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Il caso Aquarius e il risentimento dell'Italia

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Il caso Aquarius e il risentimento dell'Italia

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Inevitabile fermarsi a riflettere davanti alla vicenda della nave Aquarius.

Governo italiano e governo di Malta hanno tenuto in scacco la vita di più di 600 migranti, tra cui donne incinte e minori non accompagnati, scaricandosi a vicenda la responsabilità di accoglierli nei loro porti.

Il ministro degli Interni italiano Matteo Salvini ha voluto provocare l'Unione europea sul tema dell'accoglienza dei richiedenti asilo in barba al diritto internazionale. Dopo la chiusura dei porti italiani e l'offerta della Spagna di far sbarcare Aquarius a Valencia, appare evidente che è sull'immigrazione che d'ora in poi si giocherà il braccio di ferro tra gli Stati europei. Ne abbiamo parlato con il Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli.

"Questo caso dimostra le conseguenze umanitarie di una politica d'asilo disfunzionale. Non è il momento di fare i giochi politici, o assumere atteggiamenti spavaldi", afferma Catherine Woollard, segretario generale di ECRE.

Euronews:

"Ci sono due nuovi governi in It alia e in Spagna. Ma in Italia si tratta di un governo anti-establishment, come crede che si evolverà la situazione?"

Catherine Woollard, Segretario generale del Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli:

"E' stata una mossa prevedibile quella di Matteo Salvini, che aveva fatto molte promesse sull'immigrazione e gli sbarchi sono una delle questioni su cui intende prendere il controllo. Tuttavia, con questa mossa potrebbe aver danneggiato la possibilità di mantenere altre promesse perché dipendono dalla cooperazione europea, come nel caso della riforma del regolamento di Dublino ".

Euronews:

"L'Italia è stata travolta dal flusso di migranti ...Non trova sia corretto dire a un certo punto "basta"?

Catherine Woollard, Segretario generale del Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli:

"Ci opponiamo fermamente al razzismo dell'attuale governo italiano. Ad ogni modo l'Italia e la Grecia hanno ragione quando affermano che il sistema attuale attribuisce loro una responsabilità ingiusta, a causa dell'attuale principio secondo cui i paesi di primo arrivo sono responsabili dell'accoglienza dei migranti. Ciò crea anche un incentivo perverso per quei paesi a mantenere basse le loro condizioni di accoglienza e a non fare nulla per incoraggiare l'integrazione ".

Euronews:

"L'UE aveva cercato ripartire equamente i migranti tra gli stati membri, ma quel piano non ha avuto successo. Bruxelles adesso cosa deve fare?

Catherine Woollard, Segretario generale del Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli:

"Temo che vedremo altri stati raccogliere quello che è stato finora seminato, come nel caso dell' Italia: avevamo già predetto che ci sarebbe stato questo tipo di governo contrario all'accoglienza dei migranti, e ciò deriva dall' ingiustizia di base del sistema di Dublino è necessario attuare una riforma più profonda e più equa del sistema europeo di asilo ".

Euronews:

Il regolamento di Dublino alla fine di questo mese sarà al centro del vertice europeo. Cosa spera che verrà deciso in quella occasione?"

Catherine Woollard, Segretario generale del Consiglio europeo per i rifugiati e gli esuli:

"Penso che sia improbabile ottenere un accordo durante quel vertice: da parte nostra questo non è necessariamente lo scenario peggiore perché le proposte sul tavolo non affrontano i difetti fondamentali del sistema di Dublino. Per molti versi si trattava di proposte sbagliate. Ora dobbiamo passare a una riforma più profonda e ad altre misure, come l'apertura di canali legali e sicuri per ottenere protezione in Europa, il rispetto della vigente legislazione europea e insistere affinché tutti i paesi europei siano paesi di asilo.