Il Seimas ha votato un emendamento alla Costituzione che elimina il divieto di armi di distruzione di massa e di basi militari straniere sul territorio. La modifica permetterebbe a Vilnius di partecipare pienamente alla deterrenza nucleare della NATO. Il voto finale è previsto per il 12 gennaio
La Lituania ha compiuto un passo verso l'abolizione del divieto costituzionale di armi nucleari sul proprio territorio. Il Paese baltico si avvicina così alla posizione giuridica dei suoi vicini, mentre gli alleati europei discutono su come rafforzare la deterrenza della NATO di fronte alla Russia.
Il parlamento lituano, il Seimas, ha votato martedì 106 a 18, con sei astensioni, per far avanzare un emendamento alla Costituzione che eliminerebbe la disposizione che vieta armi di distruzione di massa e la presenza di basi militari di Stati stranieri sul territorio lituano.
La modifica richiede ancora un secondo voto, dopo il periodo di attesa di tre mesi previsto dalla Costituzione. Almeno 94 dei 141 membri del Seimas dovranno sostenerla in entrambe le votazioni. Il voto finale è previsto per il 12 gennaio.
"Questo emendamento costituzionale consentirebbe alle forze armate lituane di partecipare pienamente alla pianificazione e alle esercitazioni di tutte le misure di deterrenza della NATO", ha dichiarato Viktorija Čmilytė-Nielsen, leader del gruppo parlamentare del Movimento Liberale.
Attualmente l'articolo 137 della Costituzione lituana stabilisce che armi di distruzione di massa e basi militari di Stati stranieri non possono essere dislocate in Lituania, che confina con la Bielorussia e con l'exclave russa di Kaliningrad.
Ciò significa che, secondo le leggi in vigore, aerei o navi degli alleati che trasportano armi nucleari non potrebbero entrare nel territorio lituano per scopi di deterrenza.
Perché per la Lituania la deterrenza nucleare è sempre più urgente
I sostenitori dell'emendamento sostengono che la disposizione costituzionale è diventata un ostacolo legale alla piena partecipazione della Lituania agli accordi di deterrenza nucleare della NATO e che lascia il Paese in una posizione di svantaggio rispetto ad altri alleati dell'Alleanza.
"I nostri Paesi vicini, come Lettonia, Estonia e Polonia, non hanno restrizioni analoghe", ha ricordato Remigijus Motuzas, presidente della Commissione Affari esteri del Seimas, durante una seduta parlamentare in settembre. "Non possiamo essere meno protetti degli altri Paesi della NATO. Dobbiamo inviare un segnale che la Lituania è parte integrante della deterrenza nucleare della NATO".
La NATO definisce la deterrenza nucleare come parte della sua difesa collettiva, accanto alle capacità convenzionali e di difesa missilistica. L'Alleanza sottolinea inoltre che la sua politica nucleare resta coerente con gli impegni in materia di controllo degli armamenti, disarmo e non proliferazione.
Per la Lituania la questione è diventata ancora più urgente. "La deterrenza della NATO, compresa quella nucleare, fa parte della difesa collettiva", ha sottolineato Motuzas, aggiungendo che la Russia negli ultimi anni ha modernizzato rapidamente il proprio arsenale nucleare e ha dispiegato armi nucleari vicino alla Lituania, a Kaliningrad e in Bielorussia.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato martedì che l'iniziativa lituana, insieme ai più ampi piani di espansione delle infrastrutture militari statunitensi e della NATO nella regione, rischia di alimentare ulteriormente le tensioni, ha riferito Reuters.
Gli avvertimenti arrivano mentre la Russia ha intensificato la sua retorica nucleare nei confronti della NATO. Mosca ha minacciato recentemente una ritorsione nucleare nel caso di quelli che ha definito tentativi di isolare l'exclave di Kaliningrad, che confina con Lituania e Polonia.
Perché la Finlandia può essere esempio per la Lituania sulla deterrenza nucleare
La Lituania non si muove da sola. La Finlandia, entrata nella NATO nel 2023 dopo decenni di non allineamento militare, ha abolito all'inizio di quest'anno il proprio divieto legale di armi nucleari, sottolineando la necessità di garantire che la normativa finlandese non limiti la capacità del Paese di adempiere ai suoi obblighi come alleato della NATO.
A giugno il parlamento finlandese ha approvato modifiche alla legge sull'energia nucleare che cancellano il divieto nazionale sugli ordigni nucleari. La normativa è entrata in vigore il 1 luglio.
"Questa riforma storica rafforza la sicurezza della Finlandia e dell'intera NATO", ha scritto il ministro della Difesa Antti Häkkänen su X.
Helsinki ha però precisato che il cambiamento non significa che la Finlandia intenda acquisire o ospitare armi nucleari e che la NATO non ha piani per dispiegarle nel Paese.
Da allora la Finlandia ha aderito a un'iniziativa guidata dalla Francia volta a rafforzare la sicurezza europea attraverso una più stretta cooperazione sulla deterrenza nucleare.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha proposto quella che Parigi definisce "forward deterrence" (deterrenza avanzata), cioè una cooperazione più stretta con gli alleati europei attorno alle capacità nucleari indipendenti della Francia.
Regno Unito, Germania, Polonia, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Grecia, Danimarca e Norvegia hanno già aderito all'iniziativa francese.