Jordan Bardella è stato rieletto presidente del Rassemblement National con il 98,98% delle preferenze al congresso di Orléans. Il risultato blinda il tandem con Marine Le Pen, che lancia la propria campagna presidenziale mentre in città sfilano le contromanifestazioni
Gli resta da convincere l'1,02% dei militanti. Unico candidato in corsa, Jordan Bardella è stato rieletto alla presidenza del Rassemblement National con il 98,98% dei voti.
Il risultato è stato annunciato sabato, nel primo giorno del congresso del partito organizzato a Orléans. Il voto elettronico è stato aperto agli aderenti del RN dal 21 settembre al 22 ottobre.
Il presidente uscente ha raccolto 75.497 suffragi, contro 779 schede bianche, ha annunciato il deputato Yoann Gillet, responsabile dell'organizzazione. L'affluenza ha sfiorato il 68%.
Prima ancora dell'annuncio ufficiale, Jordan Bardella aveva ringraziato i suoi sostenitori. "Ancora una volta avrò bisogno di voi (...) per portare Marine Le Pen all'Eliseo", aveva dichiarato.
Questa rielezione sancisce la ripartizione dei ruoli all'interno del duo, presentato ai francesi come una "coppia vincente". Marine Le Pen entra in orbita verso le presidenziali, mentre Jordan Bardella, rafforzato alla guida del partito, si posiziona per Matignon (residenza ufficiale del Primo ministro francese, ndr).
Domenica, durante la seconda giornata del congresso, Marine Le Pen darà il via alla sua campagna davanti a migliaia di militanti arrivati da tutta la Francia.
Una contromanifestazione tranquilla
Come già successo in occasione dei precedenti congressi del Front National, divenuto poi Rassemblement National, una contromanifestazione è stata organizzata per contestare lo svolgimento dell'evento.
Circa 11mila persone, secondo la prefettura, e 26mila, secondo gli organizzatori, hanno sfilato senza incidenti sabato a metà giornata a Orléans contro il partito di estrema destra.
Venerdì le autorità avevano fatto sapere di attendersi una mobilitazione con fino a 30mila persone. Tra i partecipanti figuravano diverse personalità della sinistra, tra cui il sindaco di Saint-Denis ed esponente di La France insoumise, Bally Bagayoko.
Presente al corteo, il primo segretario del Partito socialista, Olivier Faure, ha accusato il RN di essere "responsabile" di un "clima deleterio, razzista e xenofobo".
La segretaria generale della Confederazione generale del lavoro, Sophie Binet, ha affermato che "non c'è nemico peggiore per i lavoratori e le lavoratrici che l'estrema destra".
Per fare un paragone, il 29 marzo 1997, a Strasburgo, oltre 50mila persone avevano manifestato contro lo svolgimento del congresso del FN.
Sebbene quest'anno la mobilitazione sia meno imponente, si inserisce in un contesto nazionale teso, segnato da un "atto II" di mobilitazione sociale e sullo sfondo di gravi violenze verificatesi la scorsa settimana.
Un discorso "di alto livello" per Marine Le Pen
L'evento deve inoltre consentire al partito di estrema destra di mostrare la propria unità e di mettere in risalto il proprio programma, a sei mesi dalle elezioni presidenziali.
Secondo il suo entourage, Marine Le Pen ha preparato un discorso "di alto livello", pensato per illustrare la sua "visione" attorno a un tema centrale: "la rinascita".
Il Rassemblement National aveva presentato il proprio contro-bilancio due settimane prima. Anche la questione dell'edilizia abitativa era già stata affrontata in occasione dell'avvio della stagione politica di Marine Le Pen a Hénin-Beaumont, lo scorso 14 settembre.