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Rouhani e la politica di resistenza agli USA e alla bancarotta imminente

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Rouhani e la politica di resistenza agli USA e alla bancarotta imminente

Rouhani e la politica di resistenza agli USA e alla bancarotta imminente
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Il presidente dell’Iran Hassan Rouhani ha risposto con durezza all’iniziativa del governo Usa volto a interrompere i rapporti commerciali con Tehran:

"Come sempre gli USA vogliono spezzare il potere e la gloria della Repubblica islamica d'Iran, la grandezza del suo sistema e della nazione stessa, con un altro metodo", ha affermato in un discorso pubblico Rouhani.

L'annuncio americano ha spinto infatti i cittadini iraniani a scendere in strada per esprimere il loro dissenso. Sono infatti scoppiate proteste e sono stati indetti scioperi contro l’embargo economico americano.

Un paese, l'Iran che sta affrontando una grave crisi economica: il rial, la divisa nazionale, per esempio, dopo il ritiro dall'accordo nucleare a cui sono seguite le sanzioni, è sotto pressione da parte dei mercati valutari e ha perduto oltre il 40% della sua valuta, insomma la bancarotta sembra vicina e le manifestazioni di proteste potrebbero raggiungere alti picchi di violenza.

La mossa di Trump obbliga ora l’Iran a ricorrere a un’economia di resistenza volta a conservare le riserve in valuta straniera. Certo L’Unione Europea ha annunciato uno Statuto di blocco che consentirà alle sue aziende di fare affari con l’Iran, ma le società che decideranno di seguire questa strada saranno escluse dai mercati Usa.

Con questo scenario, certo non rassicurante, davanti dobbiamo attendere i prossimi mesi per sapere cosa sarà di quello che era una volta la ricca Antica Persia.