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Rafael Correa, la sua verità

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Ai nostri microfoni, dal Belgio, l'ex presidente ecuatoriano Rafael Correa risponde alle accuse di Quito e all'ordine di cattura internazionale spiccato dalla magistratura. Verrà recepito dall'Interpol?

"Purtroppo l'Ecuador tornerà ad essere considerata una repubblica delle banane. Nessun paese serio prenderà in considerazione un ordine di cattura così chiaramente politico e evidentemente illegale e assurdo, a cominciare dal Belgio. I nostri amici, la mia famiglia, i nostri militanti sono molto nervosi a proposito di questo, se arrestano Correa per estradarlo e sbatterlo in una cella della dittatura equatoriana. Non è possibile. Nessuno farà caso a una richiesta così assurda e meno mai un paese così garantista come il Belgio. Siamo sicuri. Non c'è di che preoccuparsi. Bisogna preoccuparsi per la patria. La stessa Interpol se analizza il dossier non potrà fare a meno di respingerla perché è un processo politico e l'Interpol come scritto nell'articolo 3 del suo statuto non può evenire coinvolta in dispute politiche per essere un caso politico".

Circa le accuse di essere coinvolto in un sequestro Correa dice

"Adesso ci chiamano repressori e ci dicono di essere coinvolti in un presunto sequestro. Si trattava di un fuggitivo che si trovava in Colombia, Anche lui aveva i suoi diritti, non c'è dubbio, ma cercarono di catturarlo perché aveva un'ordine di arresto sul capo, lo si accusava di spionaggio e di vendita di strumenti di spionaggio in Colombia, per la Colombia ed Ecuador. Che c'entra in tutto questo il presidente della repubblica? All'epoca non venni nemmeno accusato. Questo accade nel 2012. Nel 2013 la presunta vittima presenta un atto di accusa e non è contro di me. in novembre però si accorgono che con testimoni falsi possono puntare al presidente. E lo annunciano: da questo momento Correa avrà un ordine di cattura dell'Interpol e comincia tutto questo montagggio in barba alla legalità e alla logica".

Correa non può più essere rieletto per la nuova legislazione vigente nel paese. La sua stella si è appannata dopo che il suo successore ed ex sodale, Lenin Moreno, ha cercato di smarcarsi dal passato legato a Correa. Un passato che potrebbe però trasformarsi in un futuro dietro le sbarre se il Belgio recepisse la richiesta della magistratura di Quito.