un seminterrato nel quartiere di Ajuda, a Lisbona, è stata il luogo dove ha cresciuto i suoi sei figli e, allo stesso tempo, il suo atelier.

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Dalle sue mani sono nati più di mille abiti da sposa, con le tracce di una vita intera di lavoro conservate nella memoria di questa donna e sulle pareti della casa in cui vive ancora, ricoperte di quadri e fotografie di altri tempi.

Dopo essersi ammalata, Margarida è andata in una casa di riposo: "Sono stata lì tre mesi e ho visto con i miei occhi che quello non era ancora per me", ha raccontato a Euronews.

"Dopo che sono tornata a casa, i miei figli hanno continuato a insistere perché andassi a vivere da loro. Voglio molto bene ai miei figli, ho lavorato tanto per crescerli, ma non voglio andarci per impegnarli prima del tempo. Può darsi che un giorno debba andarci, ma adesso ancora no", ha aggiunto.

Parola dopo parola, nelle conversazioni con amiche e clienti, la storia è arrivata fino a Inês Schmidt, fondatrice della associazione Une.Idades (fonte in portoghese).

Il nome parla da solo: il progetto vuole unire le generazioni, promuovendo le relazioni intergenerazionali e l'invecchiamento attivo, cercando di combattere la solitudine e l'isolamento sociale degli anziani e allo stesso tempo offrendo soluzioni di alloggio accessibile ai giovani studenti.

In pratica, mette insieme coppie che possano funzionare tra un anziano che ha bisogno di compagnia e dispone di una stanza libera e un giovane studente che ha bisogno di una stanza e può offrire compagnia.

Margarida Morais, 86 anni, ha accolto Liliana a casa sua
Margarida Morais, 86 anni, ha accolto Liliana a casa sua Euronews/Bruno Figueiredo

"Quest'anno Inês mi ha portato una ragazza molto carina che ha molto in comune con me. Siamo tutte e due raggianti, sono quasi certa che lei lo dica tutti i giorni", dice ridendo. Non è la prima volta che Margarida partecipa al progetto. Dopo una prima esperienza positiva, ha accolto in casa Liliana Guerreiro, che ha deciso di fare un master a Lisbona.

Vivere in una grande città non è una novità per questa giovane di 27 anni, che è già passata temporaneamente da altre destinazioni come Barcellona, Madrid o Berlino. Anche così, l'idea di poter essere completamente sola in una città piena di gente la preoccupava.

"Sento che qui a Lisbona c'è molto individualismo, ognuno pensa a sé, e avevo un po' quella paura di arrivare qui e sentirmi molto sola in una città così grande". Prima viveva a Portalegre, in una casa condivisa: "non ci conoscevamo affatto, ma cenavamo insieme, ci aspettavamo a vicenda, condividevamo momenti di convivialità", spiega la giovane, che temeva di non riuscire a trovare qualcosa di simile nella capitale portoghese.

"Qui c'è quella cosa che nessuno sa chi vive nel palazzo, nessuno conosce il vicino di casa, e sento che questa individualità è molto forte", ha ribadito la giovane.

Liliana e Margarida approfittano dei pasti insieme per chiacchierare
Liliana e Margarida approfittano dei pasti insieme per chiacchierare Euronews/Bruno Figueiredo

La felicità di "sentire una chiave nella porta"

Liliana e Margarida sono state l'una per l'altra l'utile e il dilettevole. Per l'anziana, la presenza della giovane in casa offre una sicurezza che, a 86 anni, rappresenta una sorta di "libertà".

"Mi dà libertà sapere che non sono sola", spiega Margarida. "Lei si alza presto la mattina, prima di me, va a lezione, torna alle quattro e mezza, alle cinque, alle sei. E io sono felicissima di sentire una chiave nella porta, perché non mi piace stare da sola."

Liliana ha trovato la stanza di cui aveva bisogno, ma anche quel sentimento di "casa" che desiderava, e riconosce in Magarida la sua "famiglia di Lisbona". "È arrivare a casa e avere compagnia. È sapere che avrò qualcuno con cui andare a cena. È una presenza costante".

La coppia è stata il "match" perfetto individuato dall'associazione per risolvere i problemi di entrambe. Il legame resta per sempre, "un'amica", come aveva già dimostrato la precedente esperienza.

"Anche l'altra ragazza, che non comunicava molto, era una ragazza molto silenziosa, sono diventata sua amica e lei è diventata mia amica. Quando mi telefona dice sempre 'grazie per tutto quello che ha fatto per me'", spiega Magarida, che confessa di aver già cercato di convincere altre persone ad aderire al progetto.

"Guarda, sto cercando di convincere tre amiche, tutte si giustificano e io dico che le scuse non hanno motivo di esistere", dice Liliana.

Casa e solitudine: una soluzione per due problemi

Inês Schmidt si è ispirata a progetti stranieri per lanciare l'iniziativa, che non ha ancora compiuto tre anni. In questo periodo sono state create circa 80 coppie, in un processo rigoroso e impegnativo che vuole rispondere a due problemi: la solitudine e la mancanza di alloggi per studenti.

"L'obiettivo era soprattutto combattere questa solitudine e l'isolamento sociale delle persone più anziane. Nel costruire il progetto abbiamo anche iniziato a capire che, in effetti, anche la situazione degli studenti era un grande problema", spiega a Euronews.

Il progetto propone una soluzione pratica che finisce per offrire molto più di una semplice stanza e compagnia, che già di per sé sarebbero sufficienti.

"È molto bello vedere, quando si incontrano i due, il bene che possono farsi a vicenda. Spesso le persone aderiscono perché ne hanno bisogno, perché vogliono un alloggio più economico, ma poi da tutta quella convivenza tra il più giovane e il più anziano imparano tantissimo. Anche l'anziano beneficia, all'improvviso, di molti aiuti, che si tratti di informatica o dei canali televisivi".

"Una frase che sentiamo spesso è 'adoro sentire la chiave nella porta'. È questa sensazione di sapere che non si è soli. C'è sempre qualcuno che arriva, magari non adesso, forse tra un po', ma arriverà e io non sono sola", ha sottolineato Inês, indicando come questo cambiamento può influenzare la vita di queste persone.

"Per noi è una grande soddisfazione vedere che le persone, quando partecipano al nostro progetto, soprattutto le più anziane, iniziano ad avere uno stile di vita diverso. Dopo aver accolto uno studente in casa, diventano più attive, più connesse, escono di più, partecipano alle attività della comunità, accettano anche le sfide che proponiamo".

"Bisogna essere disposti a donarsi all'altro"

In un momento in cui la crisi degli alloggi si aggrava e una stanza a Lisbona può costare in media 550 euro, il progetto acquista ancora più rilievo per la sua dimensione pratica.

"Abbiamo molte iscrizioni di studenti, ci sono sempre stati molti più studenti che si iscrivono rispetto agli anziani e quindi sì, si capisce la difficoltà che il Paese incontra e il bisogno di trovare più alloggi accessibili per gli studenti", spiega Inês, sottolineando come il progetto possa aiutare "a colmare" il problema sul lato dell'offerta di alloggi per studenti. "Qui si ottengono prezzi molto più accessibili per gli studenti, il che riduce questo eccesso che vediamo nei prezzi degli affitti".

L'associazione riceve le iscrizioni soprattutto attraverso il sito ufficiale (fonte in portoghese). Il processo inizia con la compilazione di un questionario e prosegue con colloqui personalizzati.

"Dobbiamo capire bene qual è il profilo della persona e poi vedere, cercare di abbinare profili compatibili", spiega la responsabile. "È un lavoro bello, difficile, ma dà molta soddisfazione quando va a buon fine e vediamo che c'è stato davvero un 'match' di qualità".

Tuttavia è importante ricordare che, per quanto interessante, il concetto potrebbe "non essere per tutti".

Liliana sottolinea che per partecipare bisogna
Liliana sottolinea che per partecipare bisogna Euronews/Bruno Figueiredo

"Non direi che è per tutti. Voglio essere sincera, non penso che sia per tutti, perché credo che ci debba essere, da entrambe le parti, un adattamento. Deve essere una persona che riesce ad adattarsi", spiega Liliana. "Deve anche essere una persona disposta a donarsi all'altro, perché sento che molte persone non sarebbero disposte a farlo". La studentessa aggiunge che è determinante anche il modo in cui si guarda alla popolazione anziana.

"Sento che c'è ancora molta gente, della mia fascia d'età o anche un po' più grande, che vede la fascia dei senior come più esclusa, come persone che non hanno tanto valore nella società. E si sbagliano di grosso".

Margarida afferma che gli anziani possono aver bisogno di aiuto, ma questo legame è qualcosa di più. "Abbiamo bisogno di qualcuno, perché a questa età possiamo cadere, restare a terra per ore mentre i vicini sono al lavoro, e questo aiuto è necessario", spiega.

"Ma oltre a questo, bisogna trasmettere ai giovani l'idea che un giorno saranno anziani anche loro."

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