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Nipote uccide nonno, Gip dispone custodia in carcere

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Di ANSA
Legale, misura per carenza strutture idonee.Ha problemi psichici
Legale, misura per carenza strutture idonee.Ha problemi psichici

<p>(<span class="caps">ANSA</span>) – L’<span class="caps">AQUILA</span>, 11 <span class="caps">LUG</span> – Al termine dell’udienza di<br /> convalida, il Gip del Tribunale dei Minorenni dell’Aquila ha<br /> disposto la custodia in carcere nei confronti del 15enne con<br /> problemi psichiatrici che a Bucchianico (Chieti), nel pomeriggio<br /> di venerdì scorso ha aggredito il nonno di 78 anni deceduto poi<br /> all’ospedale di Pescara. Il giovane, accusato di omicidio volontario aggravato, è<br /> arrivato all’Aquila a metà mattinata a bordo di un’ambulanza<br /> della Croce Azzurra di Lanciano che lo ha prelevato dal<br /> policlinico di Chieti dove è ricoverato, piantonato dai<br /> carabinieri. Il ragazzo, nel corso di una lite con la nonna ha<br /> ripetutamente colpito l’anziano, intervenuto in difesa della<br /> moglie, con l’aspirapolvere e una sedia, quindi gli è saltato<br /> addosso filmando la scena con uno smartphone. “Hanno applicato la misura carceraria – ha commentato il<br /> legale del ragazzo, Roberto Di Loreto, del foro di Chieti – ma<br /> più che altro per carenza sul territorio di comunità in grado di<br /> accogliere il minore nell’immediatezza. Questo anche per una<br /> garanzia nei confronti del minore e per ragioni di sicurezza e<br /> di incolumità”. Il legale ha fatto presente al giudice l’esistenza di “un<br /> quadro clinico problematico che necessita inderogabilmente di un<br /> percorso di cure che vedremo come garantire nell’immediatezza<br /> attraverso l’ingresso in una comunità idonea”. Il giovane ha scelto di non rispondere. “Il ragazzo – prosegue l’avvocato – è apparso in uno stato confusionale e non<br /> ha ritenuto di rispondere all’interrogatorio, ma probabilmente<br /> anche per una questione dovuta sia alla sua confusione, sia per<br /> il trattamento necessario ricevuto nella contingenza del caso da<br /> parte del servizio psichiatrico”. Ora si pensa già ai prossimi passi. “Dovremo valutare molto<br /> bene gli incartamenti e i documenti di causa – ha sottolineato<br /> il legale – certo, si pone una seria riflessione su quello che è<br /> tutto il sistema di tutela e garanzia che viene applicato in<br /> questi casi, dal punto di vista sia di seguire il minore in una<br /> condizione appropriata, ma anche dai sistemi che devono<br /> garantire equità in queste specifiche situazioni. C‘è una<br /> riflessione importante quando accadono queste tragedie”. (<span class="caps">ANSA</span>).</p>

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