Seguiteci
Pubblicità

Polonia, Corte dei conti: ritardi pesanti per la costruzione della prima centrale nucleare

La realizzazione della centrale nucleare in Polonia è in ritardo.
La costruzione della centrale nucleare in Polonia è in ritardo. -  Diritti d'autore  Pixabay
Diritti d'autore Pixabay
Di Lukasz Aftanski
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Secondo i revisori della NIK, la previsione, più volte rinviata ma ancora ottimistica, di avviare il primo blocco della centrale nel 2036 non è realistica. Il rapporto segnala gravi ritardi, fretta, azioni incoerenti e continui cambi di personale

La Corte dei conti polacca (Najwyższa Izba Kontroli, NIK) ha esaminato il programma per la realizzazione della prima centrale nucleare del Paese.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Un investimento definito necessario e cruciale dai governi che si sono succeduti – prima quello di Diritto e Giustizia, poi la coalizione 15X, formata soprattutto dalla Coalizione Civica – non riuscirà a essere portato a termine nei tempi previsti.

Il controllo della NIK riguarda i soggetti responsabili di questo ambito "da gennaio 2020 al 30 settembre 2024". Si tratta del ministero dell’Industria, della Państwowa Agencja Atomistyki (Agenzia statale per l’energia atomica), dell’Ufficio del plenipotenziario del governo per le infrastrutture energetiche strategiche e della società Polskie Elektrownie Jądrowe sp. z o.o.

Il periodo esaminato copre tre anni di governi PiS e il primo anno dell’attuale esecutivo guidato da Donald Tusk.

Prima centrale nucleare in Polonia. Scadenza 2033 del tutto irrealistica

"Come hanno accertato i controllori della NIK, il Programma per l’energia nucleare polacca (PPEJ) non definiva i compiti del plenipotenziario del governo per le infrastrutture energetiche strategiche e della società Polskie Elektrownie Jądrowe, i principali soggetti responsabili dell’attuazione del progetto di costruzione della centrale", si legge nel rapporto.

"Questo ha comportato un allungamento dei tempi per la messa in esercizio del primo blocco della centrale. Il termine per l’avvio del primo blocco, fissato nel PPEJ al 2033, non sarà rispettato", si aggiunge nel documento.

La NIK richiama l’attenzione sulla lentezza delle autorità in ogni fase del progetto. "Nel corso dell’attuazione del programma non sono state rispettate le scadenze da cui dipendeva l’avvio della centrale secondo il cronoprogramma".

"Non è stato rispettato il termine indicato nel Programma PEJ per la firma del contratto EPC nel 2022 (Engineering, Procurement and Construction – progettazione, approvvigionamento, costruzione; un contratto che prevede la cosiddetta costruzione 'chiavi in mano'). La decisione ambientale è stata ottenuta con quasi un anno di ritardo e la definizione dell’ingegneria finanziaria con tre anni di ritardo", ha indicato la NIK.

A ciò si aggiunge che "con lo stesso ritardo dovrà essere avviato il primo blocco della centrale nucleare (il piano del governo è il 2036), anche se i risultati del controllo indicano che il ritardo potrebbe essere ancora maggiore".

I controllori sottolineano inoltre che "la domanda di notifica per la concessione di aiuti di Stato alla società PEJ è stata trasmessa alla Commissione europea quasi due anni dopo la decisione del Consiglio dei ministri sulla costruzione di centrali nucleari di grande scala".

Mancanza di personale e continui cambi ai vertici

"Il programma non definiva i compiti fondamentali dell’investitore, cioè della società PEJ, né quelli del plenipotenziario del governo per le infrastrutture energetiche strategiche, ossia i due soggetti chiave coinvolti nel processo. Non era coerente con la Politica energetica della Polonia fino al 2040", ha valutato la NIK.

Secondo il rapporto, la società PEJ "non disponeva né delle competenze né dell’esperienza nella realizzazione di progetti energetici e non era quindi preparata, dal punto di vista organizzativo e del personale, a svolgere il ruolo di investitore".

"La puntuale realizzazione dell’investimento è stata ostacolata dai frequenti cambi di personale. Le questioni legate all’energia nucleare sono state supervisionate da quattro ministri del Clima e dell’Ambiente e dal ministro dell’Industria", si legge ancora.

A loro volta, la funzione di plenipotenziario per le infrastrutture energetiche strategiche "è stata esercitata da sei persone; lo stesso numero ha guidato i lavori del consiglio di amministrazione della società PEJ, che per di più non disponeva di una strategia di gestione delle risorse umane".

Un altro elemento evidenziato è che "il numero dei dipendenti della società è passato da 118 alla fine del 2019 a 430 a metà del 2024", ma "non sono state definite né le competenze del personale, né la coerenza tra il livello di occupazione e il cronoprogramma dei lavori".

Polskie Elektrownie Jądrowe si difende

In risposta al rapporto della NIK, la società Polskie Elektrownie Jądrowe – oggetto principale delle critiche – ha diffuso un comunicato.

"L’obiettivo prioritario della società Polskie Elektrownie Jądrowe è stato e rimane la realizzazione del progetto della prima centrale nucleare in Polonia nel pieno rispetto dei più elevati standard di sicurezza, entro il termine previsto per la messa in esercizio, mantenendo i parametri finanziari stabiliti e riducendo al minimo l’impatto del progetto sull’ambiente, comprese le comunità locali", ha scritto PEJ.

La società afferma inoltre di aver "collaborato durante il controllo con la Najwyższa Izba Kontroli, fornendo tutte le informazioni e spiegazioni necessarie". "Numerose conclusioni e raccomandazioni della Najwyższa Izba Kontroli sono state attuate nell’ambito della normale attività della PEJ", si sottolinea nella nota.

PEJ sostiene che "molte osservazioni e conclusioni formulate nell’atto di controllo della NIK riguardano le precedenti fasi di attuazione del progetto. La società, rimanendo in contatto costante con i controllori della NIK, ha già attuato parte delle loro raccomandazioni durante il controllo e continua a implementarne altre".

"Occorre inoltre sottolineare che non si è concretizzato uno dei principali rischi per il rispetto del cronoprogramma individuati dalla NIK, vale a dire il rischio di non ottenere entro i tempi previsti la decisione della Commissione europea che riconosce conforme al mercato interno l’aiuto di Stato notificato", ha aggiunto PEJ.

Il ministero dell’Energia polacco non commenta

Per il momento il ministero dell’Energia non ha risposto al rapporto della NIK.

"La prima centrale nucleare polacca – abbiamo garantito il finanziamento dell’investimento, presentato la domanda di notifica degli aiuti di Stato, depositato la richiesta di permesso di costruzione e consegnato il terreno all’appaltatore. Stiamo preparando anche la seconda centrale nucleare", ha rivendicato invece sul social X il ministro dell’Energia Miłosz Motyka, il giorno prima della pubblicazione del rapporto della NIK.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Centrale solare più grande del Portogallo: la società britannica entra in insolvenza

La Polonia verso la sua prima centrale nucleare: è il più grande investimento di sempre nel Paese

Polonia, Corte dei conti: ritardi pesanti per la costruzione della prima centrale nucleare