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Messico: la violenza è arrivata anche a Cancún

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Messico: la violenza è arrivata anche a Cancún

Messico: la violenza è arrivata anche a Cancún
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Domenica in Messico sono in programma le elezioni presidenziali. Il nostro corrispondente Héctor Estepa è andato a Cancún per tastare il polso della città a pochi giorni dalla tornata elettorale. Cancún è la meta turistica più popolare del paese, l'anno scorso più di 6 milioni di persone da tutto il mondo hanno affollato le sue spiagge. Ma l'ondata di violenza che sta flagellando il Messico non risparmia neanche questo angolo di paradiso. In soli sei mesi ci sono stati più omicidi che in tutto il 2017, che con i suoi 226 morti aveva già segnato un incremento drammatico rispetto al 2016, quando gli omicidi erano stati 86.

"Bisogna evitare di uscire la sera, ed evitare di uscire in moto - ci ha detto José Luis, un ragazzo coinvolto in una sparatoria e colpito da due proiettili mentre cercava di aiutare un vicino di casa -. Ti devi sempre guardare attorno. Se hai una moglie, una fidanzata o un figlio, uscire non è più possibile. Ci sono molte persone cattive a Cancún ".

Il 2017 è stato l'anno più violento nella storia del Messico, con oltre 25mila omicidi. La violenza è il tema dominante di questa domenica elettorale. Tutti i candidati, dal favorito López Obrador ai suoi avversari Anaya e Meade, hanno provato a rassicurare l'elettorato.

Abbiamo parlato delle imminenti elezioni con Pedro Canché, un giornalista di Cancún che in passato ha ricevuto diverse minacce di morte. La corruzione, ci spiega, soffocherà ogni tentativo di rinnovamento. "La mafia ha già comprato diversi candidati di tutti i partiti - ci ha detto -. Da Morena al Pri, dal Pan al Prd: sono ovunque, perché hanno molti soldi per finanziare le campagne elettorali dei candidati".

Stroncare i cartelli della droga è la principale richiesta dei messicani ai candidati alla presidenza. I cittadini, però, sono convinti che con le elezioni non cambierà nulla. I principali candidati, dicono, non hanno proposto misure sufficienti per porre fine alla violenza.