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Stati Uniti, Cornell University sospende le feste delle confraternite per accuse di stupro di gruppo

Manifestanti marciano verso la Casa Bianca dal Washington Monument durante la protesta "Stop Sexual Violence" giovedì 8 ottobre 2026 a Washington.
I manifestanti marciano dal Washington Monument verso la Casa Bianca durante una protesta "Stop Sexual Violence" giovedì 8 ottobre 2026 a Washington. -  Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Nathan Rennolds
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Accuse di stupro di gruppo a Cornell nel 2024: l'università vieta le feste delle fraternity per tutto l'anno accademico e avvia una revisione indipendente

La Cornell University sospende tutte le feste nelle case delle confraternite fino alla fine dell'anno accademico 2026-2027. La decisione arriva dopo le proteste contro la gestione di un presunto stupro di gruppo avvenuto nel 2024 e le accuse rivolte all'ateneo, ritenuto da molti incapace di adottare misure adeguate nei confronti degli studenti coinvolti.

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Al centro del caso c'è una causa civile presentata a settembre da una donna identificata come Jane Doe, secondo la quale diversi membri di una confraternita le avrebbero "somministrato alcol e droghe fino al punto di intossicarla" prima di aggredirla sessualmente. Le accuse non hanno finora portato all'avvio di un procedimento penale.

Cornell vieta le feste delle fraternity per tutto l'anno accademico

In una dichiarazione diffusa martedì, il rettore di Cornell, Michael Kotlikoff, ha espresso il proprio rammarico per quanto accaduto, riconoscendo la gravità delle accuse e l'impatto sulla comunità universitaria.

"Sono profondamente dispiaciuto per il danno subito da Jane Doe", ha dichiarato Kotlikoff, aggiungendo che "questo atto di violenza sessuale si è verificato all'interno della nostra comunità di Cornell".

Il provvedimento riguarda tutte le feste e gli eventi sociali organizzati nelle case delle confraternite maschili affiliate all'Interfraternity Council (IFC), che resteranno sospesi per il resto dell'anno accademico 2026-2027.

L'università, con sede a Ithaca, nello Stato di New York, ha inoltre annunciato una politica di "tolleranza zero": qualsiasi confraternita che organizzi feste o eventi sociali nei propri spazi in violazione del divieto sarà sospesa.

La misura, ha spiegato il rettore, servirà a consentire "un esame approfondito della vita nelle fraternity a Cornell, per stabilire se e in che modo possa proseguire in condizioni di sicurezza".

Un'inchiesta indipendente sulla gestione delle accuse

La decisione arriva dopo settimane di proteste e critiche nei confronti dell'università. La fraternity coinvolta era già stata sospesa dopo la prima denuncia dell'episodio da parte di Jane Doe, mentre l'ateneo aveva avviato procedimenti disciplinari contro alcuni studenti.

La gestione del caso ha tuttavia alimentato le contestazioni, con manifestazioni a sostegno della donna e richieste di maggiore responsabilità da parte dell'istituzione.

"È evidente che le donne nel nostro campus continuano a chiedersi se siano al sicuro. Dobbiamo essere all'altezza di questo momento, riconoscere dove abbiamo fallito e intraprendere azioni concrete", ha affermato Kotlikoff.

Per fare luce sulla risposta dell'università alle accuse, Cornell ha incaricato Sally Yates, ex vice procuratrice generale degli Stati Uniti, di condurre "una revisione indipendente e approfondita".

Il rettore ha però chiarito che l'ateneo non intende attendere la conclusione dell'indagine prima di intervenire: "È chiaro che non possiamo aspettare questi risultati per intervenire".

Nuove misure contro la violenza sessuale nel campus

Oltre alla sospensione degli eventi sociali, Cornell ha annunciato ulteriori interventi per rafforzare la gestione delle segnalazioni di violenza e molestie sessuali.

L'università nominerà un responsabile dedicato ai casi, con il compito di assistere le persone che decidono di denunciare. Sarà inoltre coinvolta la polizia dello Stato di New York, i cui investigatori penali potranno occuparsi di eventuali nuovi casi di violenza sessuale nel campus.

Le misure segnano un intervento straordinario nella vita sociale dell'ateneo della Ivy League, chiamato ora a rispondere alle critiche sulla tutela degli studenti e sulla gestione delle accuse di violenza sessuale.

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