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Siccità, incendi e insetti stanno distruggendo le foreste in Germania e Francia

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Di Hans von der Brelie
Siccità, incendi e insetti stanno distruggendo le foreste in Germania e Francia
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Dal 2018 la Germania ha perso mezzo milione di ettari di foreste. In Franconia, regione della Baviera ricca di boschi, gli abeti rossi stanno morendo. L'aumento delle temperature e i prolungati periodi di siccità, due indicatori del cambiamento climatico, hanno causato vasti incendi e la proliferazione dei coleotteri della corteccia, che infestano gli alberi. 

Squadre speciali del corpo forestale monitorano la foresta per tenere sotto controllo la piaga dei coleotteri. Gli alberi infestati da questi minuscoli insetti, lunghi circa 5 millimetri, vengono segnati in rosso. In poco tempo i taglialegna intervengono per rimuovere l'albero con un'abbattitrice. Bisogna agire in fretta: se si trascura un solo abete rosso, nel giro di poche settimane altri 400 alberi vengono infestati e muoiono.

Ma perché il numero di coleotteri nel sud della Germania è cresciuto così tanto negli ultimi anni? "Circa 80-100 anni fa un coleottero della corteccia di solito produceva una sola generazione all'anno - dice l'entomologo Hannes Lemme - ma a causa dell'aumento delle temperature negli ultimi decenni nelle regioni di abete rosso stanno nascendo due o tre generazioni ogni anno. Di conseguenza in molte regioni, nel medio-lungo periodo, l'abete rosso non potrà sopravvivere".

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Gli scarabei della corteccia possono infestare centinaia di alberi in poche settimane se non sono tenuti sotto controlloEuronews Witness

"Un abete rosso può essere infestato da circa 500-1000 scarafaggi - continua Lemme -. Uccidono l'albero e proliferano, producendo 20.000 giovani scarafaggi. Ecco perché gli alberi muoiono a un ritmo elevato. In passato una sola generazione all'anno si poteva gestire. Ma con tre generazioni diventa difficile".

Anche la Francia negli ultimi anni ha dovuto fare i conti con incendi sempre più devastanti. Quest'anno le fiamme hanno distrutto 65.000 ettari di boschi. L'incendio più pericoloso si è sviluppato nella zona intorno a Bordeaux, nella regione della Gironda, dove sono andati in fumo 32.000 ettari di terreno. Anche in questo caso ad alimentare le fiamme sono state condizioni meteo estreme, sintomo del cambiamento climatico in corso.

Il rogo in Gironda ha distrutto vaste zone boschive intorno al villaggio di Origne, dove vivono circa 200 persone. Per fortuna non ci sono state vittime e le case non sono state raggiunte dalle fiamme, ma Nathalie Morlot, proprietaria di alcune zone della foresta, ha visto andare in fumo gli alberi piantati dal nonno e dal padre. 

Vaste zone della Francia meridionale sono coperte da monocolture di pini marittimi. "Tutto ebbe inizio intorno al 1860, sotto il regno di Napoleone III - racconta Morlot -. Le paludi furono prosciugate e furono piantati dei pini. Questo spiega perché c'erano così tanti pini intorno al villaggio: 2.700 ettari di pini. Di questi, 2.400 sono bruciati".

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La scorsa estate un incendio in Gironda ha bruciato 32.000 ettari di terrenoEuronews Witness

Sebbene questa specie sia altamente infiammabile, i proprietari di foreste private vogliono ripiantare pini marittimi a crescita rapida. Come si può evitare nuovo incendi in futuro? Gli ecologisti chiedono biodiversità, più boschi di latifoglie e fasce tagliafuoco più ampie. Ma non tutti i proprietari sono d'accordo. Inoltre, il numero di aerei antincendio è insufficiente.

L'Unione europea contribuisce al loro acquisto. Ma stando a Stephane Latour, direttore dell'associazione regionale dell'industria del legno, bisogna fare di più. "Il 90% degli incendi è causato dalle attività umane - dice Latour -. Per questo è importante avere spazi liberi da arbusti vicino alle infrastrutture e alle aree urbane. Questi spazi devono essere puliti, per evitare che il fuoco possa partire da lì. Nei prossimi anni saremo esposti a incendi molto estesi, soprattutto a causa dei cambiamenti climatici". 

Non tutti i proprietari sono coperti da un'assicurazione contro il rischio incendi. Inoltre le compagnie coprono solo una parte dei danni. "Sarà dura ricominciare - dice Morlot -. Per 40 anni non ci saranno più foreste qui. Dovremo assistere al cambiamento del paesaggio, del nostro patrimonio naturale. Tutto il lavoro dei nostri antenati, dei nostri nonni e dei nostri genitori è andato in fumo. È molto triste". Nonostante tutto, Nathalie non perde la speranza: ha già cominciato a piantare nuovi alberi. Per la prossima generazione.