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"Stop Soros": le reazioni a Bruxelles

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"Stop Soros": le reazioni a Bruxelles

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Si moltiplicano le reazioni a Bruxelles dopo l'approvazione da parte del Parlamento ungherese del cosiddetto pacchetto "stop Soros", dal nome del magnate filantropo di origine ungherese che finanzia numerose ong che aiutano i migranti. Tra le misure è previsto fino a un anno di prigione per coloro che assistono persone entrate illegalmente in Ungheria, che non hanno diritto d'asilo.

Sophie in 't Veld, del partito olandese Democratici 66, riporta preoccupazione diffusa in seno al parlamento europeo, e la necessità di verificare se in Ungheria si stia agendo nel rispetto degli standard dell'Unione sul rispetto dei diritti fondamentali.

"Orbán fa sempre riferimento ai valori cristiani", aggiunge, "Ma non conosce la parabola del buon samaritano? Non è un dovere per un cristiano aiutare l'altro? Come può essere un crimine prestare soccorso a delle persone?"

Fa discutere anche la tassazione del 25% delle ong che si occupano di accoglienza.

Iverna McGowan, di Amnesty International Europa, ritiene che il Governo ungherese stia usando i migranti come capro espiatorio, mentre ci sono complessi fattori economici e sociali da affrontare nel continente. Sappiamo dai numeri che sono pochi i rifugiati e i migranti accolti in Ungheria, quindi è un problema che non esiste, è pura propaganda per stigmatizzare persone che lottano per i diritti, la giustizia e per cosa è giusto".

Al momento la Commissione non ha avuto reazioni ufficiali. A Bruxelles, domenica prossima, Italia, Francia, Germania e Spagna e istituzioni dell'Unione, concorderanno una proposta per fronteggiare gli sbarchi, da sottoporre al Consiglio europeo del 28-29 giugno.