La Francia ha avviato colloqui tecnici con i talebani per accelerare il rimpatrio dei migranti afghani irregolari. Parigi specifica che i contatti non riaprono le relazioni diplomatiche, seguendo una linea analoga a quella della Germania
Sono in corso discussioni "tecniche" tra la diplomazia francese e il regime talebano sul rimpatrio in Afghanistan dei migranti afghani irregolari.
La Francia non intrattiene relazioni diplomatiche col Paese da quando i talebani hanno preso il potere nell'agosto 2021.
L'ambasciata francese a Kabul resta chiusa e le relazioni diplomatiche tra Parigi e Kabul restano ufficialmente congelate. Tuttavia la Francia, come una ventina di Paesi europei, vuole accelerare il rimpatrio delle persone afghane senza permesso di soggiorno.
Secondo una fonte diplomatica citata dall’AFP, i nuovi contatti avviati con i talebani "non rimettono in discussione" la posizione della Francia sull’Afghanistan.
Secondo la stessa fonte, i colloqui tra il ministero degli Affari esteri francese e il regime talebano riguardano "centinaia" di persone in situazione irregolare che rappresentano una minaccia per la sicurezza dei francesi.
Nel giugno 2025 il direttore generale dell’Ufficio francese per l’immigrazione e l’integrazione, Didier Leschi, aveva stimato in oltre 100mila il numero di afghani presenti in Francia nel 2024.
La Germania conta a sua volta circa 450mila afghani sul proprio territorio.
Come Parigi, anche Berlino ha avviato discussioni con i talebani. Alla fine dell’estate diversi rappresentanti del regime in carica a Kabul si sono recati a Berlino.
Secondo le autorità tedesche, si è trattato esclusivamente di questioni tecniche legate alle espulsioni di afghani verso il loro Paese d’origine.