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Israele: migranti, sospesa l'intesa con l'Onu

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Israele: migranti, sospesa l'intesa con l'Onu

Israele: migranti, sospesa l'intesa con l'Onu
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Ha cambiato idea il premier israeliano Benjamin Netanyahu sull'accordo con l'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, in base al quale 16.250 migranti eritrei e sudanesi, attualmente in Israele, sarebbero stati trasferiti nei paesi occidentali. L'intesa resta ma per il momento sarà sospesa.

Tra le destinazioni menzionate dal premier anche l'Italia che però in una nota diffusa dalla Farnesina smentisce: "Non c'e' alcun accordo con l'Italia nell'ambito del patto bilaterale tra Israele e l'Unhcr per la ricollocazione, in cinque anni, dei migranti che vanno in Israele dall'Africa e che Israele si è impegnata a non respingere".

Un accordo da realizzare in 5 anni che sostituisce il piano iniziale fortemente criticato di deportazioni in Africa di decine di migliaia di eritrei e somali. Chiamato anche "piano di rimpatri volontari", aveva suscitato polemiche e scatenato proteste in tutto il paese una di queste organizzate nel deserto del Negev lo scorso febbraio.

Sono circa 37.000 in tutto i profughi di orgini africane arrivati in Israele dal 2005 passando dall'egitto. Molti di questi, che hanno fatto richiesta d'asilo vivono nei quartieri a sud di Tel Aviv, meglio conosciuti come little africa, piccola africa. La loro presenza da tempo ha scatenato il malcontento della popolazione locale che denuncia un aumento diffuso del criminalità e chiede l'intervento del governo.

Il piano del premier israeliano prevede anche il ricollocamento dei migranti concentrati in alcuni quartieri e la loro distrbuzione su tutto il territorio.