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Quali Paesi offrono le migliori condizioni fiscali e perché la Germania è ultima

Una manifestante lancia banconote finte in aria mentre si rilassa su una sdraio in una spiaggia tropicale, paradiso fiscale a Trafalgar Square a Londra, il 12 maggio 2016.
Una manifestante lancia banconote finte in aria mentre si rilassa su una sdraio in una spiaggia tropicale allestita come paradiso fiscale a Trafalgar Square, 12 maggio 2016. -  Diritti d'autore  Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistributed without permission.
Diritti d'autore Copyright 2016 The Associated Press. All rights reserved. This material may not be published, broadcast, rewritten or redistributed without permission.
Di Servet Yanatma
Pubblicato il
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Due Paesi europei sono nella top 10 mondiale dei sistemi fiscali per chi si trasferisce all'estero, mentre la Germania è ultima. Il rapporto mostra però che le tasse basse non bastano a rendere un Paese attrattivo.

Una nuova classifica di Global Citizen Solutions (GCS) mette a confronto 48 giurisdizioni in base a questi fattori. Malta e Cipro guidano l’Europa, anche se nessuna delle due offre l’aliquota nominale più bassa sull’imposta sul reddito.

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Il rapporto utilizza 11 indicatori, raggruppati in tre categorie: onere fiscale, struttura del sistema fiscale e migrazione per investimento, che riguarda i percorsi verso la residenza o la cittadinanza. Insieme producono un punteggio complessivo. Un punteggio più alto indica condizioni più favorevoli per le persone che si spostano tra diversi Paesi.

Per ottimizzazione fiscale si intende organizzare legalmente le proprie finanze per ridurre l’imposta dovuta.

Malta e Cipro nella top 10

I due Paesi europei presenti nella top 10 mondiale, Malta e Cipro, ottengono punteggi elevati perché offrono un trattamento fiscale favorevole ad alcuni nuovi residenti, soprattutto sui redditi prodotti all’estero, più che tramite semplici aliquote basse.

Malta e Cipro hanno ottenuto entrambe 82 su 100 per l’onere fiscale e 63 per la struttura del sistema. Malta ha totalizzato 83 punti per la migrazione per investimento, leggermente davanti a Cipro con 78. Questi punteggi collocano Malta al sesto posto complessivo e Cipro al decimo.

GCS afferma che entrambe hanno raggiunto queste posizioni "grazie a regimi preferenziali più che a aliquote nominali basse".

Monaco (68,6), Georgia (68,3) e Bulgaria (62,8) completano la top five europea.

Dopo queste giurisdizioni di vertice, tutti i punteggi europei scendono sotto quota 60 e i Paesi escono dalla top 20 mondiale.

La Germania è ultima a livello mondiale

La Germania si è piazzata all’ultimo posto tra le 48 giurisdizioni. Il Paese ha ottenuto solo 17 punti su 100 per la struttura del sistema fiscale, l’indicatore che considera il trattamento dei redditi esteri e di chi lascia il Paese.

Il rapporto cita la tassazione sul reddito mondiale dei residenti, l’imposta di successione e una exit tax tra i motivi del punteggio così basso della Germania.

Danimarca (30,4), Spagna (36,9), Francia (37,7) e Norvegia (38,4) si trovano anch’esse nelle ultime posizioni della graduatoria europea.

Il punteggio europeo immediatamente superiore è quello del Regno Unito, con 50,9 punti, in un indice in cui valori più alti indicano condizioni fiscali più favorevoli per chi si trasferisce all’estero.

Tra le cinque maggiori economie europee, l’Italia registra il punteggio più alto, 56,9. È nona in Europa e 26ª a livello mondiale.

I punteggi di diverse altre giurisdizioni europee sono ravvicinati, dal 58,2 della Svizzera al 51,2 dei Paesi Bassi. Turchia (56,9), Ungheria (54,9), Svezia (54,1) e Irlanda (53,1) rientrano in questa fascia.

Monaco, Bulgaria e Andorra prime per onere fiscale

Il quadro cambia se si analizzano separatamente le tre componenti della classifica.

Il punteggio relativo all’onere fiscale considera l’imposta sul reddito delle persone fisiche, la tassazione delle plusvalenze su titoli quotati, l’imposta patrimoniale netta e l’imposta di successione.

Monaco (93), Bulgaria (92) e Andorra (89) registrano i punteggi più alti per l’onere fiscale. Malta (82) e Cipro (82) seguono a ruota.

Spagna (25), Francia (26) e Danimarca (30) hanno i punteggi europei più bassi su questo indicatore. La Germania, pur essendo ultima nella classifica generale, ottiene 40 punti.

Come i Paesi tassano i redditi esteri

La struttura del sistema fiscale analizza come un Paese tassa i redditi prodotti all’estero e le persone che si trasferiscono altrove. Malta e Cipro condividono il punteggio europeo più alto, pari a 63.

La Germania ha il punteggio più basso, 17, seguita da Ungheria (25), Andorra (26), Estonia (27) e Bulgaria (29). Anche la Turchia ottiene 29 punti, ma nel rapporto è considerata in una categoria separata.

Un Paese può quindi ottenere buoni risultati su un indicatore e collocarsi male nel complesso. Come sintetizza GCS: "Il risultato centrale è che l’aliquota fiscale di una giurisdizione e la struttura del suo sistema tributario sono in gran parte indipendenti l’una dall’altra".

Onere fiscale e struttura del sistema fiscale insieme rappresentano l’85% dell’indice, con lo stesso peso assegnato a ciascuna componente.

Come si colloca l’Europa rispetto al resto del mondo?

Gli Emirati Arabi Uniti (EAU) sono primi in classifica con un punteggio di 82,7. Non applicano l’imposta sul reddito delle persone fisiche, prevedono un’imposta sui consumi del 5% e non hanno una exit tax.

Antigua e Barbuda (82,2) è al secondo posto, seguita da Paraguay (77,2), Hong Kong (76,9) e Bahamas (76,2).

All’altro estremo della graduatoria, gli Stati Uniti totalizzano 33,5 punti e sono 46ª. Solo Danimarca e Germania hanno punteggi inferiori. Il Giappone è 45º con 36,4 punti.

Un punteggio fiscale favorevole indica anche una migliore qualità della vita?

Il rapporto confronta inoltre i risultati con le classifiche sulla qualità della vita del Global Passport Index 2026. I Paesi che ottengono buoni punteggi per qualità della vita spesso risultano meno competitivi dal punto di vista fiscale.

La Svezia è seconda al mondo per qualità della vita ma solo 32ª per ottimizzazione fiscale. La Germania è terza e 48ª rispettivamente, la Danimarca quarta e 47ª, la Norvegia quinta e 40ª.

Il rapporto individua però sette eccezioni che si collocano nella metà alta della classifica per ottimizzazione fiscale e nella top 50 per qualità della vita: Malta, Cipro, Portogallo, Svizzera, Uruguay, Costa Rica e Mauritius. Il Portogallo è 23º per il fisco e 11º per qualità della vita, mentre Malta è rispettivamente sesta e 28ª.

Nessuno dei sette Paesi applica un’aliquota zero sull’imposta sul reddito. Secondo il rapporto, offrono invece un trattamento favorevole dei redditi esteri tramite esenzioni, regimi speciali o norme che li tassano solo quando vengono rimpatriati. In questo modo riescono ad attirare chi si trasferisce dall’estero continuando al contempo a raccogliere entrate fiscali per finanziare i servizi pubblici.

Le 48 giurisdizioni sono state selezionate in base alla loro rilevanza per i trasferimenti all’estero e la pianificazione fiscale, più che per la dimensione delle rispettive economie.

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