Loader
Seguiteci
Pubblicità

Francia, l'ex premier Philippe punta sul taglio della spesa pubblica in vista delle presidenziali 2027

Édouard Philippe durante una cerimonia per l'80º anniversario della liberazione della città portuale di Le Havre, nella Francia occidentale, giovedì 12 settembre 2024.
Édouard Philippe, durante una cerimonia per l'80º anniversario della liberazione della città portuale di Le Havre, nell'ovest della Francia, giovedì 12 settembre 2024. -  Diritti d'autore  Benoit Tessier/AP
Diritti d'autore Benoit Tessier/AP
Di Nina Borowski
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

Ospite di France 2 giovedì, il candidato di Horizons (centrodestra) ha illustrato alcune misure del suo programma, tra cui l'aumento dell'età pensionabile e i tagli del pubblico impiego. I sondaggi lo danno testa a testa con Mélenchon, dietro Le Pen

Pensione a 65 anni, drastici tagli nel pubblico impiego e riduzione a 12 mesi della durata dell'indennità di disoccupazione per gli under 50. L'ex primo ministro, ora candidato alle presidenziali 2027 in Francia, Édouard Philippe, ha illustrato le principali misure del suo programma, con la riduzione della spesa pubblica come priorità.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Ospite giovedì della trasmissione L’Heure de vérité su France 2, l'ex inquilino di Matignon dal 2017 al 2020, ora leader del partito di centrodestra Horizons, si è detto "convinto che, se vogliamo uscirne, dovremo tutti lavorare un po’ di più".

Il candidato, riconfermato sindaco di Le Havre lo scorso marzo, ha presentato anche proposte a sostegno del potere d'acquisto, tra cui un'esenzione dai contributi sociali per i dipendenti che accettano di lavorare di più e una revisione complessiva del sistema degli assegni familiari.

Subito dopo il suo arrivo all’Eliseo, dove ha precisato di non voler risiedere, Philippe prevede di presentare una ventina di decreti in una sessione straordinaria del Parlamento, a luglio 2027. L'obiettivo è che queste misure entrino in vigore "già in autunno", per mettere fine a "questo stato di indecisione e incertezza in cui il Paese vive almeno dal 2024".

Al momento, i sondaggi danno Édouard Philippe testa a testa con il candidato di La France insoumise, Jean-Luc Mélenchon. Entrambi sono dati al 16-17%, a distanza dalla candidata del Rassemblement National, Marine Le Pen, per la quale si stima il 35% dei consensi.

Età pensionabile a 65 anni e tagli alla spesa pubblica

Riconoscendo che "dopo una vita di lavoro bisogna poter garantire la pensione a chi la prende", Édouard Philippe ha difeso la riforma delle pensioni, ribadendo la volontà di portare gradualmente l'età di pensionamento a 65 anni e di aumentare il periodo di contribuzione a 45 anni. Un terzo dei lavoratori sarebbe comunque escluso da questa riforma.

L'ex primo ministro non ha precisato se la riforma verrebbe approvata per via parlamentare, tramite referendum o per decreto, ma ha assicurato che sarà oggetto di consultazione con le parti sociali.

Tra i punti del programma di ritocchi alla spesa, anche la riduzione degli organici della funzione pubblica, non sostituendo un dipendente su tre che va in pensione, il che rappresenterebbe circa 250.000 posti pubblici tagliati in cinque anni.

Un altro strumento di risparmio riguarda la spesa sociale, su cui intende concentrare la metà dello sforzo di bilancio. Philippe propone di ridurre la durata massima dell'indennità di disoccupazione da 18 a 12 mesi per gli under 50.

Esenzioni sulle ore di straordinari per aumentare il potere d’acquisto

Alla domanda sul potere d'acquisto dei francesi, il candidato presidente ha proposto di esentare dai contributi sociali i dipendenti che accetterebbero di lavorare due ore di straordinario in più alla settimana. Una misura che, secondo lui, permetterebbe a un lavoratore al salario minimo di guadagnare circa 1.000 euro in più all’anno, riducendo al tempo stesso il costo del lavoro per le imprese. "Tutti ne trarranno beneficio", ha assicurato.

Convinto che la "nazione debba sostenere chi fa figli", il candidato vuole inoltre "rivedere completamente il sistema degli assegni familiari". Propone quindi un assegno familiare unico di 350 euro al mese a partire dal primo figlio, con un importo che poi diminuirebbe in base all’imposta sul reddito.

A questa misura si aggiungerebbero una riduzione d’imposta di circa 3.000 euro per le famiglie che lavorano e hanno figli, e la possibilità di ottenere un prestito a tasso zero per l’acquisto di un’abitazione più grande alla nascita di un figlio.

Proteste studentesche: "Alcune rivendicazioni sono legittime"

Interpellato sulla mobilitazione degli studenti che sta agitando il Paese, Philippe ha riconosciuto la fondatezza di alcune richieste.

"Nelle rivendicazioni ce ne sono alcune che mi sembrano a volte secondarie, ma ce ne sono altre fondate, legittime e importanti da prendere in considerazione", ha dichiarato.

L’ex inquilino di Matignon ha fatto proprie in particolare le critiche dei liceali contro Parcoursup, la piattaforma di ammissione all’istruzione superiore, ammettendo che "questo sistema è stressante e non funziona come dovrebbe".

Un fondo da due miliardi l’anno per il clima

Sul clima, Philippe ha ribadito la volontà di dotare la Francia di una vera "politica di sicurezza climatica".

A metà settembre aveva proposto in particolare la creazione di un fondo unico per l’adattamento ai cambiamenti climatici, dotato di due miliardi di euro l’anno.

Philippe punta a "dimezzare" il numero di immigrati regolari

Sull’immigrazione, il sindaco di Le Havre ha dichiarato di voler "dimezzare l’immigrazione legale" per tornare a un livello "ben inferiore a 200.000" permessi di soggiorno rilasciati ogni anno, simile a quello registrato prima del 2010.

"La nostra politica di integrazione non funziona (...). Bisogna ammettere che l’immigrazione è troppo elevata", ha affermato.

Ritenendo inoltre il diritto d’asilo "snaturato", chiede che l’Unione europea stabilisca un elenco comune di Paesi considerati sicuri, i cui cittadini non potrebbero più chiedere asilo nell’Ue.

Politica internazionale: sostegno all’Ucraina e critiche a Israele

Sul piano internazionale, l’ex primo ministro ha ribadito il suo sostegno all’Ucraina, sottolineando però che "l’unico elemento decisivo nella conduzione della politica estera è l’interesse della Francia".

Ha inoltre espresso il suo "profondo disaccordo" con la politica del governo israeliano e denunciato il "massacro" compiuto a Gaza.

Escludendo ancora una volta l’ipotesi delle primarie tra destra e centro, Édouard Philippe ha difeso la volontà di costruire un fronte "della destra e del centro, e forse, quando sarà il momento, anche oltre".

Risorse addizionali per questo articolo • AP

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

A Parigi, centinaia di agricoltori manifestano contro accordo Ue-Mercosur e importazioni

Proteste studentesche in Francia, Mélenchon: "La Bastiglia è riconquistata"

Haddad: "La Francia respingerà estremismo e Le Pen alle presidenziali"