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Caso Skripal, accuse incrociate al meeting d'emergenza Opac

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Caso Skripal, accuse incrociate al meeting d'emergenza Opac

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La tensione tra Russia e Regno Unito continua a crescere riguardo all'avvelentamento della ex spia doppiogiochista Sergej Skripal.

Nel corso di un meeting d'emergenza dell'Organizzazione per la probizione della armi chimiche in cui la linea difensiva russa è stata sostanzialmente smentita - dal momento che secondo l'Opac l'agente nervino utilizzatzo per l'attentato non sarebbe stato prodotto in occidente - Londra ha accusato il Cremlino di ostacolare le indagini con un "comportamento irresponsabile".

"La Russia - ha dichiarato il delegato inglese all'Opac - deve fare chiarezza sul suo programma per le armi chimiche e inoltre dovrebbe chiarire quali siano i loro obiettivi. Quel che ci ha colpito nella sessione di oggi èl'enorme mole di disinformazione che Mosca continua a produrre".

Secondo il delegato del cremlino Alexander Shulgim, l'agente nervino Novichock, utilizzato per avvelenare la spia, non sarebbe stato brevettato in Russia ma negli Stati Uniti: "In pratica - ha dichiarato Shulgin durante la riunione - quello che stiamo cercando di dimostrare è che tutto ciò che i nostri colleghi britannici sostengono non è altro che una serie di bugie".

L'avvelenamento di Sergej Skripal e di sua figlia Yulia risale al 4 marzo scorso, ed è avvenuto nella cittadina britannica di Salisbury dove la spia risiedeva da anni. Nel 2006, Skripal era stato condannato dalla Russia per alto tradimento, a causa di alcune attività di spionaggio a favore dei servizi d'intelligence britannici.

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