Il disegno di legge è stato approvato 174 a 6 nonostante l’opposizione del governo. Prevede fino a due anni di carcere, multe e frustate per chi parla con media ritenuti ostili dal ministero dell’Intelligence. Ora si attende il vaglio del Consiglio dei Guardiani sulla nuova legge
Il Parlamento iraniano (Majlis) ha approvato martedì, con 174 voti a favore e sei contrari, un provvedimento che vieta ai cittadini iraniani di rilasciare interviste o partecipare a dibattiti con organi di stampa designati come "ostili" dal ministero dell'Intelligence, oppure con testate possedute, gestite o finanziate da soggetti legati a Paesi classificati come avversari della Repubblica islamica.
Le violazioni dell'articolo 22 del disegno di legge sulla "lotta alla penetrazione dei servizi di intelligence e dei governi o enti stranieri" sono punite con sanzioni di sesto grado previste dal Codice penale islamico, tra cui la reclusione da oltre sei mesi fino a due anni, multe, da 31 a 74 frustate, la privazione dei diritti sociali e altre restrizioni.
Il disegno di legge suddivide i governi stranieri in due categorie: un "governo di livello 1" è uno Stato formalmente designato come ostile dalla legge iraniana o da una decisione del Consiglio supremo di sicurezza nazionale.
Il "livello 2" è definito come uno Stato che ha pianificato o messo in atto azioni volte a danneggiare gli interessi politici, di difesa, di sicurezza, economici, sociali o culturali di Teheran.
L'elenco dei governi di livello 2 sarà redatto dal ministero dell'Intelligence e dall'organizzazione di intelligence dei Guardiani della rivoluzione (IRGC), per poi essere approvato dal Consiglio supremo di sicurezza nazionale.
È stata approvata anche una proposta del deputato di Teheran, Alireza Salimi, per esentare i funzionari governativi dall'ambito di applicazione dell'articolo 22.
La compagine di governo del presidente Masoud Pezeshkian si era formalmente opposta al disegno di legge. Nella riunione del 22 agosto l'esecutivo aveva parlato di "gravi lacune", tra cui limitazioni all'attività scientifica, accelerazione dell'emigrazione dei talenti e ricadute negative a livello nazionale e internazionale.
Il primo vicepresidente, Mohammad Reza Aref, aveva messo in guardia sulle conseguenze per scienza e tecnologia. Il vice presidente per gli affari giuridici, Majid Ansari, aveva affermato che "criminalizzare categorie ampie e generiche in questo disegno di legge potrebbe ledere i diritti dei cittadini".
Il parlamento ha approvato anche l'articolo 20 dello stesso disegno di legge, secondo cui chiunque abbia accesso, per ragioni di servizio, a informazioni ufficiali non pubblicate non può condividerle con un agente straniero senza una preventiva autorizzazione.
La sanzione va da quattro a dieci anni di carcere e comporta il divieto permanente di ricoprire la funzione tramite cui si è avuto accesso alle informazioni.
La normativa arriva dopo mesi di retorica intransigente contro le emittenti in lingua persiana con sede all'estero da parte dei funzionari iraniani,
Il 26 agosto il portavoce delle forze armate, Abolfazl Shekarchi, ha accusato BBC Persian, Iran International e Radio Farda di avere legami con le organizzazioni di intelligence statunitensi e israeliane e ha affermato che il loro personale potrebbe essere inserito nella "lista degli obiettivi militari" della Repubblica islamica.
Dopo il voto parlamentare, il disegno di legge necessita ancora di ulteriori approvazioni per entrare in vigore. Il Majlis deve completare l'esame degli articoli rimanenti prima di inviare il testo al Consiglio dei Guardiani, che verifica la conformità delle leggi alla sharia e alla Costituzione.
Se il Consiglio dei Guardiani solleva obiezioni e il Majlis conferma la propria posizione, la decisione finale spetta all'Expediency Council (Consiglio per il discernimento dell'interesse del sistema).