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Egitto verso il voto: cosa pensano gli abitanti del Cairo?

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Egitto verso il voto: cosa pensano gli abitanti del Cairo?

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Egitto alle urne. Tra il 26 eil 28 marzo circa 60 milioni di egiziani eleggeranno il loro nuovo presidente.

Due i contendenti: il presidente uscente Abdel -Fattah Al-Sisi, in corsa per un nuovo mandato di 4 anni, e il capo del partito Ghad, Moussa Mostafa Moussa, candidato di un'opposizione che in molti giudicano di facciata.

A dominare il dibattito, soprattutto i temi economici, specie dopo le riforme lacrime e sangue sopportate dalla popolazione.

"Voglio che i prezzi siano più bassi - sostiene questo venditore al mercato - perché sono troppo alti, i cittadini soffrono e lo stipendio è lo stesso, noi vogliamo che il paese sia sicuro".

"Infrastrutture non significa solo costruire case e ponti, ma si tratta di formare i giovani, - sostiene questa donna - perchè si sono laureati ma non hanno lavoro".

"Il problema è che abbiamo due fazioni, una contro l'altra - spiega un tassista - ma se non c'è nessun contatto possibile tra le due parti, il paese si fermerà. Il problema principale sono le persone, ci deve essere una cultura del compromesso tra le persone ".

I frutti delle riforme economiche approvate da Al-Sisi non sono ancora tangibili per gli strati piu bassi delle popolazione che continua a vivere con salari molto bassi o appena sufficienti al sostentamento.

"Al sisi vuole fare tutto da solo - dice un commesso - o al massimo insieme ai suoi uomini". "Il fatto che partecipero' al voto fa di me una persona positiva, partecipo perché voglio dire la mia - dice questo studente - anche se ho intenzione di strappare la scheda elettorale".

"La borghesia - sostiene questa ragazza - non risente dell'aumento dei prezzi quindi voterà in massa, ma la classe medio-bassa, che subisce i prezzi cosi alti, pensa che il proprio voto non valga quanto gli altri, perchè il giudizio su al sisi non è come quello che ne dà la classe media".

La piattaforma elettorale a supporto di Sisi (che si candida come indipendente) ha raccolto il sostegno stragrande maggiornanza dei deputati e circa 12 milioni di firme in tutto il Paese, mentre i movimenti e i partiti di opposizione hanno riscontrato crescenti difficoltà nel partecipare al processo elettorale.