Il nuovo quadro legislativo, nato da una proposta congiunta di PS e PSD, introdurrà un regime più favorevole per i genitori rispetto a quello attualmente in vigore.
Martedì i deputati hanno approvato, in sede di gruppo di lavoro parlamentare, una proposta congiunta di PS e PSD che prevede l'estensione del congedo parentale. La proposta stabilisce che i genitori avranno diritto a un congedo retribuito al 100% della durata di 180 giorni (sei mesi), se condiviso, oppure di 150 giorni (cinque mesi) se viene utilizzato da uno solo di loro.
Nella prima di queste situazioni, ciascun genitore dovrà fruire almeno di 30 giorni consecutivi oppure di due periodi di 15 giorni di seguito, in modo da avere diritto a un'indennità pari all'intero importo della propria retribuzione di riferimento, calcolata dalla Sicurezza sociale, per il periodo in cui non lavora. Nelle famiglie monogenitoriali, il genitore unico avrà diritto all'intero periodo di 180 giorni retribuiti al 100%.
A sua volta, i genitori saranno coperti da un'indennità pari all'83% della retribuzione di riferimento per sei mesi (180 giorni), nel caso in cui non vi sia condivisione del congedo. Potranno comunque beneficiare di un congedo fino a 210 giorni, retribuito al 90% se il padre fruisce di almeno 60 giorni (due mesi) consecutivi, oltre al suo congedo parentale esclusivo di 28 giorni, oppure all'86% se ciascun genitore resta con il neonato, in modo esclusivo, per uno degli ultimi due mesi di congedo.
Il nuovo quadro legislativo garantirà condizioni più favorevoli per i genitori rispetto a quello attualmente in vigore. Al momento, il congedo retribuito al 100% copre solo i primi 120 giorni di vita del neonato, se non è condiviso, oppure 150 giorni se il padre fruisce di 30 giorni di congedo esclusivo. I genitori possono inoltre, in entrambi i casi, prolungare questo periodo di un ulteriore mese, pur con una riduzione della retribuzione, con l'indennità che equivale rispettivamente all'80% e all'83% del valore di riferimento.
Con questo via libera del gruppo di lavoro parlamentare, il testo passa ora alla commissione parlamentare Lavoro, Sicurezza sociale e Inclusione e, successivamente, alla votazione finale in plenaria.
Nonostante ciò, questa estensione del congedo parentale resta al di sotto di quanto previsto da un'iniziativa legislativa dei cittadini, presentata all'Assemblea della Repubblica già nel 2023, che difendeva un periodo retribuito al 100% durante i primi 180 giorni di vita del neonato, estendibile a 210 o 240 giorni in caso di condivisione. Un'iniziativa che ha fatto da base alla proposta di modifica congiunta presentata da PS e PSD, più prudente, appena approvata.
Tuttavia, secondo il "Negócios" (fonte in portoghese), questo ampliamento dei congedi parentali non avrà effetto su quelli già in corso, poiché l'iniziativa approvata dal gruppo di lavoro si applicherà solo ai congedi che inizieranno a partire dal prossimo anno.
Nella proposta è inoltre prevista la possibilità per un lavoratore del settore privato, come già accade nel settore pubblico, di beneficiare del regime di orario continuato. In questo modo, un dipendente con figli minori di 12 anni o con discendenti con disabilità, malattia cronica o oncologica potrà rinunciare alla pausa pranzo o cena per svolgere il proprio orario di lavoro in modo continuativo, così da poter uscire prima. Gli sarà comunque garantito il diritto a una pausa, che dovrà essere al massimo di 30 minuti.
Come si confronta il Portogallo con altri Paesi europei?
Il modello di estensione del congedo parentale lascerà comunque il Portogallo con un regime meno generoso rispetto, per esempio, alla vicina Spagna (fonte in portoghese). Attualmente, nel caso delle famiglie con due genitori, il Paese concede un totale di 19 settimane retribuite al 100% per ciascun genitore, che sale a 32 settimane per le famiglie monogenitoriali.
In Francia, fino a pochi mesi fa, (fonte in portoghese) il congedo di maternità retribuito era di poco meno di quattro mesi per il primo figlio, mentre i padri avevano diritto a 28 giorni di congedo dopo la nascita. Tuttavia, le nuove regole in vigore da luglio consentono ai genitori di condividere un'assenza aggiuntiva di uno o due mesi, che si somma ai diritti già stabiliti. In questi casi, saranno retribuiti al 70% del salario netto nel primo mese e al 60% nel secondo.
In Svezia, considerata un punto di riferimento in questo ambito, la legislazione prevede un totale di 480 giorni (circa 16 mesi) di congedo retribuito, anche se l'indennità mensile non supera l'80% dello stipendio. In Finlandia, invece, (fonte in portoghese) vengono concessi 320 giorni lavorativi per ogni bambino (circa 14 mesi): ciascun genitore ha diritto a 160 giorni lavorativi di congedo, di cui 63 possono essere trasferiti all'altro. L'indennità parentale è calcolata in base al reddito dei lavoratori ed è versata dalla Sicurezza sociale.