La storia di Maksym: la fuga dai bombardamenti in Ucraina e il sogno da calciatore

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Di Luca Palamara
Maksym durante un allenamento
Maksym durante un allenamento   -   Diritti d'autore  Euronews

Un tuffo per bloccare il pallone, una porta da difendere. Maksym ha solo 14 anni e un mese fa è scappato dalla sua città, Leopoli in Ucraina. I suoi genitori l’hanno fatto fuggire per proteggerlo dalla guerra, mentre loro rimanevano a difendere il proprio paese.

E’ arrivato in Italia con poche cose, ma non poteva andarsene di casa senza le sue scarpette da calcio. “Sono molto alto", racconta Maksym. "Quando ho cominciato ad allenarmi, andavo in porta, perché sono sempre stato molto alto.”

Una piccola, ma molto attiva, società di calcio in provincia di Bologna gli ha dato ospitalità e la possibilità di allenarsi con la squadra giovanile come portiere, peraltro forte. “Voglio avere una grande carriera nel calcio. Lo desidero molto", confida il giovane ucraino.

“Gli ho detto ‘Andiamo a comprare i guanti e le scarpe, ma lui mi ha detto ‘No, io le scarpe le ho già’. Aveva portato le sue e io lì sono rimasta abbastanza sorpresa dal fatto che nelle poche cose che aveva portato via, aveva portato quelle", spiega ai nostri microfoni Paola Speroni, dirigente del ‘Progresso Calcio’. "E da lì abbiamo capito quanto fosse veramente importante per lui, cioè che non era solo un passatempo.”

Maksym ha un sogno: diventare un calciatore. Certo non è ancora un professionista, ma questo giovane uomo ha dimostrato di avere il coraggio e la determinazione che lo porteranno un giorno a realizzare il suo sogno.

Vive a casa di un’amica della madre e l’integrazione nel nuovo mondo procede bene. “Ora studio a scuola, in una scuola Italiana. È una scuola molto bella. I miei compagni di classe sono molto gentili", dichiara il ragazzo.

“Mi sono molto affezionata a lui", confida Speroni. "Non ci posso neanche pensare che lui se ne vada e di perderlo di vista, perché ormai è uno di famiglia, però ovviamente spero per lui che possa riunirsi alla sua famiglia quanto prima.”

Maksym non immagina cosa gli riservi il futuro nè quando riuscirà a rivedere i suoi genitori, ma per ora si allena duramente per diventare un portiere di Serie A.