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Proteste studenti in Francia: decine di città coinvolte, scontri a Parigi, scuole chiuse dal governo

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Alcuni studenti bloccano l’ingresso di un liceo prima di una manifestazione contro la carenza di risorse nelle scuole, a Parigi, martedì 6 ottobre 2026.
Alcuni studenti bloccano l'ingresso di un liceo prima di una manifestazione contro la carenza di risorse nelle scuole, a Parigi, martedì 6 ottobre 2026. -  Diritti d'autore  AP Photo/Aurelien Morissard
Diritti d'autore AP Photo/Aurelien Morissard
Di Nathan Joubioux
Pubblicato il •Ultimo aggiornamento
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Nelle grandi città francesi, martedì cortei di liceali hanno chiesto più mezzi per le loro scuole, sotto stretta sorveglianza delle autorità. Una mobilitazione che segna l'"atto III" del movimento avviato il 17 settembre. Il governo chiude le superiori fino a fine settimana

Decine di città francesi - tra cui Parigi, Marsiglia, Lilla, Lione, Strasburgo, Tolosa, Rennes e Nîmes - sono state attraversate dai cortei di studenti e insegnanti martedì, nella terza mobilitazione annunciata dai sindacati della scuola e degli insegnanti.

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Per questa nuova giornata di protesta, l'Unione sindacale dei liceali ha chiamato "tutta la gioventù in piazza, ovunque in Francia". Un appello rilanciato anche dall'Unione degli studenti e da un'intersindacale dell'Istruzione nazionale (FSU, CGT, FO, CFDT, Unsa, Sud e Solidaires), che ha invitato a rafforzare le file dei liceali.

"I militanti e le militanti saranno lì per proteggere le liceali e i liceali perché siamo rimasti sconvolti da ciò che abbiamo visto negli ultimi dieci giorni e da questa repressione senza precedenti che il governo ha organizzato contro la mobilitazione", ha dichiarato Sophie Binet, segretaria generale della CGT.

Secondo l'Unione sindacale dei liceali, circa "1.800 licei" sono già bloccati questa mattina, sia da "manifestazioni sia perché chiusi d'ufficio dall'Istruzione nazionale". "57 siti universitari" sono inoltre bloccati nel Paese, ha sottolineato da parte sua l'Unione degli studenti.

Dal canto suo, il ministero dell'Istruzione indica che 891 istituti, di cui 250 in Île-de-France, hanno sospeso le lezioni, totalmente o parzialmente, per tutte le cause messe insieme.

Il presidente Macron ha convocato una riunione di governo martedì sera per discutere la situazione.

260.000 manifestanti, esclusa Parigi, contati alle 13.30 dalla CGT

Le manifestazioni hanno visto sfilare 450.000 persone in tutta la Francia, di cui 100.000 a Parigi, secondo le organizzazioni studentesche (Usl, Fage, Union etudiante, Unef) promotrici del cosiddetto '"Atto III" della mobilitazione.

Le autorità parlano invece di 256.000 persone di cui 56.000 nella capitale, dove la tensione tra polizia e manifestanti è sfociata in scontri secondo media locali, quando gli agenti hanno cercato di disperdere il corteo. Si sono registrati lanci di oggetti e pietre.

Almeno 12 fermi in tutta la città dove sono stati istituti blocchi nei licei Hélène-Boucher (XX arrondissement), Voltaire (XI arrondissement), Louis-le-Grand e Henry IV (V arrondissement). Diversi istituti di istruzione superiore, come la Sorbona e l'ENS Paris-Saclay, sono anch'essi interessati da blocchi.

Sin da questa mattina a Marsiglia, 30.000 persone hanno partecipato al corteo partito dal Vieux-Port (4.800 secondo la prefettura). Se lungo il percorso sono stati constatati alcuni danni materiali, il raduno si è svolto in modo pacifico, ha riferito France 3 Provence-Alpes-Côte-d'Azur.

A Lione si sono radunate 20.000 persone, secondo gli organizzatori, con alcuni incidenti.

I liceali della Réunion e di Mayotte si sono a loro volta mobilitati. Se la maggior parte degli istituti in questi due dipartimenti è rimasta aperta, sono stati organizzati numerosi blocchi scolastici.

Cosa chiedono gli studenti e le polemiche politiche

I liceali denunciano giornate di lezione giudicate troppo lunghe e condizioni di accoglienza insufficienti, con aule sovraffollate e fatiscenti. Chiedono più risorse per l'Istruzione, la sostituzione di ogni insegnante assente e la riforma della piattaforma Parcoursup, ritenuta opaca e diseguale.

Il governo ha definito legittime queste rivendicazioni, ma ha condannato quelle che ha descritto come "violenze urbane", qualificando ormai queste manifestazioni come rivolte.

L'esecutivo ha comunque aperto una piattaforma per raccogliere l'insieme delle rivendicazioni dei liceali. Chiamata Agora (fonte in francese), resterà aperta fino al 23 ottobre e, a metà giornata, vi avevano già partecipato più di 1.700 persone.

Sul sito si chiede quali siano le principali difficoltà incontrate dai liceali e che cosa dovrebbe cambiare all'interno degli istituti per consentire loro di vivere meglio la propria scolarità.

L'esecutivo si è impegnato a "correggere tutto ciò che è possibile su Parcoursup e ha sospeso le lezioni nelle scuole superiori fino a fine settimana.

Non sono mancante le polemiche politiche. Il premier Sebastien Lecornu ha accusato il leader della sinistra radicale francese, Jean-Luc Melenchon, sceso in strada con gli studente, di "soffiare sul fuoco" e di volere "destabilizzare" la Francia.

Il segretario de La France Insoumise ha risposto che "Lecornu fa usare gas lacrimogeni e manganelli per creare scompiglio e violenza. Vuole incarnare il partito dell'ordine per le presidenziali", che si terranno l'anno prossimo e a cui Melenchon è accreditato contro Marine Le Pen per la successione a Macron.

Nella diatriba è entrato anche il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che ha addossato la colpa dei disordini alla "migrazione di massa fuori controllo".

Sospetto di aggressione sessuale durante un fermo

Dall'inizio della mobilitazione, 85 membri del personale educativo, tra cui 34 dirigenti scolastici e vice, 715 agenti di polizia e gendarmi e 215 studenti sono rimasti feriti, ha fatto sapere il Ministero dell'Interno.

Più di 6.000 persone sono state fermate dall'inizio delle manifestazioni, in grande maggioranza minorenni, secondo un conteggio delle autorità pubblicato lunedì sera.

Questo martedì, a Metz, è stata aperta un'inchiesta per sospetta aggressione sessuale dopo la diffusione, sui social network, del fermo di una liceale.

Nel video si vede un agente di polizia accarezzare la testa e il petto della giovane mentre si trova a terra. Le indagini verteranno "sulle condizioni del fermo e sono destinate a stabilire l'esistenza o meno di atti riconducibili a un'aggressione sessuale su minore di meno di 15 anni", ha indicato il procuratore.

A Lens, ieri, un quindicenne ha subito l'amputazione di una manodopo l'esplosione di una granata davanti a un istituto scolastico, hanno indicato François-Xavier Lauch, prefetto del Pas-de-Calais, ed Étienne Thieffry, procuratore della Repubblica di Béthune.

La polizia ha aperto un'inchiesta interna per determinare se il liceale abbia raccolto quella granata o se gli sia caduta addosso. Una situazione "sconvolgente", ha sottolineato il ministro dell'Interno, Laurent Nuñez, questa mattina.

La settimana scorsa, nel Val-d'Oise, un quattordicenne ha perso l'uso di un occhio. La procura ha evocato lesioni "compatibili" con un colpo di LBD. In totale, dieci inchieste sono state aperte dall'IGPN.

"La nostra priorità assoluta è proteggere i nostri studenti", ha assicurato dal canto suo il ministro dell'Istruzione, Édouard Geffray, martedì mattina.

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