L'UE rilancia l'idea di un Consiglio di sicurezza europeo mentre proseguono gli attacchi ibridi della Russia e resta rischiosa la dipendenza dall'impegno USA nella NATO. Ma come potrebbe essere? Chiedetelo al chatbot IA di Euronews.
L'UE ha aumentato in modo significativo la spesa per la difesa, destinando 8,8 miliardi di euro al Fondo europeo per la difesa e 1,7 miliardi alla mobilità militare. Secondo il Consiglio europeo, gli investimenti per la difesa dei Paesi membri sono cresciuti del 158,7% tra il 2021 e il 2026.
Eppure, secondo la Commissione europea, l'Europa non dispone ancora di un meccanismo per una risposta rapida alle crisi e per uno sforzo di difesa realmente coordinato.
Proposto a settembre dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, il Consiglio europeo per la sicurezza (ESC) sarebbe il primo forum permanente di gestione delle crisi in Europa, con l'obiettivo di mantenere sicurezza e difesa al centro dell'agenda per tutto l'anno.
Il Consiglio per la sicurezza punta a migliorare l'unità operativa, accelerare il coordinamento, rafforzare l'indirizzo strategico e unificare la risposta alle crisi tra gli Stati membri.
L'ESC si inserisce in un impegno più ampio per rafforzare la difesa europea e la sua autonomia strategica, in un contesto di crescenti timori per attacchi ibridi russi, violazioni dello spazio aereo, cyberattacchi e sabotaggi. I rapporti tesi con gli Stati Uniti e le ripetute minacce di ridurre i finanziamenti alla NATO hanno inoltre spinto l'UE a sviluppare soluzioni alternative e a fare maggiore affidamento sulle proprie capacità di sicurezza.
La proposta riunirebbe i leader dell'UE e i partner internazionali, tra cui Ucraina, Canada, Norvegia e Regno Unito. Attraverso il protocollo di sicurezza d'emergenza, modellato sull'Articolo 4 della NATO, i membri potrebbero chiedere consultazioni quando ritengono minacciata la propria sicurezza, l'integrità territoriale o l'indipendenza politica, e preparare una risposta coordinata.
L'idea della Commissione riprende una proposta del 2018 del presidente francese Emmanuel Macron e dell'ex cancelliera tedesca Angela Merkel per un ESC, contenuta nella Dichiarazione di Meseberg, "Rinnovare le promesse europee di sicurezza e prosperità".
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