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Lo scandalo Facebook in breve

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Mentre Mark Zuckerberg affronta le Commisioni del Congresso statunitense, lo scandalo che ha travolto Facebook assume contorni sempre più gravi. Ma cosa è successo esattamente? Di cosa deve rispondere il social più famoso al mondo?

In estrema sintesi: Facebook ha consentito l'accesso ai dati di oltre 87 milioni di utenti a un ricercatore, Aleksandr Kogan, che ha lavorato per la società Cambridge Analytica, ingaggiata a sua volta nella campagna elettorale di Donald Trump.

A fare da collegamento, l'ex braccio destro del Presidente, Steve Bannon, che è stato anche numero due proprio di Cambridge Analytica. Kogan ha ideato un'applicazione con la quale ha avuto accesso ai dati non solo di chiunque la scaricasse sul proprio cellulare, ma anche di tutti i suoi contatti, senza ovviamente informare gli interessati o chiedere loro alcun consenso.

La domanda a cui tutti vorremmo fosse data una risposta è: ci si può davvero fidare di Facebook?