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Bosnia-Erzegovina: al confine con la Croazia la rotta dimenticata dei migranti

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Bosnia-Erzegovina: al confine con la Croazia la rotta dimenticata dei migranti

Bosnia-Erzegovina: al confine con la Croazia la rotta dimenticata dei migranti
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A Velika Kladusa, un piccolo centro urbano di appena 5000 abitanti, le tensioni tra cittadini e nuovi migranti cominciano a salire. In Bosnia ed Erzegovina, un Paese finora toccato in modo marginale dai migranti, i numeri stanno crescendo, infatti, e lungo il confine con la Croazia si va verso una nuova crisi umanitaria.

"Aprite i confini abbiamo bisogno di andare in Italia, Francia o Gemrania. Non vogliamo restare in Slovenia o in Croazia".

"Per favore Merkel apri i confini, non possiamo... per favore"

"Stanno iniziando ad accadere cose brutte. Perché loro sono distrutti certo, accadono episodi terribili. Una notte c'è stato un omicidio, un'altra ancora aggressioni con il coltello, un'altra volta una rissa... cominiciamo a essere spaventati" - Una Ljajic studentessa bosniaca di 17 anni.

Il principio di accoglienza iniziale, rivolto dai bosniaci verso i migranti in diversi modi lo scorso inverno, comincia ad assottigliarsi in contemporanea con l'arrivo sempre più cospicuo di nuovi disperati: circa 1000 su 5000 abitanti.

"Tutti gli occhi sono rivolti verso Bruxelles sull'incontro previsto per affrontare il problema dell'immigrazione nel Mediteraneo" - riferisce il nostro corrispondente Jorgen Samso dalla cittadina. "Ma qui a Velika Kladusa in Bosnia - afferma - si sentono tutti dimenticati, mentre un nuovo percorso di migrazione sta per essere tracciato sulla rotta balcanica. Questo piccolo avanposto è diventato un collo di bottiglia per i migranti".