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Rifugiati: integrarsi a Utrecht o altrove

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Rifugiati: integrarsi a Utrecht o altrove

Rifugiati: integrarsi a Utrecht o altrove
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Il progetto d'integrazione ha un nome un cognome nei Paesi Bassi: Piano Einstein

L'Europa si rende conto che l'unica possibilità per rendere virtuosa l'accoglienza è di creare amicizia fra rifugiati e abitanti locali.

Dema Kadre: Mi chiamo Dema Kadre, sono una rifugiata siriana, sono ospite del centro d'accoglienza e partecipo al Piano Einstein, qui. Ciò significa incontrare nuove persone del quartiere di Overvecht, imparare a stare insieme ha cambiato la mia vita.

Dima ha 21 anni. E' giunta nei Paesi Bassi da 8 mesi. Fa parte del vicinato, dei 400 rifugiati e richiedenti asilo di circa 170 nazionalità che vivono nello stesso complesso abitativo con 39 giovani olandesi di Overvecht, Utrecht.

Per un anno l'intero vicinato ha beneficiato di una struttura di formazione e coaching chiamata "Piano Einstein" sostenuta dal Fondo di Coesione dell'Unione europea con sede davanti al centro di asilo.

Dema Kadre: Questo centro d'asilo è nel cuore della città, quindi tutto nuovo per noi ma possiamo comunicare direttamente col vicinato, e ci sentiamo proprio come vicini di casa, non come rifugiati.

Corsi di lingua personalizzati, avvio all'impresa, insegnamento l'approccio del programma è per un futuro aperto in Olanda o altrove con l'obiettivo di superare i pregiudizi.

Johan è olandese e vive nel quartiere.

JOHAN VAN DOORN: Il corso per l'imprenditoria che ho seguito qui mi ha messo in contatto con i rifugiati. All'inizio pensavo: oddio cosa mai sarà! Ma sono rimasto molto sorpreso, sono persone molto gentili, i rifugiati.

La riuscita c'è. Grazie al Piano Einstein Johan ha creato la sua azienda e Dima andrà all'università a settembre per realizzare il suo sogno di studiare diritto internazionale.