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Malaysian Airlines MH370, il mistero continua

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Malaysian Airlines MH370, il mistero continua

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Un mistero sempre più mistero

Il mistero dell'aereo Boeing 777 Malasyan Airlines MH370 rimane tale.

L'aereo è letteralmente scomparso l'8 marzo 2014 lungo la rotta Kuala Lumpur-Pechino, appena 40 minuti dopo il decollo, con 239 persone a bordo (227 passeggeri e 12 membri dell'equipaggio).

In rosso la mappa prevista dal volo, in giallo la deviazione "volontaria".

Due mesi dopo la fine di un'indagine indipendente voluta dalla Malesia, è stato presentato un rapporto finale che, in realtà, non riporta a galla alcuna novità, causando rabbia e frustrazione nei parenti delle vittime.

Un inutile rapporto finale

Il rapporto sottolinea errori e mancanze nelle procedure e nell'adempimento dei protocolli e delle linee guida che non vennero seguiti.
Il 29 maggio scorso, la Malesia ha interrotto una ricerca condotta per tre mesi dalla ditta privata americana Ocean Infinity, che ha setacciato 112mila chilometri quadrati di Oceano Indiano, senza fare ritrovamenti significativi.

"Non possiamo stabilire se l'aeromobile è stato pilotato da un pilota diverso da quello ufficiale, ma non possiamo nemmeno escludere la possibilità che ci sia stata un'interferenza illecita da parte di terzi", è tutto quello che riesce a dire il capo del team degli investigatori, Kok Soo Chon.

Kok Soo Chon, capo del team degli investigatori.

Nel rapporto, viene ribadita la versione adottata dalle autorità malesi in questi anni, cioè che l'aereo cambiò deliberatamente rotta e volò per oltre sette ore dopo aver troncato le comunicazioni. Ma non è ancora possibile determinare la causa della scomparsa e "non si può escludere la possibilità di un intervento da parte di terzi".
"Presumiamo che sia precipitato nell'estremo sud dell'Oceano indiano", si legge nel rapporto.

Frammenti del Boeing 777 erano stati ritrovati addirittura nell'Isola di Reunion, oltre un anno dopo l'incidente.

I parenti delle vittime

Nuova rabbia e indignazione da parte dei familiari delle vittime.
Parla Danica Weeks: il marito Paul, australiano, è scomparso insieme all'aereo.

"Hanno fallito, di nuovo. E' stato così tutto il tempo, hanno davvero analizzato le stesse cose, senza trovare niente, e a distanza di 4 anni non sappiamo cosa sia successo, non lo sappiamo", dice Danica Weeks. "E' uno schiaffo in faccia per noi e purtroppo siamo al punto di prima...e ora dove dobbiamo andare? Cosa dobbiamo fare? Questo è un disastro, per noi famiglie delle vittime, ma anche per tutta l'industria dell'aviazione. L'aereo MH370 non può restare per sempre un mistero".

Danica Weeks durante l'intervista.

In tutta la Malesia. c'è ancora grande commozione attorno al caso dell'aereo scomparso.
I familiari delle vittime non hanno intenzione di mollare e annunciano azioni giudiziarie.