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Presidenziali in Cile, cosa c'è in ballo: "rischiamo di tornare agli anni della dittatura"

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Di Maxime Bayce
Gabriel Boric (a sinistra) e José Antonio Kast si affrontano in uno storico secondo turno per il Cile
Gabriel Boric (a sinistra) e José Antonio Kast si affrontano in uno storico secondo turno per il Cile   -   Diritti d'autore  ELVIS GONZALEZ/AFP or licensors   -  

Ancora poche ore e i cileni dovranno nuovamente andare alle urne per eleggere il loro futuro presidente, in un secondo turno che è ormai una contesa tra due candidati - e dunque due visioni del paese - radicalmente opposti. Da una parte Gabriel Boric, ex leader studentesco che si dice intenzionato a ridurre con ogni mezzo le disuguaglianze; dall'altra José Antonio Kast, espressione dell'estrema destra cattolica e nostalgico della dittatura di Augusto Pinochet (1974-1990). 

A cinque mesi dall'elezione dei membri della Costituente , incaricati di redigere la prossima costituzione, il Paese sembra trovarsi di fronte a una svolta epocale. Pierre Lebret, politologo francese specializzato in Cile e America Latina ed ex consigliere del governo di Michelle Bachelet, ha cercato di decifrare per Euronews quale sia la posta in gioco in queste elezioni. 

Dopo quasi un mese di campagna elettorale, tra primo turno e ballottaggio, quale candidato vede come probabile vincitore domenica?

Penso sarà Gabriel Boric. Ha condotto un'ottima campagna tra i due turni. Non viene da un partito politico tradizionale, al contrario di Kast, quindi ha dovuto fare uno sforzo per aprirsi al centrosinistra. Ha ricevuto l'appoggio di due ex capi di stato come Ricardo Lagos e Michelle Bachelet. E ha saputo anche, con grande intelligenza, accogliere idee da altri candidati di sinistra. Penso che questo avrà un effetto mobilitante per il secondo turno.

JAVIER TORRES / AFP
Sostenitori di Gabriel Boric durante un incontro a Santiago (Cile), l'11 dicembreJAVIER TORRES / AFP

Domenica credo ci sarà una forte mobilitazione elettorale, molto più che al primo turno quando c'è stata molta astensione, soprattutto tra i giovani. Alla fine, la vittoria potrà essere risicata, ma se ci sarà una mobilitazione dei giovani, questa sarà più a favore di Boric

Se vincesse José Antonio Kast, possiamo temere violenze dopo le elezioni?

È credibile. Il Cile è in un momento di polarizzazione politica piuttosto estrema, perché non si tratta solo di cambiare presidente, è una svolta storica. In realtà si tratta di evitare l'indicibile perché José Antonio Kast è uno che rivendica la nostalgia per la dittatura, e va contro il processo costituente in atto da qualche mese. A queste condizioni, se sarà eletto, ci sarà sicuramente anche una rinascita delle proteste

Come si spiega la svolta di Kast che sembra andare contro i cambiamenti indotti dalle proteste del 2019?

È vero che c'è una gioventù di sinistra che sta emergendo con Boric e altri leader, ex leader studenteschi del movimento del 2011 ed eletti in parlamento nel 2014. Ma l'irruzione di Kast è legata a quella nostalgia per l'ordine che nasce dopo ogni grande movimento o rivoluzione.  Inoltre, il candidato di Sebastian Piñera (miliardario e attuale presidente di centrodestra - ndr) , Sebastián Sichel, è precipitato nei sondaggi poco prima del primo turno, e di questo ha beneficiato Jose Antonio Kast. La destra conservatrice che aveva preso parte alla dittatura di Pinochet ha semplicemente trovato un candidato per difendere i propri interessi.

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Santiago, dicembre 2021: manifesti suggeriscono la continuità tra José Antonio Kast e la dittatura di PinochetAFP

Tuttavia, quando l'80% dei cileni vota a favore di una nuova costituzione, c'è davvero il desiderio di uscire da un modello neoliberista molto ingiusto. Con i governi degli ultimi trent'anni non ci sono stati grandi cambiamenti costituzionali perché era impossibile farlo. La società cilena si è quindi "svegliata" nel 2019 e ha chiesto un cambiamento radicale e una nuova costituzione.

Se il candidato di estrema destra salisse al potere, cosa accadrebbe esattamente al processo costituzionale in corso? Ma anche al matrimonio gay, adottato solo pochi giorni fa, e alla depenalizzazione dell'aborto?

Dovrebbe già avere il sostegno del Congresso, il che non è ovvio. Quindi può dire molte cose, tuttavia ci sono ancora istituzioni in Cile che vengono rispettate. Sarebbe difficile per lui invertire tutto ciò. Se Kast venisse eletto e continuasse ad andare contro queste riforme richieste dalla stragrande maggioranza del popolo cileno, ciò sarebbe fonte di forte instabilità.

José Antonio Kast ha recentemente dichiarato di non essere un sostenitore di Pinochet: lei gli crede?

Assolutamente no, nemmeno per un secondo. In fondo è uno che ha votato a favore di Pinochet nel referendum del 1988, quindi contro il ritorno alla democrazia. Se guardiamo un po' alla sua storia, non è affatto coerente. Quando dice di non essere più un pinochetista è per compiacere la stampa e gli elettori di centrodestra.

MARTIN BERNETTI / AFP
Un sostenitore di José Antonio Kast, il 10 dicembre, a San Fernando (Cile)MARTIN BERNETTI / AFP

La sua vittoria segnerebbe una brutale regressione e un ritorno agli anni bui della dittatura. Kast per esempio è qualcuno che vuole dare più poteri all'esercito. Non è ancora chiaro esattamente cosa potrebbe tirar fuori dal cilindro, ma è molto chiaro invece che è una persona pericolosa per i diritti umani e la democrazia in Cile

Gli ambienti economici incolpano Gabriel Boric di non avere esperienza. Pensa che questo sia giustificato?

In America Latina è sempre lo stesso: si fa campagna sulla paura, sulla mancanza di esperienza o contro chi è un po' troppo di sinistra. Ma in un continente con le più grandi disparità del mondo, e con il Cile che da questo punto di vista è uno dei paesi peggiori nell'OCSE, chi trae vantaggio dall'economia? In Europa, Gabriel Boric è effettivamente visto come un socialdemocratico. Desiderare un'istruzione gratuita di qualità, una sanità, una pensione dignitosa e fare di tutto per combattere il riscaldamento globale non è molto diverso dai programmi dei candidati di centrosinistra in Europa.

Insisto anche sul fatto che non ci sarà nessun crollo economico; e penso addirittura che alcune personalità dell'élite economica del Paese sappiano bene che con Kast al potere sarà come con Bolsonaro in Brasile, dove l'economia è per niente in salute al momento. Quindi, hanno tutto l'interesse che Boric vinca le elezioni di domenica

Liberale in economia, molto conservatore sui valori, vicino agli ambienti cattolici, avvezzo ad agitare lo spettro dell'invasione migratoria dal Venezuela. È possibile un parallelo con Eric Zemmour in Francia?

Non sono abituato ai paralleli, ma quello che posso dire è che c'è una tendenza a questa irruzione di candidati di estrema destra molto conservatori, che rifiutano l'altro, molto conservatori anche sulla questione delle donne, dell'uguaglianza e dell'immigrazione. Di fronte a questo, la sinistra deve interrogarsi. Non parla abbastanza alle classi popolari come prima e l'estrema destra riesce a sedurre con discorsi fondati sulla paura.