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Bulgaria sotto esame per la lotta alla corruzione

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Bulgaria sotto esame per la lotta alla corruzione

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La Bulgaria è il paese più povero dell'Unione europea ma anche il più corrotto, a tutti i livelli. La popolazione punta il dito contro i governi saliti al potere dopo la caduta del comunismo. Il circolo vizioso di corruzione ha prodotto esclusione sociale e un diffuso scetticismo nei confronti del sistema politico.

La prima presidenza dell'Unione europea offre alla Bulgaria un'opportunità storica di avviare un processo di riforme anti-corruzione. Secondo l'ex primo ministro ed ex zar Simeone di Sassonia-Coburgo, il paese ha però bisogno di aiuto dall'esterno: "L'Unione europea ha tutte le capacità di consigliarci, e in effetti ci sono stati giudici e istruttori che sono venuti da alcuni paesi per aiutarci. Ma tutto questo va fatto in un modo normale, legale, consequenziale, non suonando l'allarme o qualcosa del genere".

L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International per l'Ue nel 2016
L’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) di Transparency International per l'Ue nel 2016

Secondo l'ong Transparency International la Bulgaria ha fatto progressi nella lotta contro la piccola corruzione, come quella della polizia stradale o dei burocrati, ma ai livelli alti la situazione è peggiorata.

"C'è bisogno di una riforma adeguata - spiega Vanya Nusheva di Transparency International Bulgaria - e di portare avanti le riforme all'interno della piccola amministrazione e del sistema giudiziario. Sono questi i settori principali su cui dovremmo concentrare gli sforzi.

L'Unione europea è ben disposta ad appoggiare la presidenza bulgara. Ma il semestre è visto come un test per Sofia e per la sua credibilità nella lotta alla corruzione.