Il ministero dell'Interno francese ha pubblicato lo studio annuale sulle morti violente di coppia. Con 136 decessi, il rapporto traccia profili tipici e indica i segnali che spesso anticipano femminicidi e violenze
In Francia sono state registrate 136 morti violente in ambito di coppia nel 2025. Una cifra che segna una lieve diminuzione dell'1 per cento rispetto al 2024 (138 decessi). In media, si registra un decesso di questo tipo ogni tre giorni.
È quanto emerge dallo Studio nazionale sulle morti violente in ambito di coppia, pubblicato dal ministero dell'Interno francese.
Guardando alla ripartizione per genere, le donne restano le principali vittime di queste violenze. Nel 2025, 111 di loro sono state uccise dal partner o ex partner, contro 107 nel 2024, pari a un aumento del 4 per cento. Le donne rappresentano l'82 per cento del totale delle vittime.
Al contrario, il numero di uomini uccisi è diminuito del 19 per cento in un anno, passando da 31 nel 2024 a 25 nel 2025. Gli uomini rappresentano il 18 per cento delle vittime.
Il rapporto, consultato da Euronews, registra anche 445 tentati omicidi, un dato in aumento rispetto al 2024, che testimonia l'ampiezza delle violenze subite quotidianamente nella sfera intima.
Separazioni e liti sono all'origine delle tragedie
Gli autori delle violenze coniugali restano in larghissima maggioranza uomini, che rappresentano l'82 per cento delle persone chiamate in causa. Tra i principali fattori scatenanti figurano le liti, all'origine di 36 casi, e le separazioni non accettate, implicate in 30 casi. Da sole, queste due situazioni rappresentano quasi la metà dei fatti esaminati.
Le violenze avvengono più spesso nell'abitazione della coppia o della vittima, nel 76 per cento dei casi. Le armi da taglio sono le più utilizzate (58 per cento), seguite dalle armi da fuoco (34 per cento).
Le conseguenze di queste violenze colpiscono anche i figli. Nel 2025, 106 minorenni sono diventati orfani di padre, di madre o di entrambi i genitori a seguito di queste tragedie. Nove infanticidi sono stati inoltre commessi in un contesto di conflitto coniugale.
Un caso emblematico: a febbraio 2025, a Franconville, nel Val-d'Oise, una neonata di un anno è stata uccisa dal padre, che poi si è tolto la vita. La coppia aveva precedenti di violenze domestiche ed era già oggetto di un monitoraggio giudiziario.
I femminicidi sono spesso preceduti da violenze note alle autorità
Il rapporto sottolinea che il 37 per cento delle donne vittime aveva già subito violenze. Tra queste, il 61 per cento aveva segnalato i fatti alla polizia o alla gendarmeria e, all'interno di questo gruppo, l'88 per cento aveva già sporto denuncia.
Nonostante queste segnalazioni, i dispositivi di protezione sono risultati molto poco presenti al momento dei fatti: una sola vittima disponeva di un telefono "grave danger" (TGD) e un'altra di un pulsante di allarme.
Infine, nel 36 per cento dei casi gli investigatori hanno rilevato la presenza di almeno una sostanza suscettibile di alterare il discernimento – alcol, stupefacenti o farmaci psicotropi – nell'autore o nella vittima al momento dei fatti.
La legge contro le violenze sessiste e sessuali arriva in Senato
La lotta contro le violenze sessiste e sessuali era stata elevata a grande causa nazionale durante il primo quinquennio di Emmanuel Macron (2017-2022). Eppure, si è dovuto attendere quest'anno, il rapimento, lo stupro e l'omicidio di Lyhanna, 11 anni, e la mobilitazione che ne è seguita, perché emergesse un testo trasversale di ampia portata.
Sostenuto da otto gruppi politici all'Assemblea nazionale, il testo prevede in particolare un nucleo minimo di accertamenti per evitare che le denunce vengano archiviate troppo rapidamente, la creazione di unità di polizia e di strutture giudiziarie specializzate, nonché un colloquio annuale obbligatorio a scuola per individuare meglio le violenze, a partire dal 2032. Prevede inoltre l'istituzione di un percorso di cura rivolto ai minori vittime.
Martedì, la proposta di legge è stata approvata all'unanimità dall'Assemblea nazionale, con 503 voti a favore e nessuno contrario. Ora deve essere esaminata dal Senato.