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Auschwitz, in 12mila per la "marcia dei vivi"

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Auschwitz, in 12mila per la "marcia dei vivi"

Auschwitz, in 12mila per la "marcia dei vivi"
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Lo squillo della Shofar segna, per il 30esimo anno di seguito, l'inizio della Marcia dei vivi, la commemorazione che annualmente porta ad Auschwitz studenti da tutto il mondo.

Il presidente polacco Andrzej Duda e quello israeliano Reuven Rivlin hanno camminato marciato insieme per questo trentennale, mettendo da parte le recenti divisioni in merito alla legge appena introdotta in Polonia per punire chi parli di una complicità del paese nell'olocausto nazista

"E' la prima volta in 75 anni che torno qui, - dice ai microfoni di Euronews un sopravvissuto arrivato dal Canada - e l'ho fatto per poter mostrare questo posto ai bambini. Sono stato testimone di un grande crimine contro il nostro popolo. Vivevamo nel terrore di essere chiamati al forno crematorio, di essere picchiati o di morire di fame".

"Non avevo nulla da mangiare" gli fa eco un ex prigioniero ungherese. "Due pezzi di pane, un po' di zuppa: con questo dovevamo sopravvivere ogni giorno. E lavoravamo molto duramente".

Gli studenti hanno visitato i luoghi topici del campo di concentramento: come il cancello con la scritta che recita in tedesco "il lavoro rende liberi", che nel 2009 fu rubata e vandalizzata da un gruppo nazista negazionista, o i forni crematori, in cui migliaia di resti umani furono bruciati

"Il distacco forzato da mia madre - ricorda un altro ex prigioniero - l'incertezza sul riuscire a sopravvivere fino al giorno dopo, la paura di essere cremati, beuciati, uccisi. Voglio solo che quello che ho vissuto non torni a verificarsi mai piû"