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Israele: il dietrofront di Netanyahu sui migranti

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Israele: il dietrofront di Netanyahu sui migranti

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Protestano i migranti di origine africana in Israele, dopo la decisione di Netanyahu di annullare a poche ore dalla firma, l'intesa con l'Alto Commissariato dell'Onu per i rifiugiati che prevedeva il ricollocamento di 16.250 migranti eritrei e sudanesi, verso i paesi occidentali. Un'"inversione a u" tout court , dopo che il premier israeliano dice aver riesaminato e ascoltato diversi commenti. L'Onu nelle ultime ore ha chiesto a Netanyahu di rivedere il provvedimento.

Ieri piangevamo di gioia e questa mattina invece di tristezza. Non possiamo credere che questo sia davvero successo, dice un'attivista.

Su Facebook il primo ministro ha spiegato di aver ponderato vantaggi e svantaggi per concludere poi di non volerne fare di nulla. Non solo promette di voler continuare a cercare soluzioni alternative.

Sono oltre 35.000 i profughi arrivati in Israele dall'Africa attraverso l'Egitto dal 2005. L'accordo con l'Onu doveva sostituire attraverso ricollocamenti in altri paesi, della durata di 5 anni totali un piano iniziale che prevedeva deportazioni verso i paesi d'origine.

All'origine della decisione le molte proteste dei residenti dei quartieri poveri, vicini al partito al governo, che vorrebbero espulsioni massicce.